Castelmola, morte operaio sul lavoro: 4 condanne e 1 assoluzione

CASTELMOLA. La morte di Giuseppe Marchese non è stata una disgrazia ma un incidente dovuto al mancato rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro. Il processo scaturito dai fatti del 18 aprile 2011 a Castelmola, infatti, si è chiuso con 4 condanne e una sola assoluzione. Il giudice monocratico Micali ha condannato a 2 anni e 9 mesi Giacomo Di Giovanni, 52 anni, Alfio Gerardo Musumeci (53), Francesco Geraci (41) e Vincenzo Ferrara, 69 anni, titolari e dipendenti della Calcestruzzi Musumeci, per l’omicidio colposo di Marchese.

Assolto soltanto il taorminese Giorgio Giuseppe Intelisano, committente dei lavori che l’impresa stava eseguendo nel cantiere di Taormina, difeso dall’avvocato Giovanni Randazzo. Impegnanti nelle difese anche gli avvocati Alberto Gullino, Marisa Ventura, Nunzio Garufi e Roberto Materia. Secondo i primi accertamenti effettuati dai carabinieri di Taormina per ricostruire la dinamica dell’accaduto, nel fondo privato in cui l’uomo stava lavorando si trovava anche un mezzo che stava effettuando un gittata di cemento: durante tale operazione però, il braccio meccanico del macchinario avrebbe sfiorato un cavo elettrico che si trovava in prossimità e il cinquantenne è stato colpito dalla scarica elettrica sviluppatasi a seguito del contatto. Purtroppo per l'uomo non c'è stato nulla da fare. Nonostante l'immediato soccorso da parte dei suoi colleghi di lavoro e il tempestivo intervento del 118 è morto durante il trasporto in ospedale. A istruire l’inchiesta era stato il Pm Fabrizio Monaco.