Bando Amam non rispettato, Zuccarello incalza: “Non si possono usare due pesi e due misure”

Il botta e risposta continua. E i dubbi sulla legittimità della selezione del nuovo direttore Amam non si placano. Ieri l'amministrazione Accorinti ha provato a chiarire le anomalie che due settimane fa erano state sollevate dal consigliere comunale Daniele Zuccarello che aveva acceso i riflettori su un requisito che mancava al candidato risultato vincitore del bando: aver amministrato per almeno 5 anni società con non meno di 70 dipendenti. L'amministrazione, dopo aver consultato la commissione esaminatrice, ha risposto spiegando che era stato scelto di considerare nel numero dei dipendenti anche gli eventuali collaboratori. Un criterio interpretativo scelto in ogni caso dopo la pubblicazione del bando, quindi discutibile sotto diversi profili. Tanto che il consigliere Zuccarello ha deciso di approfondire la questione, rilevando ulteriori anomalie su chi chiede chiarezza.
"La risposta dell’amministrazione dimostra una scarsa conoscenza della normativa in materia, se non da parte della giunta almeno da parte della Commissione che ha valutato le domande presentate. Non si possono adottare due pesi e due misure e ignorare la normativa" scrive il consigliere, chiedendo un parere al segretario generale Le Donne sulla questione e invitando a fare un ripasso degli articoli di legge sulla differenza tra dipendente e collaboratore ed una rilettura dei requisiti previsti dal bando.
"L'art 2 comma 2 del bando prevede una documentata esperienza di management, maturata negli ultimi 10 anni, per almeno 5 anni nel ruolo di direttore generale della P.A o presso aziende pubbliche o private che abbiano non meno di 70 dipendenti.
Chi è il lavoratore dipendente ?
Ai sensi dell'art. 2094 del codice civile: Sono lavoratori dipendenti (o lavoratori subordinati) coloro che si impegnano, per effetto di un contratto, in cambio di una retribuzione (stipendio), a prestare il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione di un soggetto detto “datore di lavoro”. Costui impartisce le istruzioni al dipendente e s'impegna a fornirgli le materie prime e gli strumenti necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa.
L’articolo 2104, stabilisce che il dipendente deve "osservare le disposizioni per l'esecuzione e per la disciplina del lavoro impartite dall'imprenditore e dai collaboratori di questo dai quali gerarchicamente dipende".
Chi è il collaboratore ?
La collaborazione parasubordinata è stata ricondotta, con il decreto di riforma del mercato del lavoro n. 276/2003, sono anche detti lavoratori parasubordinati, perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente. Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro. Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente, al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale ma che svolge le sue funzione in modo autonomo, manca pertanto il vincolo gerarchico".
Per questi motivi, spiega Zuccarello, la parola dipendente non può essere equiparata alla parola collaboratore.
"La Commissione ha l'obbligo di attenersi agli articoli del bando, considerando che Cipollini non ha i requisiti previsti nel bando stesso. Se nessuno dei partecipanti ha soddisfatto i requisiti richiesti allora la Commissione avrebbe dovuto considerare deserta la selezione. La Commissione dell’Amam non può interpretare le richieste del bando a proprio uso e consumo, altrimenti i commissari rischiano di commettere un abuso".
Zuccarello non fa un passo indietro e chiede al segretario generale Le Donne di dare parere in merito e bloccare l'assegnazione del ruolo al manager Cipollini, altrimenti sarà pronto a denunciare l'accaduto. "Questa amministrazione non può usare due pesi e due misure, non può far finta di scegliere i dirigenti delle proprie aziende con bandi pubblici che sembrano invece una chiamata diretta".
F.St