Precari Asp, lavoratori contro i sindacati dopo il vertice in Prefettura.

Scoppia il caso sui precari Asp, impegnati nella vertenza con il direttore generale Sirna che va avanti dalla scorsa estate. A sollevarlo è l'avvocato Marco Di Mauro, legale di parecchi tra gli Ausiliari Socio Sanitari Specializzati, posti entro i primi 200 posti della graduatoria in vigore all'Azienda. Vertenza che qualche settimana fa è approdata ad uno step centrale, con l'incontro in Prefettura tra il dg e i sindacati. Ma al tavolo delle trattative i primi in graduatoria non c'erano. Secondo i lavoratori ed il legale l'esclusione è dovuta ai sindacati. "Sindacati -spiega l'avvocato Di Mauro – stranamente scesi in campo per perorare le richieste del gruppo dei secondi in graduatoria, ma del tutto sordi alle richieste di aiuto proveniente dai miei assistiti fin dal mese di agosto 2014". Malgrado le numerose richieste dei lavoratori, precari alcuni anche da 20 anni, i sindacati mai hanno risposto, neppure in senso negativo, salvo poi scendere in campo e protestare, anche in strada "arrivando persino a perorare le domande di un gruppo di precari nei posti successivi in graduatoria, (con il sacro santo diritto al lavoro), ma a discapito dei primi della suddetta lista". La posta in gioco è lo scorrimento della graduatoria ovviamente, sulla quale Sirna si era pronunciato riammettendo i soggetti aventi diritto, cosi come da regolari telegrammi di convocazioni del 4 e 5 febbraio scorsi, tutti i primi 200 in graduatoria, per conferimento incarico a far data dal 17 febbraio 2015.

"Ciò che lascia basito questo difensore – spiega Di Mauro – così come i precari rappresentati, è la circostanza che chi agisce utilizzando i canali giudiziari per ottenere giustizia si può trovare costretto nell’immediato a soccombere a causa di pressioni politiche, sperando in una giustizia lenta e farraginosa. Ma ancor più assurde sono le dichiarazioni di questi giorni su una presunta vittoria di tutti i lavoratori che sarebbero stati presenti al tavolo delle trattative innanzi il Prefetto. In realtà al tavolo non siamo stati invitati e una nostra delegazione, composta da due ausiliarie che sono state aggredite dagli altri lavoratori manifestanti, è riuscita ad entrare ma senza poter parlare poiché l’unico punto di vista trattato era quello dei soggetti oggi ancora in servizio" Mai aperta la questione dei primi In graduatoria, svela ancora Di Mauro, perché la Prefettura era convinta di aver convocato tutte le parti in causa, avendo contattato i sindacati. "Nulla di più falso poiché la manifestazione è stata artatamente imbastita al fine di far vedere solo una parte del problema e non tutto, cosi da far credere che i miei assistiti fossero dei biechi approfittatori sulle spalle dei poveri lavoratori in rivolta. La fame di lavoro e la necessità di sfamare i propri figli è pari in ogni dove, non esiste una disperazione di seria A ed una di serie B", conclude l'avvocato Di Mauro.