Taormina Arte sarà una Fondazione? Non mancano le perplessità

È stato convocato il consiglio comunale per martedì 3 marzo e verterà principalmente sulla trasformazione di Taormina Arte in Fondazione.Tuttavia non mancano le perplessità sullo statuto che si dovrebbe andare a creare e che vede sedere nel futuro Consiglio di amministrazione oltre al Comune di Taormina a cui spetta la Presidenza,la Regione Sicilia e i rappresentanti della ormai ex Provincia di Messina.E qui nascono già le prime incertezze e “c’è chi dice no”,in primis il consigliere comunale Nunzio Corvaja che si chiede:”Ma che senso ha inglobare la ex Provincia di Messina che tra l’altro è priva di fondi?Che dire poi della Regione Sicilia che dovendo finanziare l’Ente vorrebbe fare “la parte del leone” e non si vorrebbe accollare i debiti dell’attuale Comitato”.

Già i debiti,che oggi a una stima approssimativa ammonterebbero a circa due milioni e ottocentomila Euro,anche se il Comitato vanta un credito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate di circa due milioni di euro a cui andrebbero aggiunti gli interessi accumulatisi nel tempo.Ciò starebbe a significare che la situazione debitoria non è poi così realmente drammatica.Drammatica è invece la situazione in cui versano i dipendenti dell’attuale Comitato senza stipendio da mesi e che in realtà sono il grande patrimonio che non andrebbe perduto in virtù anche delle grandi competenze dimostrate e dell’esperienza dagli stessi acquisita in tutti questi anni.

Frattanto desta perplessità in Città e soprattutto fra i commercianti di via Teatro Greco la decisione assunta dal civico consesso durante l’ultima seduta,grazie a 6 voti dei consiglieri ancora vicini alla giunta Giardina e all’appoggio di Moschella ed Eugenio Raneri e su proposta tramite emendamento dello stesso consigliere Eugenio Raneri,di introdurre un ulteriore ticket per i visitatori del noto monumento anche tramite la collocazione di alcuni “tornelli”.Non si sa bene se la medesima decisione vada considerata una “provocazione” dato il mancato introito del 30% sullo sbigliettamento ingressi del Teatro Antico,come previsto da una convenzione stipulata con il competente assessorato regionale ai Beni Culturali o se debba essere davvero attuata nel qual caso si potrebbero configurare dei profili di illegittimità.

Non va dimenticato che a Taormina i visitatori e turisti sono già “vessati” da ticket parcheggi e tassa di soggiorno.Proprio un presunto aumento della tassa di soggiorno a partire dal 2016 ha già fatto andare su tutte le furie i rappresentanti degli albergatori anche perché spesso tutti questi introiti non vengono utilizzati per migliorare i servizi per i turisti ma solo utilizzati dall’amministrazione per ripianare le “voragini di bilancio” accumulatesi in decenni di gestione scellerata della cosa pubblica.Si è arrivati al paradosso che si rischia la chiusura del Teatro antico perché non si riesce ad assicurare una idonea pulizia dei servizi igienici.Ma non sono certamente solo i bagni del Teatro Greco ad essere in condizioni pietose:basta dare un’occhiata anche a quelli del Giardino Pubblico per rimanere interdetti,uno spettacolo da terzo mondo. A questo punto sono in molti a chiedersi:”Cui prodest” un altro balzello se poi, nonostante milioni di euro incassati,i bagni rimangono sporchi,i sentieri impercorribili e le aree giochi dei bambini chiuse?