Economia

“Date un futuro a Messina”: l’appello di Franza ai candidati a sindaco INTERVISTA VIDEO

Di Marco Olivieri, riprese e montaggio di Matteo Arrigo

MESSINA – Pietro Franza, come presidente di Sicindustria Messina, associazione degli industriali, assieme all’Ance avete promosso stamattina un incontro con i candidati a sindaco al Salone della Borsa della Camera di Commercio. Che cosa chiede Sicindustria alla politica e ai cinque candidati?

“Noi chiediamo tanto ma possiamo offrire tantissimo. Siamo un sistema su Messina molto importante: due miliardi e mezzo di fatturato, settemila e cinquecento addetti, e soprattutto grandissima esperienza su tutto il territorio, in tutti i settori: dalla cantieristica alla produzione. Abbiamo qui a Messina una rilevantissima multizionale e imprenditori bravi e trasparenti, operativi. Noi possiamo sicuramente dare direttive ai candidati sindaci nell’interesse dello sviluppo della città. Per fare investimenti e creare l’identità futura di Messina”.

Ma cosa domandate ai candidati?

“Che scrivano il futuro di questa città. Dopo la pandemia, dopo la guerra, dopo il fatto che perdiamo tremila persone l’anno, dobbiamo fermarci. Dobbiamo stabilire in che direzione dobbiamo andare, quali grandi investimenti fare, non buttare a mare tutto quello che è stato fatto in precedenza e puntare ai settori principali della città di Messina. Noi ci siamo e vogliamo che il futuro sindaco possa favorire lo sviluppo di Messina puntando anche su di noi”.

Il primo atto concreto nel segno della sinergia tra istituzioni e imprenditoria?

“Parlando di identità della città di Messina, il primo atto sarebbe quello di riunire tutti gli stakeholder ( i soggetti portatori d’interesse, n.d.r.) della città, tra cui noi, per fornire indicazioni sugli ambiti sui quali puntare. E concentrarci tutto su questo. Che siano piani relativi allo sbaraccamento, o ai grandi investimenti sulla Falce, o che siano gli investimenti nelle zone nord e sud di Messina, bisogna comunque dare delle direzioni e fare funzionare la macchina burocratica. Se questa non funziona, non si sbloccano gli investimenti. Anche noi imprenditori rimaniamo bloccati nell’urbanistica e negli altri uffici comunali, che non ci offrono risposte, a causa della carenza di personale e di altri problemi”.

Dunque, Messina può uscire dalla depressione economica…

“Messina deve uscire dalla depressione economica. Oggi probabilmente scatta il default della Russia e non sappiamo che cosa può accadere. C’è un effetto a catena su tutto il mondo e noi, a Messina, siamo più deboli, come struttura complessiva, rispetto alle altre realtà. Quindi dobbiamo reagire. Dobbiamo crearci un micorocosmo dove investire, invertire la rotta, e far cercare di tornare le tremila persone l’anno che vanno via”.