Il Comune fornisce i chiarimenti al Ministero, ma l’ombra del dissesto non si allontana

Il Ministero dell’Interno chiede, il Comune risponde. Con una relazione di cinque pagine e ben nove allegati, venerdì 5 aprile Palazzo Zanca ha inviato a Roma i chiarimenti sollecitati con nota datata 8 marzo dalla Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali del Ministero dell’Interno nell’ambito dell’istruttoria per la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale (vedi correlato). Il documento, che come detto è corredato da una serie di atti redatti dai singoli Dipartimenti, porta in calce le firme del ragioniere generale Ferdinando Coglitore, del dirigente responsabile al Bilancio Giovanni Di Leo, del commissario straordinario Luigi Croce e dei revisori dei conti, Dario Zaccone e Giancarlo Panzera, rimasti in due dopo le dimissioni di Domenico Maesano.

Come si ricorderà, le richieste ministeriali inoltrate all’ente in merito al piano decennale di riequilibrio adottato dal Consiglio comunale con delibera approvata il 13 dicembre 2012, prescindono dai rilievi mossi allo stesso documento dalla Corte dei Conti con la delibera n.24 (vedi correlato), che l’organo di controllo ha indirizzato al Ministero e non al Comune di Messina, per “rivendicare” la propria competenza in questa fase istruttoria. Mentre il documento prodotto dalla magistratura contabile contiene in sé un giudizio pesante e negativo sul piano di riequilibrio e sembra non lasciare scampo in merito al dissesto finanziario, la nota dell’otto marzo del Ministero “si limitava” a chiedere delucidazioni, a cui commissario, tecnici e dirigenti hanno provato a rispondere.

Innanzitutto, il Comune ha trasmesso al Ministero il foglio del modello istruttorio aggiornato con i dati del 2013. Per quel che concerne il riaccertamento dei residui attivi e passivi, nella relazione si fa presente che «con determinazione n.90 del 12/03/2013, adottata dal Responsabile dei Servizi Finanziari, sulla scorta delle determinazioni dei singoli dirigenti titolari di risorse assegnate con il Piano di Gestione ai vari Dipartimenti e/o uffici di Staff e Aree in cui è articolato questo Ente, è stato approvato il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi esercizio finanziario 2012». Dalla citata determinazione emergono le seguenti risultanze finali :

RESIDUI ATTIVI:

riaccertati (provenienti dalla gestione dei residui) euro 213.437.980,58

accertati (provenienti dalla gestione di competenza euro 65.408.454,66

per un TOTALE di euro 278.846.435,24

RESIDUI PASSIVI

riaccertati (provenienti dalla gestione dei residui) euro 191.206.827,58

accertati (provenienti dalla gestione di competenza euro 81.742.157,60

per un TOTALE di euro 272. 948.985,18

Il Comune comunica al Ministero che «con la predetta operazione sono stati eliminati residui passivi per l’importo complessivo di euro. 17.028.382,37. Pertanto si hanno le seguenti risultanze finali:

– Minori residui attivi euro 24.314.370,41

– Minori residui passivi euro 17.028.382,37

Quanto all’esistenza o meno del Fondo svalutazione crediti, messa in dubbio anche dalla Corte dei Conti, da Palazzo Zanca assicurano una somma pari ad euro 34.425.673,50, che è il 25% dei residui attivi al 31/12/2102, che ammontano ad euro 137.702.694,00. «Detto fondo – si legge nella relazione del Comune – appare sufficientemente contenuto nei valori stimati nel piano decennale per euro 53.453.000,00».

Sul reale stato delle società partecipate, le risposte del Comune sono affidate alla relazione della Direzione di Staff Rapporti con le Aziende e/o Società a Partecipazione Comunale (Allegato 3) , il cui contenuto resta al momento top secret così come quello degli altri Allegati fatti arrivare sulla scrivania del Ministero e riguardanti la rideterminazione delle tariffe dei servizi a domanda individuale, le Entrate dei Titoli I e III, le misure adottate per la riduzione della spesa, il piano di dismissioni, altri proventi e i tributi.

Il documento in nostro possesso invece, prova a sciogliere il nodo delle passività potenziali, che nel piano decennale di riequilibrio vengono quantificate in 120 milioni di euro nonostante ne appaiono censite 200 milioni. Aspetto su cui anche la magistratura contabile ha sollevato non poche perplessità nella delibera n.24. Il Comune di Messina spiega che « i motivi che hanno determinato una previsione inferiore (euro 120 milioni) rispetto ai debiti potenziali censiti per differenza con i giudizi attivi (euro 200 milioni di euro) sono da ricercarsi nella circostanza che nei giudizi passivi esistono procedimenti per i quali si ha motivo di credere che si concluderanno favorevolmente per il Comune». Rientrano in questi casi le controversie con la Mondo Messina Service, che chiede un risarcimento danni di 80 milioni di euro; con l’FC Messina Peloro srl, che chiede un risarcimento danni di 60 milioni di euro; con la BNL -PARIBAS , che vuole dall’ente 44 milioni di euro; con l’Impresa Ing. Alfonso Schipani srl Costruzioni – Impianti Elettrici , che pretende circa 40 milioni di euro , cifra che corrisponde a quella che il Comune chiede all’Impresa.

L’ultimo chiarimento fornito dall’ente al Ministero riguarda la Rideteminazione della dotazione organica, il Fabbisogno del Personale ed il Piano assunzioni 2013, contenuti nella delibera commissariale n.247 del 5 Aprile 2013. «Da detto atto -si legge nel documento inviato a Roma – si evince che: il patto di stabilità per l’anno 2012 è stato rispettato; il rapporto spese del personale spese correnti anno 2012, comprese le spese delle società a partecipazione comunale, è pari al 38%; la spesa del personale, compresa la spesa delle società partecipate, del 2012 è pari a ed euro 76.737.365,08, mentre quella del 2011 è stata di 82.767.774,28, con una economia di euro 6.030.409, 20». Palazzo Zanca informa, infine, il Ministero che con delibera di giunta n.247 del 5 Aprile, sono stati approvati la nuova struttura organizzativa, la dotazione organica ed il regolamento degli uffici e dei servizi.

Con la relazione spedita venerdì scorso, il Comune ha adempiuto all’obbligo di risposta nei confronti della Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali del Ministero dell’Interno. L’ombra pesante del dissesto, però, rimane perché quel che pensa la Corte dei Conti avrà un peso specifico nell’approvazione del piano pluriennale, da cui dipende il prestito di 50 milioni dal parte dello Stato e quello di circa 33 milioni di euro della Regione. (Danila La Torre)