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Storico evento di caldo estremo: +46°C a Patti, +44°C Fiumedinisi, quando terminerà?

Secondo la maggior parte dei messinesi ogni ondata di calore viene accompagnata dai venti di scirocco. In realtà non è sempre così. Anzi, nella maggior parte dei casi in cui a Messina si sono superati i fatidici +40°C all’ombra, la ventilazione spirava da NE al suolo, mentre poco più su delle vette dei Peloritani scorreva un torrido flusso sahariano, da S-SO o SO, caratterizzato da tassi dell’umidità relativa sotto la soglia del 20-15 %. Un clima rovente che sta favorendo la diffusione di tantissimi incendi, tutti di chiara matrice dolosa, visto che l’autocombustione è un fenomeno inesistente da noi.

Come una sorta di “fohn” sospeso in quota sopra la città. Questo è quanto avverrà nei prossimi giorni in riva allo Stretto di Messina. Difatti l’ondata di calore che sta interessando il nostro territorio non è causata dallo scirocco, ma bensì dal suo cugino, meglio conosciuto nei paesi nord-africani con il termine di “Ghibli”, da noi chiamato libeccio, il vento torrido del deserto proveniente da Sud-ovest.

Temperature record nel messinese, cosa succede?

Infatti la lingua di aria rovente che sale dai deserti di Algeria e Tunisia viene convogliata da un flusso di aria davvero “torrido” sud-occidentale, che dal cuore dell’Algeria si espande fino al Mediterraneo centrale, passando sopra i cieli della Sicilia orientale, con isoterme che raggiungono picchi di oltre +29°C a circa 1500 metri di altezza. Una parte di questo flusso d’aria molto calda da SO sbattendo contro la vetta dell’Etna tende a ridiscendere verso l’area peloritana, la costa ionica, lo Stretto di Messina e l’area tirrenica, riscaldandosi sensibilmente (per “compressione adiabatica”) di circa +1°C ogni 100 metri.

Questo perché l’aria venendo schiacciata verso il basso tende a comprimersi, scaldandosi ulteriormente e deumidificandosi. Ciò permettere a diverse località, anche lungo il litorale ionico messinese e su alcune aree della città, di poter toccare valori di oltre i +41°C +42°C, con possibili picchi di ben +44°C +45°C all’ombra.

Questo mix di elementi sta portando le temperature massime a registrare valori da record in molte località del messinese. Pensate che in alcune zone della costa tirrenica e ionica la colonnina di mercurio ha superato i +45°C sul livello del mare. In questo momento una temperatura massima di +45,9°C è stata registrata dalla stazione Sias di Patti, si tratta di un valore record. Seguono i +45,5°C di Torregrotta e i +44°C di Pettineo.

Sulla costa ionica incredibili i +44,7°C registrati dalla stazione di Fiumedinisi, in alta collina. Un dato mai registrato prima a quelle quote lungo le vallate ioniche dei Peloritani. Notevolissimi pure i +41,2°C di Antillo, a ben 700 metri di altezza, sopra il centro abitato. Parliamo di dati “eccezionali” che mettono in luce la portata dell’evento di caldo estremo in atto.

Ancora poche ore di caldo record, sta per irrompere il maestrale

Una massa d’’aria più temperata di origine atlantica dalla Sardegna sta scivolando verso la Sicilia e il messinese, raggiungendo le Eolie e le coste tirreniche stanotte, scacciando via la soffocante calura africana entro domani, grazie al soffio di moderati, a tratti sostenuti, venti di maestrale. Sulle vette dei Peloritani torneranno a vedersi le nubi, dopo giorni di aria secchissima e calda, con temperature oltre +30°C sia di giorno che di notte.

Già dalla serata di domani il maestrale non solo provocherà un calo termico, ma anche un abbassamento di umidità, facendoci respirare. Ma contribuirà pure a pulire il cielo dalla polvere desertica, regalandoci una atmosfera limpida e pulita. Fra giovedì 27 e venerdì 28 le temperature massime in città non supereranno i +30°C (pensate che ora i +30°C li misuriamo a mezzanotte). Quindi un clima tipico dell’estate, non certe il caldo fuori norma di questi giorni.

L’irrompere dei sostenuti venti di maestrale, dal Golfo del Leone, provocherà anche un aumento del moto ondoso sui mari che circondano la Sicilia. Soprattutto il Tirreno e il Canale di Sicilia, che nella serata di mercoledì 26 luglio diverranno mossi, fino a molto mossi. Quindi attenzione alla navigazione, soprattutto sull’area delle Eolie, dove lo stato del mare potrebbe raggiungere forza 4, con onde alte anche più di 1,5 metri. Lungo tutto il litorale tirrenico si avra’ un po’ di risacca, pertanto la balneazione sarà sconsigliata. Lo Stretto e lo Ionio sotto costa rimarranno poco mossi, mossi solo a largo.