Pianta organica e somme non pagate ai lavoratori, l’Amam non risponde ai sindacati

Zero relazioni sindacali, zero dialogo, zero confronto. I vertici dell’Amam non rispondono ai sindacati che reclamano chiarezza su alcuni aspetti chiave della gestione del personale, anche sotto il profilo economico. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, con i rispettivi segretari generali Pino Foti, Stefano Trimboli e Carlo Caruso, hanno così deciso di scrivere alla Prefettura, al sindaco Accorinti, all’amministrazione comunale e alla Commissione di Garanzia per l’esercizio del diritto di Sciopero. Hanno proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti dell’Amam, avviando le cosiddette procedure di raffreddamento che rappresentano il preludio allo sciopero.

Il clima è teso e incerto per i lavoratori. I sindacati reclamano innanzitutto la mancata erogazione del premio di risultato per l’anno 2016 (anno di riferimento 2015), così come già sottoscritto negli accordi aziendali in vigore. Ma c’è di più perché la lente d’ingrandimento viene posta sull’organizzazione e la gestione del personale, anche sotto il profilo economico. I sindacalisti segnalano infatti le persistenti lacune nell’organigramma aziendale che, in alcuni reparti, non consentono la gestione delle attività lavorative secondo il normale orario di lavoro e quindi la necessità di giungere a quanto da tempo già richiesto in passato, ossia alla definizione di una pianta organica concordata.

Gli stessi sindacati infatti, nei mesi scorsi, quando era ancora in vita l’ipostesi di un’Amam multiservizi denunciavano il fatto che l’azienda non avesse piano industriale, né pianta organica e che è sottodimensionata riguardo al personale qualificato necessario a garantire i servizi.

Problemi che evidentemente non sono stati superati. Sentiti i lavoratori e la RSU i sindacati indicono lo stato di agitazione e attivano la procedura di conciliazione e raffreddamento come previsto dalla legge 146/1990 e s.m.i. e dal CCNL di categoria (Gas Acqua) in tema di tutela del diritto