L’onda “rivoluzionaria” spagnola arriva a Messina: sabato giovani in piazza per rivendicare i loro diritti

L’onda lunga della protesta dei giovani spagnoli, esplosa a Madrid e diffusasi rapidamente in molte città della penisola iberica, arriva anche a Messina.
Sabato prossimo, a partire dalle ore 16 , studenti, precari e disoccupati messinesi si ritroveranno nella piazza che sorge all’incrocio fra via Lepanto e Strada San Giacomo, accanto a piazza Duomo, «per manifestare l’angoscia e al contempo il rifiuto netto di vivere senza alcuna prospettiva di futuro».
«Non vogliamo clonare l’esperienza spagnola, ma anche noi come loro – scrivono gli organizzatori in un comunicato vogliamo riprenderci la scena in una città che ci ha messo ai margini, una città che ci costringe a partire alla ricerca di un futuro, una città dove il lavoro è sommerso dall’illegalità e sottoposto al ricatto del bisogno, una città dove spesso dobbiamo far carta straccia di diplomi e lauree per lavorare in un call center, 0una città dove chi ha un contratto e una busta paga regolare è fortunato».

«I giovani messinesi – continua il documento – si dicono indignati, esattamente come gli spagnoli: chiedono democrazia reale, scuole e Università di qualità e aperte a tutti, più parchi attrezzati e aree verdi, scuole e edifici al riparo dal rischio sismico, un territorio che non frani sotto i colpi delle piogge d’autunno, servizi pubblici di qualità e spazi per la cultura. Di questo e di altro parleranno sabato sera a piazza Duomo. Lo faranno con tutte le modalità espressive possibili: dal video-box alla pittura, dalla musica alla scultura con materiale da riciclo, dagli interventi liberi alla proiezione di video».
I promotori dell’iniziativa fanno sapere che la protesta spontanea e pacifica è nata su Facebook e ha subito suscitato entusiasmo ed approvazione. Anche il Prof. Guido Signorino, docente di Economia all’Università di Messina ha filmato per loro un video-appello alla partecipazione. “Non vogliamo rinunciare ai nostri sogni, anzi da sabato ci riprendiamo le speranze e ci riprendiamo il futuro”.