Cittadini e Pubblica amministrazione: ecco gli strumenti dell’accesso civico

In questi ultimi anni il concetto di “accesso civico” è stato il faro che ha illuminato il percorso evolutivo della riforma della Pubblica Amministrazione. Accesso civico che significa possibilità per tutti i cittadini di poter accedere a tutti gli atti amministrativi degli enti. Accesso civico che ha determinato lo storico passaggio da un regime improntato alla segretezza a un sistema moderno e innovativo caratterizzato da più incisivi profili democratici e partecipativi funzionali ad incrementare la pubblicità dell’azione amministrativa. Quando si parla di accesso civico ci sono poi due peculiarità imprescindibili: trasparenza e pari opportunità. Da qui è nato il seminario che la Uil di Messina e il Coordinamento Pari Opportunità del sindacato hanno dedicato ad “Accesso civico: trasparenza e pari opportunità”. Un viaggio tematico e concettuale tra le normative che regola il settore e gli strumenti che i cittadini hanno a disposizione per esercitare quello che a tutti gli effetti è un diritto.

Con lo strumento dell’accesso civico chiunque può vigilare, non solo sul corretto adempimento formale degli obblighi di pubblicazione ma soprattutto sulle finalità e le modalità di utilizzo delle risorse pubbliche da parte delle pubbliche amministrazioni e degli altri enti destinatari delle norme. Con l’accesso civico chiunque ha il potere di controllare democraticamente la conformità dell’attività dell’amministrazione determinando anche una maggiore responsabilizzazione di coloro che ricoprono ruoli strategici all’interno dell’amministrazione.

I cittadini devono conoscere gli strumenti ed essere consapevoli delle possibilità che si hanno per entrare dentro la burocrazia dei Palazzi Istituzionali e scoprire spese, consulenze, bandi pubblici, appalti, bilanci, procedure amministrative e tutto ciò che riguarda la vita di un ente.

«La Uil, da sindacato dei cittadini, vuole così andare oltre i luoghi di lavoro e incidere per migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso la promozione della partecipazione» ha detto all’inizio dei lavori Alda Iudicelli, segretaria responsabile del coordinamento pari opportunità della Uil. La segretaria ha tracciato il quadro generale entro cui si muova la vasta tematica dell’accesso civico, ha spiegato com’è cambiato il diritto di accesso attraverso gli strumenti legislativi, ha posto la lente di ingrandimento anche sui limiti che purtroppo ancora oggi esistono, soprattutto nel rispetto delle pari opportunità. Pari opportunità che non significa solo per le donne ma per tutte le categorie di cittadini: anziani, uomini, donne, disoccupati, pensionati, giovani. E infatti i giovani sono stati i protagonisti di questo seminario, la Uil ha voluto parlare soprattutto agli studenti dell’Istituto La Farina-Basile che hanno partecipato alla mattinata, spiegando perché anche i ragazzi devono avvicinarsi a questo mondo e comprendere l’importanza di determinate tematiche.

A Maria Angela Caponetti, segretario generale della Città Metropolitana, è toccato parlare proprio dell’esperienza diretta all’interno degli uffici pubblici. Ne è venuto fuori un quadro che ha fatto ben comprendere i tanti cambiamenti avvenuti negli ultimi 30 anni all’interno della Pubblica amministrazione. «L’amministrazione è diventata partecipativa, è cambiato il modo di concepire la cosa pubblica, è importante però non generalizzare e far capire ai cittadini quali sono gli strumenti che l’accesso civico mette a loro disposizione».

Laura Strano, segretaria responsabile Coordinamento pari Opportunità Uil Fpl, ha regalato alla platea un excursus vasto e dettagliato sia sul percorso normativo che ha portato a questi grandi passi in avanti compiuti negli ultimi tempo, sia su quelli che ancora sono i limiti che le amministrazioni pubbliche non hanno ancora superato: «L’accesso civico garantisce fiducia, pari opportunità, previene la corruzione e la mala amministrazione». Laura Strano ha parlato di importanza di rendere accessibili e comprensibili a tutti gli atti pubblici, perché pubblicità non significa necessariamente trasparenza. E poi ha spiegato dettagliatamente come ci si deve muovere nei meandri della burocrazia dei Palazzi.

L’avvocato Carmen Currò, presidente del Cedav, e Pucci Prestipino, dirigente scolastica dell’Istituto la Faraina-Basile, hanno infine acceso i riflettori su due facce diverse di questa medaglia. L’avvocato Currò ha parlato del labile confine tra il diritto all’informazione e la tutela della provacy dei cittadini, con particolare riferimento a quelli che possono essere i casi di violenza che coinvolgono le donne. La dirigente scolastica ha invece posto l’accento su quanto abbia inciso l’accesso civico nel mondo della scuola, impegnando in maniera forte tutti gli istituti. Anche il commissario della Città Metropolitana, Francesco Calanna, ha raccontato un’esperienza diretta di amministrazione che si apre ai cittadini e che rivoluziona il rapporto tra il Palazzo e la comunità.

Insomma, un viaggio a 360 gradi, per capire davvero cosa si intende quando si parla di “Palazzi di vetro”. E come ha detto il segretario generale della Uil di Messina, Ivan Tripodi, «la Uil, in quanto sindacato dei cittadini, si impegna a fare da tramite con la burocrazia, affinché si continui questo percorso e si possano muovere i passi che ancora mancano per poter affermare appieno che ci troviamo di fronte a servizi eccellenti, alla portata di tutti e che si rivolgono a tutti».

Francesca Stornante