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Il Pilone come fonte di attrazione per i cittadini e di guadagno per i privati

Danila La Torre

Il Pilone come fonte di attrazione per i cittadini e di guadagno per i privati

mercoledì 12 Settembre 2012 - 15:58

Presentato a palazzo Zanca il progetto preliminare delle opere di riqualificazione funzionale e strutturale del basamento del pilone ex-Enel di Capo Peloro, nella speranza che arrivino i capitali privati

L’idea c’è, ed è interessante, il progetto anche. Adesso servono le risorse economiche per fare diventare reali e concrete le opere di riqualificazione funzionale e strutturale del basamento del pilone ex-Enel di Capo Peloro, che ad oggi esistono solo su carta e slide. Questa mattina, l'assessore allo sviluppo economico, Gianfranco Scoglio, nella sua ultima uscita da esponente dell’amministrazione Buzzanca, cui è stata messa una “Croce” , ha convocato i giornalisti per rendere noti i dettagli del progetto preliminare, redatto dlla RTP De Cola Associati, prof. arch. Pier Paolo Balbo di Vinadio e Buffì Associes.

Il progetto di riconfigurazione del basamento del pilone, redatto in conformità alle indicazioni normative del PPE, già adottato dall’Amministrazione comunale ed attualmente in corso di approvazione in sede regionale, è stato illustrato dagli ingegneri Bruno e Sergio De Cola per la parte strutturale e per la parte della sostenibilità economica dall'ing. Piero Marino

Il nuovo basamento è pensato come un moderno lido balneare, che include tutte le attività ed i servizi complementari (ristorazione, attività d’intrattenimento, dancing e didattica degli sport acquatici, svago e tempo libero). «A quota 10 metri sul livello del mare – ha spiegato l’ing. De Cola- è prevista una piazza circolare, pensata come spazio pubblico straordinario e nuovo luogo di incontro ma soprattutto nuovo luogo degli sguardi: orizzontali verso lo Stretto, verticali verso la vertigine del traliccio osservato dall’interno». Il progetto prevede inoltre un’area dedicata alla cultura: uno spazio espositivo destinato al “Museo del pilone”, dove potranno essere esposti i documenti del progetto dell’opera, della sua costruzione e degli interventi della sua manutenzione. Esiste infatti un consistente apparato documentario, grafico, testuale, fotografico e video, che potrebbe trovare all’interno del Museo la giusta collocazione. Sono inoltre previsti un sistema di parcheggio e la realizzazione di una strada si collegamento che consentirebbe di creare una ztl, zona a traffico limitato, e la pedonalizzazione di alcune vie attualmente transitabili dai mezzi a motore.

Affinché il progetto non rimanga solo un’idea su carta- ha spiegato l’ing. Marino- si può procedere «con un progetto di finanza con investimenti a carico di privati, che dovranno ovviamente avere il loro ritorno economico». Il guadagno dell’imprenditore può derivare dalla gestione del lido e delle attività e dei servizi connessi; dalle visite guidate; dal Museo del Pilone; e dai corsi legate alle attività acquatiche come vela e Diving. Lavorando ad un’ ipotesi di gestione di circa 20 anni, i progettisti hanno calcolato, mantenendo volontariamente un profilo basso , un ricavo annuale di 2,9 milioni di euro a fronte dei 9 milioni di euro necessari per coprire i costi di investimento , con un tratto di rendimento interno (TIR) superiore all’11%. Nei costi di investimento rientrano anche quelli per la manutenzione straordinaria e ordinaria del traliccio, nonché la manutenzione straordinaria e ordinaria degli spazi a verde delle aree limitrofe. Nel progetto non viene specificato per non cerare false aspettative, ma i privati potrebbero anche accedere a finanziamenti europei.

La presentazione odierna del progetto è stata solo il primo step. Adesso il Rup dovrà convocare una Conferenza dei servizi , procedere con tutte le atre fasi previste dalla legge sino ad arrivare all’Avviso pubblico, finalizzato a cercare imprenditori disposti a credere e scommettere sul progetto in questione ma soprattutto sul fatto che Messina possa cambiare davvero, nell’aspetto ma soprattutto nella mentalità. (Danila La Torre)

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6 commenti

  1. Geniale! E perche’ non fare anche delle statuette del pilone per i numerosi turisti che accorreranno da ogni dove per vedere il grande palo della luce. Lo potrebbero portare agli amici come souvenir. Poi ci si potrebbero fare il pilone film festival, il pilone redentore, il pilone d’Eiffel, il pilone al forno o tradizionale fritto e chissa quanto altro ancora … ma andatevene un po xxxxxxxxxxxxxxxxx va!

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  2. Siamo il primo paese al mondo in cui un gigantesco ed orrendo traliccio portante di cavi elettrici, dismesso e per ovvie opportunità caricato sulle spalle della comunità e che ingombra da lustri uno dei posti più belli della terra, ovvero Capo Peloro, rischia di passare come elemento di cultura del territorio! C’è da strapparsi i capelli dalle fandonie sin qui sostenute, argomentate con proposte oscene e dibattute in una sede – il Comune – che avrebbe da investire al meglio le poche risorse di cui dispone. La forzatura politica di Gianfranco Scoglio è lapalissiana. Cifre? Costi?… Ancora non se ne parla. Ma c’è da giurare che i compensi ai progettisti saranno luculliani. La previsione del ricavo, 2,9 milioni di euro all’anno, poi, è semplicemente ridicola! Finiamola con queste baggianate! Che intervenga il Demanio marittimo – legittimo proprietario – a impossessarsi del sito, su cui attualmente nessuno può mettere lingua nè, tampoco, mani.

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  3. Il pilone può portare lavoro ai messinesi….in Italia è l’unica struttura, ex traliccio, con le sue considerevoli dimensioni…In un’altra città sotto il pilone ci sarebbero porti turistici, alberghi e ristoranti in quantità, oltre ovviamente ai lidi ed ai villaggi turistici…se proprio dovete piagnucolare, piagnucolate per quello che ci poteva, anzi ci doveva essere, e non c’è….Messina ha bisogno di pane e lavoro e ben vengano le idee che vanno in questo senso…i piagnistei volti a non fare nulla, distruttivi, contro ogni iniziativa, sono il vero male della città.
    Messina ha bisogno oggi di persone positive, di imprese, di idee costruttive….basta con i lagnosi negativi che si oppongono a tutto……

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  4. la zona fa letterakmente schifo, pare un campo di battaglia e invito ad andare a vedere. Ma non contenti pochi anni fa hanno già –riqualificato– l’area, malissimo e con quelle schifezze che ancora oggi si notano. E adesso riparlano della stessa cosa??Non gli basta avere speso inutilmente milioni di euro pubblici senza nessun ritorno economico?? Evidentemente no.Ultima città d’Italia meritatamente

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  5. se ne parla da anni ma se vai e vedere è uno schifo totale nonostante quelle che loro chiamano riqualificazioni, e siccome contano i fatti e non le chiacchiere di questi buddaci, meglio tacere

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  6. Veramente non è Messina l’ultima città d’Italia…..Per fortuna non tutti i cittadini sono come Napoleone così spregiativo verso la città, per la quale dimostra solo odio e nessun amore….Esistono cittadini che amano Messina e lottano senza insulsi piagnistei….credo che ogni uomo deva vivere nel luogo che ritiene adatto alla sua indole.
    Messina ha i suoi problemi….al primo posto l’intolleranza di molti piagnucolosi cittadini, che spesso offendono la città, i suoi luoghi, le tradizioni ect…..senza proporre nulla, criticano propinando a ruota libera solo offese e piagnistei.Chi vive male ed è convinto che potrebbe vivere bene in un’altra città, con migliori servizi, con più possibilità alle proprie aspirazioni….invece di piagnucolare, diprezzare…ect…vada nel paese che ritiene più adatto….faccia la sua esperienza…..A Messina il suo disprezzo e il suo piagnisteo non mancherà sicuremente.

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