Il Ministro Lorenzin a Messina:”Con Micari puntiamo su competenza e onestà”

«Abbiamo puntato sul tandem Micari-La Via che è una coppia politica eccezionale, fatto grandissima competenza. Alternativa Popolare ha fatto delle liste bellissime di persone oneste e di grande professionalità. Noi non abbiamo quelli che gridano al popolo, poi spetterà ai siciliani vedere se vogliono scegliere questo o se invece preferiranno affidarsi purtroppo alle solite logiche. Non parlo degli impresentabili, ma alla fine sembra che per prendere voti in questa regione, come in altre, l'unica soluzione sia mettere gli impresentabili in lista».

Ha esordito così il ministro Beatrice Lorenzin oggi a Messina al Teatro Vittorio Emanuele per un appuntamento organizzato da Alternativa Popolare Centristi per Micari. Insieme a lei Enzo Garofalo, Giampiero D'Alia, il candidato Giovanni Ardizzone, Giuseppe Castiglione.

Il ministro alla Salute ha parlato di sanità siciliana e di campagna elettorale sullo sfondo di una situazione politica nazionale che si dovrà definire nei prossimi mesi e mettendo a confronto le esperienze amministrative attuali e passate di grillini e centro destra.

«Sto facendo un lungo giro per la Sicilia di ascolto e di incontro con gli operatori sanitari ma anche con i cittadini. A Messina vengo con grande piacere, stiamo raccogliendo i frutti di un grosso investimento che ha voluto non solo la fusione di due ospedali che ha evitato la chiusura di un polo storico della città ma anche la trasformazione dell'Ircss che sarà una delle strutture di punta della sanità italiana, non sono siciliana. Credo che passo dopo passo, pezzo per pezzo, con una visione unitaria, la sanità siciliana stia migliorando e non neghiamo che ci sarà moltissimo da fare nei prossimi anni».

Nel bilancio della Lorenzin, in questi cinque anni la Sicilia ha fatto passi da gigante nella sanità: «C'era una situazione devastata dal punto di vista dei livelli di assistenza e mancava completamente la struttura di una rete sanitaria. Oggi abbiamo costruito le fondamenta, c'è la rete sanitaria, il piano regionale, la rete dell'urgenza. Solo grazie al fatto che abbiamo fatto la rete regionale abbiamo potuto stabilire il fabbisogno effettivo del personale, abbiamo programmato 5200 assunzioni con concorso, 2000 persone sono già state stabilizzate».

Dalla crisi economica dell'Italia a quello che ha fatto in questi cinque anni prima il governo Renzi e poi quello Gentiloni, la Lorenzin ha spaziato dalla sanità ai grillini: «Nel 2013 l'Italia era sull'orlo del default. Noi abbiamo lavorato per mantenere saldo il sistema sociale del nostro paese. Solo in Italia ci si può curare senza pagare, abbiamo insistito per avere un sistema universalistico. Abbiamo cambiato il sistema con una riforma profonda. Siamo oltre. In Sicilia non bisogna tornare indietro. I grillini non ne hanno beccata una sulla sanità, gli vogliamo affidare la cosa più preziosa che abbiamo? A quelli che per affrontare lo smog a Torino hanno detto di chiudersi in casa? O a Roma dove hanno chiuso il sesto asilo per i topi? L'amministrazione non può essere affidata a persone di buona volontà ma a persone competenti e di buon senso, che non si isolano. La fase del populismo, della demagogia, dell'antipolitica è finita. Altrimenti buttiamo nel water tutti i sacrifici che abbiamo fatto in questi anni, sia in Sicilia che in Italia. Salvini ha fatto un a campagna elettorale con la ruspa e la felpa, sugli immigrati, sull'odio, senza proposte e il risultato è Zaia. Noi cosa siamo? Siamo persone normali, educate a rispettare l'altro, che vogliono lavorare e costruire un futuro normale".

Sulla sfida siciliana, che sembra tutta tra Musumeci e Cancelleri, la Lorenzin punta il dito contro i sondaggi: «Tutta questa campagna elettorale è nata da un sondaggio, nessuno parla più dei fatti, delle proposte, di come si vuole gestire la sanità regionale siciliana, l'agricoltura, il turismo, l' industria, i problemi ambientali o quelli della legalità. Sicoome il sondaggio dice grillini allora votate i cinque stelle? Vi sembra una cosa normale? Dobbiamo scegliere i programmi le persone che riteniamo più brave, più capaci e più in sintonia con le esigenze di un paese, in questo caso di una regione, e votare. Altrimenti facciamo tutti la chiamata al voto utile e sapete che vi dico? Ho un sondaggio che dice che l'80% degli italiani vuole Beatrice Lorenzin presidente del consiglio dei ministri, dunque mi candido premier. Non funziona così. E, sia chiaro, è solo una battuta».

Francesca Stornante