Terzo livello, severa condanna per Emilia Barrile: 8 anni e 3 mesi - Tempo Stretto

Terzo livello, severa condanna per Emilia Barrile: 8 anni e 3 mesi

Alessandra Serio

Terzo livello, severa condanna per Emilia Barrile: 8 anni e 3 mesi

martedì 22 Ottobre 2019 - 17:50
Terzo livello, severa condanna per Emilia Barrile: 8 anni e 3 mesi

Pesante condanna per l'ex presidente del consiglio comunale Emilia Barrile alla fine del processo Terzo Livello

E’ una condanna pesante, va oltre le richieste dell’Accusa, quella decisa oggi pomeriggio dal Tribunale di Messina per Emilia Barrile, esponente politico locale di primo piano proveniente dal Pd poi passata a Forza Italia insieme all’allora mentore Francantonio Genovese. La I sezione del Tribunale (presidente Silipigni) l’ha condannata a 8 anni e 3 mesi di reclusione.

Per lei il PM Fabrizio Monaco aveva chiesto la condanna a 6 anni e mezzo, ed aveva parlato di “infiltrazioni criminali senza precedenti” nella macchina amministrativa del Comune di Messina, mentre lei era presidente del consiglio comunale.

Alle elezioni del 2013 Emilia Barrile era stata la consigliera comunale più votata con 2517 preferenze, mentre nella primavera 2018 aveva raccolto 5081 voti come candidata sindaco.

avvocato Salvatore Silvestro
avv Salvatore Silvestro

Secondo l’avvocato Salvatore Silvestro suo difensore, invece, le accuse nei confronti della Barrile non hanno trovato provato piena, né nelle indagini tanto meno durante il processo. Le “interferenze illecite” delle quali parlava la Procura non ci sarebbero state, ha detto il legale, parlando della Barrile come di una presenza “ingombrante” del quadro politico messinese, ma che si è limitata alla comune pratica di ricerca del consenso politico. Ma i giudici sembrano pensarla diversamente

fabrizio monaco
PM Fabrizio Monaco

Contro di lei, le accuse di aver imposto assunzioni all’Atm, il suo cartello di coop sociali all’Amam, aver “mercanteggiato” a fini elettorali vicende amministrative, facendo leva sugli uffici comunali per ottenere la risoluzione di pratiche in maniera favorevole agli imprenditori che a lei avevano fatto riferimento, da Sergio Bommarito della Fire a Vincenzo Pergolizzi di Milazzo, già sotto sequestro per contiguità alla mafia. Ma il vero dominus della sua ascesa politica e questo modo deviato di intenderlo è stato, secondo la Procura, Marco Ardizzone, condannato a 8 anni e 8 mesi.

Con la Barrile sono finiti sotto processo, dopo i clamorosi arresti della Dia del 2 agosto 2018, diversi esponenti del suo entourage e gli ex numero uno delle principali partecipate del Comune di Messina, poiché secondo l’Accusa erano in mano sua.

Leonardo Termini
Leonardo Termini

Il processo Terzo Livello non ha risparmiato neppure l’allora manager dell’Amam Leonardo Termini, che da stretto amico della Barrile è passato a suo principale accusatore, guadagnandosi l’assoluzione piena da tutte le accuse contestate, “perché il fatto non sussiste”. Per lui l’Accusa aveva comunque chiesto la condanna, sottolineando che da grande amico della Barrile, come da lui stesso ammesso, è passato alle denunce sui fatti dell’Atm soltanto dopo che la Dia ha effettuato la prima perquisizione in ufficio. Dopo aver capito, cioè, che si profilavano guai giudiziari. Ha cominciato il processo difeso dall’avvocato Nunzio Rosso, poi ha nominato al suo posto l’avvocato Fabio Repici.

Le altre condanne: 1 anni e 3 mesi per Francesco Clemente (pena sospesa), 5 anni e mezzo per Vincenzo Pergolizzi, 4 anni per Michele Adige, Elio Cordaro e Vincenza Merlino, 2 anni per Giuseppe e Angelo Pernicone, 2 anni e mezzo per Teresa, Stefania e Sonia Pergolizzi, 2 anni e mezzo per l’ex direttore generale dell’Amam Daniele De Almagro, 2 anni e 3 mesi per l’imprenditore Tony Fiorino e Giovanni Luciano, 1 anno e 8 mesi per Carmelo Pullia.

La Barrile è stata condannata praticamente per tutti i capi di imputazione ad eccezione di due accuse. E in particolare cadono le contestazioni penali “fatto non sussiste” per i fatti legati alla coop Universo Ambiente, mentre i giudici hanno ritenuto pienamente provati gli illeciti contestati in relazione alla coop Peloritana Servizi.

Ancora, per lei disposte anche le pene accessorie, come ad altri imputati: lei, Enzo Pergolizzi e Ardizzone sono interdetti in perpetuo dai pubblici uffici, hanno l’interdizione legale per la durata della pena, e non possono contrattare con la pubblica amministrazione per almeno un anno. I Pergolizzi, Carmelo Cordaro, Adige e la Merlino non possono ricoprire cariche apicali di imprese né svolgere attività in materia tributaria per due anni. Tutti i condannati dovranno pagare le spese processuali, l’imprenditore Pergolizzi dovrà anche pagarsi la custodia cautelare.

Emilia Barrile, Ardizzone, De Almagro, Luciano, Pullia, i Pernicone, Clemente e Fiorino dovranno risarcire, a vario titolo, sia il Comune di Messina che Atm – assistiti dall’avvocato Giovanni Mannuccia – ed Amam. L’ammontare del risarcimento sarà determinato in sede civile, intanto dovranno pagare le spese processuali a ogni ente, 2 mila euro per ciascuno.

Fiorino e la Barrile dovranno risarcire civilmente e liquidare 2 mila euro di spese processuali anche a Tindara Lucia Aiello, patrocinata dall’avvocato Carlo Zappalà.

Assoluzioni parziali anche per Clemente, Vincenzo Pergolizzi, Ardizzone e Giovanni Luciano.

Nel corso del processo, andato avanti a tamburo battente con lunghissime udienze all’aula bunker del carcere di Gazzi e concluso in appena sette mesi, sono sfilati come testimoni tutti i principali protagonisti della vita politica ed amministrativa della scorsa sindacatura: gli assessori della Giunta del sindaco Renato Accorinti, i principali imprenditori, lo stesso Termini e la Barrile, che nel corso di un accorato interrogatorio ha detto la sua, difendendosi strenuamente.

Gli avvocati Silvestro, Nunzio Rosso, Tommaso Autru, Carmelo Scillia, Isabella Barone, Alberto Gullino, Antonio Paratore, Alessandro Billè, Massimo Rizzo, Valentino Gullino aspettano adesso di leggere le motivazioni della Corte per capire cosa ha determinato la sentenza di oggi, poi decidere se ricorrere in Appello.

Emilia Barrile e l'avvocato Salvatore Silvestro al processo
barrile silvestro

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Un commento

  1. Chiedete scusa ad Eller, vergognosamente e dispregiativamente definito badante.

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