Bruschetta e Renzo: “Ritardi nei pagamenti”. Saija pensa ad assunzioni, la FpCgil: “Ora basta”

Di carne al fuoco ce n’è tanta e quella che si profila all’orizzonte non è un’estate senza nubi per il Teatro Vittorio Emanuele.

Il progetto da 1 milione di euro del sovrintendente Saija per il bis dell’Arena di Furnari è stato al momento fermato dal Cda per una serie di motivazioni legate sia alla mancata approvazione dei bilanci (consuntivo 2015 e preventivo 2016) che per le perplessità di alcuni consiglieri (leggi qui). Ma c’è di più, perché a non dare il via libera sono gli stessi direttori artistici Ninni Bruschetta e Giovanni Renzo che con una lettera hanno lamentato gravi disagi causati dai ritardi nei pagamenti agli artisti. Analoghi ritardi riguardano le maestranze come si evince dalla proclamazione dello stato di agitazione da parte della Funzione Pubblica Cgil che chiede anche la revoca della delibera n°17 con la quale Saija apre la porta ad incarichi ai pensionati e ad assunzioni stagionali. Infine, “ciliegina” su una torta già esplosiva, è la nota dei revisori dei conti, che dopo aver letto la relazione di Totò D’Urso hanno annunciato di voler spedire tutto alle Autorità competenti.

Insomma, l’Ente è una pentola a pressione pronta ad esplodere.

STOP AL BIS DELL’ARENA DI FURNARI

Se già nei giorni scorsi alcuni consiglieri avevano alzato lo stop all’ipotesi da 1 milione di euro per il bis dell’Arena di Furnari, ad unirsi al gruppo dei perplessi adesso sono i direttori artistici Ninni Bruschetta e Giovanni Renzo. “Siamo costretti a comunicare che da questo momento sarà impossibile proseguire l’attività di programmazione ivi compreso l’ipotizzato cartellone estivo.– scrivono al sovrintendente Saija- Il motivo è dovuto all’enorme disagio causato alla nostra professionalità dal ritardato pagamento della gran parte degli spettacoli fin qui realizzati nella stagione 2015-2016. Al di là dei motivi incomprensibili di tali ritardi, chiunque ne sia la causa non si rende conto che danneggiano irreparabilmente l’immagine del Teatro e lo rendono inoperoso e non credibile a livello nazionale”.

Nonostante l’evidente successo che le produzioni hanno riportato ai direttori artistici (il cui incarico è stato confermato per i prossimi 2 anni) non resta che “ interrompere la programmazione rivedendo anche la nostra posizione sulle strategie future che non possono prescindere dalle scelte artistiche”.

Bruschetta e Renzo anche alla luce dei 10 spettacoli scelti per l’Arena (tra i quali non figura alcuna produzione dell’Ente) invitano Saija a valutare bene le scelte ricordando quanto fatto in questi 2 anni proprio grazie alle attività di produzione e formazione. “Rimaniamo in attesa di conoscere l’ordine esatto e circostanziato di tutti i pagamenti”, concludono.

LA CGIL PROCLAMA LO STATO DI AGITAZIONE

A non incassare le spettanze sono state anche le maestranze impegnate negli spettacoli organizzati nel 2015-2016 ed a tuonare è la Funzione Pubblica Cgil attraverso la segretaria generale Clara Crocè e la coordinatrice del comparto Regione Rosa Raffa, che chiedono un incontro urgente e proclamano lo stato di agitazione. “A ciò si aggiunge l’adozione di atti da parte del sovrintendente in violazione delle norme che regolano le relazioni sindacali e che hanno conseguenze disastrose nei confronti del personale e della gestione economica dell’Ente”.

Il riferimento è alla delibera n°17, pubblicata il 27 aprile sul sito ufficiale(in download) votata dal Cda il 18 aprile (favorevoli Puglisi, Pulejo, Altomonte, Macris) con il quale Saija apre la porta all’istituzione di uffici temporanei e ad una serie di incarichi. Il provvedimento, che secondo la Cgil è stato preso senza alcuna concertazione in sede sindacale nonostante riguardi il personale, ha come oggetto: misure urgenti per la funzionalità degli uffici.

Presupposto dell’urgenza, secondo il sovrintendente, sarebbe la scarsa funzionalità degli uffici. Se molte cose non vanno, a suo dire la colpa è degli attuali dipendenti: “in alcune funzioni essenziali mancano all’interno dipendenti in possesso delle necessarie conoscenze e professionalità e in molti ambiti il personale dipendente abbisogna di formazione e riqualificazione professionale per presidiare le funzioni cui è preposto; nel contempo le attività svolte dall’Ente in materia di informazione,comunicazione, marketing, promozione, circuitazione e produzione hanno dimostrato carenze e disorganicità e vanno ricondotte ad un assetto organico e razionale che possa eliminare i pregiudizi riscontrati”. Da qui l’urgenza di porre rimedio con un avviso destinato ai pensionati e con altre soluzioni che però comporteranno spese per l’Ente, come spiega la Cgil “la delibera prevede: 1) conferire incarichi gratuiti ai pensionati 2)utilizzo dell’avvalimento di personale ed uffici previa intesa con gli enti pubblici del territorio 3) In caso di esito negativo delle due procedure si passa all’assunzione temporanea di almeno 2 figure di elevata qualità professionale in campo amministrativo ed economico-finanziario, previo avviso di evidenza pubblica; 4) avviamento di attività formative di supporto e tutoraggio avvalendosi di soggetti di elevata ed idonea qualificazione professionale con l'iscrizione in bilancio di una somma di 60 mila euro 5) Istituzione di uffici temporanei con l'utilizzo del personale dipendente ed eventualmente con affidamenti di incarichi a professionalità esterne. Per questi uffici il limite di spesa è quello previsto per il 2015 incrementato del 10%. Gli uffici temporanei riguarderanno i settori: promozione, pubblicità, marketing e sponsorizzazioni, iniziative di formazione e di educazione e rapporti con le scuole, informazione e comunicazione, produzione e circuitazione, eventi, attività espositive e qualificazione immagine della struttura del Teatro.

“Una vera e propria riorganizzazione- conclude la FpCgil- senza che le OO.SS. siano state minimamente convocate e/o informate. Un regolamento di organizzazione che a parere di questa O.S. è palesemente illegittimo”.

Intanto dal 27 aprile è stato pubblicato l’avviso sul sito del Teatro per il conferimento degli incarichi gratuiti ai pensionati, che hanno 10 giorni di tempo per presentare il curriculum. Entro il 7 quindi dovranno essere presentate le manifestazioni d’interesse nei seguenti ambiti: amministrativo, economico-finanziario, contabile, tecnico, organizzazione e gestione del personale, programmazione strategica, marketing, promozione, pubblicità, appalti, formazione ed altri eventuali ambiti professionali di attività del Teatro. Il conferimento avverrà con valutazione discrezionale rimessa ai competenti organi dell’Ente.

I REVISORI DEI CONTI

Infine la nota del nuovo collegio dei revisori dei conti, che si è insediato lo scorso mese di marzo. La nota n°13 del collegio, presieduto da Salvatore Jervolino, riguarda la relazione che il consigliere del Cda Totò D’Urso nel mese di settembre scorso aveva trasmesso ad Accorinti, alla Regione ed al precedente collegio dei revisori. Dell’esito di quella segnalazione (leggi qui) non si seppe più nulla. D’Urso però ne ha consegnata una copia anche al nuovo collegio lo scorso mese al momento dell’insediamento. Stavolta i revisori, dopo averla letta scrivono”emergono fattispecie che si ritiene debbano essere portate a conoscenza delle autorità competenti” . Il collegio non è conoscenza di eventuale istruttoria avviata dal precedente organismo che il 18 settembre aveva chiesto ai vertici del Teatro una relazione di risposta. Jervolino pertanto dà tempo al Cda, a Puglisi e Saija fino al 2 maggio per inviare controdeduzioni da trasmettere alle Autorità competenti.

Rosaria Brancato