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Stangata estiva anche a Messina, a luglio caro prezzi su traghetti e alimentari

Rispetto al 2020, a luglio 2021 a Messina i prezzi dei beni di consumo sono più cari, tra lo 0,5 e il 2,1 per cento, a secondo del settore di riferimento. I maggiori rincari riguardano i prodotti alimentari e il trasporto, mentre sono calate quelle relative all’istruzione e alle comunicazioni.

Il report dell’Ufficio Statistica di Palazzo Zanca è chiaro, e rispecchia l’andamento registrato a livello nazionale, che vede un’impennata nel costo dei beni di consumo da luglio scorso e le stangate annunciate per settembre, sostenute soprattutto dal caro benzina.

Nel dettaglio, i prodotti alimentari e le bevande analcoliche costano l’1,6% in più rispetto ad un anno fa, bevande alcoliche e tabacchi dello 0,6%, abbigliamento e calzature dello +0,4%.

Le abitazioni, acqua, elettricità, e combustibili costano addirittura l’8,4) in più, i mobili, articoli e servizi per la casa lo +0,7%, i servizi sanitari e spese per la salute +0,3%, i trasporti del 6,2%. Decrescono: comunicazioni (-1,2%), istruzione (-3%).

Nel settore energia, le tariffe del mercato tutelato registrano un aumento sia nella fascia notturna, weekend e festivi (+13,6%; +51,9% il tendenziale) sia nella fascia diurna feriale (+15,9%; +65,3% il tendenziale) sostanzialmente legato alla crescita delle quotazioni delle materie prime energetiche. In diminuzione invece sia la quota fissa del mercato tutelato (-9,8%; -7,4% il tendenziale) sia quella del mercato libero (-9,2%; -1,6 il tendenziale).

Nel trasporto aereo l’aumento congiunturale maggiore riguarda i voli nazionali (+17,0%; +0,2% il tendenziale), seguiti dai voli europei (+13,8%; – 7,3% il tendenziale) e dai voli intercontinentali (+9,9%; -1,2% il tendenziale). Gli aumenti dei prezzi dei voli sono dovuti al settore low cost e, in misura inferiore, al settore tradizionale.

Anche nel trasporto marittimo si registra un forte aumento congiunturale (+24,7%; +18,2% il tendenziale), dovuto sia ai collegamenti internazionali sia soprattutto a quelli nazionali. Si registra, invece, una lieve diminuzione dei prezzi dei trasporti ferroviari nazionali (-0,9%; +4,3% il tendenziale), dovuta a una maggiore disponibilità di offerte commerciali per il servizio alta velocità.

Cultura: si rileva un aumento congiunturale del prezzo dei giornali quotidiani a diffusione nazionale (+0,3%; +1,7% il tendenziale) e una diminuzione del prezzo dei periodici (-0,5%; -0,6% il tendenziale). Entrambe le variazioni sono legate a una diversa distribuzione degli allegati.

Attività turistiche e ricreative: per quanto riguarda i servizi turistici, i prezzi dei pacchetti vacanza nazionali evidenziano una flessione congiunturale (-4,4%; -8,8% il tendenziale), a seguito dell’aggiornamento dei listini, e un aumento dei prezzi dei pacchetti vacanza internazionali (+8,1%; -4,8% il tendenziale), dovuto all’inizio della stagione estiva. In aumento su base congiunturale sono anche i prezzi dei villaggi vacanze, campeggi, ostelli della gioventù e simili (+15,4%; +1,7% il tendenziale) e degli agriturismi (+7,8%).

Per quanto riguarda i servizi ricreativi, si registra un aumento negli stabilimenti balneari (+18,4%; +11,2% il tendenziale), seguiti dagli impianti di risalita (+2,8%; +7,2% il tendenziale) e dai parchi di divertimento (+1,4%; +3,5% il tendenziale). Al contrario per i parchi nazionali, giardini zoologici, e giardini botanici si registra una lieve diminuzione su base congiunturale dei prezzi (-0,3%; +4,0% il tendenziale).