Lavoro

Disabilità e lavoro: 4 ragazzi autistici nel punto ristoro dello stadio del Camaro VIDEO

Di Silvia De Domenico

MESSINA – “Giornate come quella di oggi non dovrebbero essere l’eccezionalità ma la normalità”, con queste parole il rettore dell’Università degli Studi di Messina Salvatore Cuzzocrea racconta con soddisfazione il progetto appena nato e che vedrà protagonisti 4-6 ragazzi con disturbo dello spettro autistico. In primo piano il Comune di Messina con gli assessori Massimo Finocchiaro e Alessandra Calafiore, rispettivamente allo Sport e alle Politiche sociali.

4-6 ragazzi dai 16 anni su come addetti alle vendite

Parteciperanno al percorso “Lavorare con (dis)abilità” ragazzi e ragazze dai 16 anni in su. Lavoreranno nel punto ristoro della società SSD Camaro come addetti alle vendite, e saranno affiancati dai datori di lavoro ma anche dall’équipe del reparto di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico di Messina. E’ stata la stessa direttrice dell’UOC, la professoressa Gabriella Di Rosa, a spiegare il progetto pensato e realizzato grazie alla preziosa collaborazione dell’associazione Il Brucaliffo. La responsabile del “Brucaliffo Percorso Autismo” Marilena Briguglio e la neuropsicomotricista Francesca La Fauci Belponer spiegano come verrà portato avanti il percorso, che per la prima volta vedrà ragazzi autistici messinesi entrare nel mondo del lavoro.

Dal lavoro passa la vera inclusione sociale

Accrescere l’autostima e abbattere ogni forma di discriminazione favorendo l’inclusione sociale. Sono alcuni degli obiettivi principali del progetto frutto di un protocollo d’intesa siglato tra l’AOU “G. Martino” di Messina e la Società SSD Camaro 1969. Un progetto che accoglie la sfida di un reale inserimento sociale per ragazzi e giovani adulti con Disturbo dello Spettro Autistico. I 4 protagonisti inizieranno nei prossimi giorni e sono stati selezionati sulla base di criteri clinici specifici, presso gli ambulatori del percorso Autismo Il Brucaliffo, dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile diretta dalla prof.ssa Gabriella Di Rosa. “Il ruolo dell’équipe dell’azienda ospedaliera universitaria – ha sottolineato la prof.ssa Di Rosa – non è solo quello di tracciare il profilo più appropriato, ma prevede anche un affiancamento al datore di lavoro e ai tutor che li guideranno affinché siano preparati alla comprensione di diversi funzionamenti emotivi e alla gestione dei ragazzi, sia nei rapporti sociali che professionali. Una sinergia quella sviluppata che, in linea con i valori tipici dello sport, punta sul gioco di squadra e mira ad una presa in carico globale del paziente, guidandolo nel corso del suo sviluppo e della sua crescita. Un progetto pilota in ambito territoriale che potrebbe fornire un modello da esportare anche per altri pazienti affetti da un disturbo del Neurosviluppo”.

Parisi: “Non più giovani isolati nelle loro camerette”

“Sono felice e particolarmente emozionato per l’avvio di questo progetto che, dopo tanto lavoro, è finalmente pronto a trovare attuazione – ha detto Pierluigi Parisi, promotore dell’iniziativa -. Ringrazio infinitamente il Policlinico di Messina e la società Camaro, grazie al cui impegno sarà offerta un’importante occasione lavorativa a dei ragazzi che altrimenti, specie dopo aver terminato gli anni della scuola dell’obbligo, rischiano di rimanere isolati nelle loro camerette e con il solo supporto delle proprie famiglie. Così invece questi ragazzi avranno la possibilità di apprendere e sviluppare nuove competenze ed affacciarsi nel mondo del lavoro, crescere umanamente, socializzare. Mi auguro che questo progetto possa fungere anche da modello e fonte di ispirazione per altre aziende e società, e che in tanti possano dar vita ad iniziative del genere, che possa rappresentare un primo piccolo ma significativo passo per una grande causa”.

D’Arrigo: “Lo sport è aggregazione e occasione per socializzare”

“Fin dall’avvio della nostra attività abbiamo dedicato la necessaria attenzione al sociale e dato vita ad iniziative finalizzate a sostenere le fasce più deboli e bisognose di supporto”, così Antonio D’Arrigo, Presidente SSD Camaro 1969 spiega la loro partecipazione all’iniziativa. “Parallelamente alla creazione del punto ristoro all’interno del “L’ambiente Stadium”, abbiamo portato avanti il progetto “Lavorare con (dis)abilità. A darci lo spunto un servizio delle Iene che raccontava dell’iniziativa avviata da una pizzeria. Ne ho subito parlato con l’amico Pierluigi Parisi, attento e sensibile a queste tematiche, e lui, a sua volta, ha trovato immediatamente il favore e il supporto del Policlinico di Messina, che ringrazio personalmente e a nome della società che presiedo per la disponibilità e l’indispensabile collaborazione. I ragazzi avranno la possibilità di lavorare non solo all’interno di un locale, ma per di più a stretto contatto con il mondo dello sport, che da sempre favorisce la socializzazione e lo spirito di aggregazione. Speriamo che il nostro non resti un caso isolato ma che possa servire da stimolo e da esempio anche per altre attività, in qualunque settore lavorativo”.

Gli assessori Calafiore e Finocchiaro: “Un progetto nel segno delle crescita delle comunità”

L’assessora alle Politiche sociali Calafiore ha sottolineato come “sia volontà dell’amministrazione comunale essere parte attiva di un percorso finalizzato alla crescita della nostra comunità. Nello specifico il Comune di Messina ha avviato negli ultimi anni una serie di attività e iniziative per l’inclusione sociale e siamo in attesa, entro i primi giorni del mese di marzo, dell’ok da parte dell’Agenzia di Coesione sui progetti presentati dall’amministrazione comunale e finanziati dal Pon Metro plus 2021-2027”.
L’assessore alle Politiche sportive Finocchiaro, durante il suo intervento, ha spiegato che “l’amministrazione comunale è particolarmente sensibile e interessata a queste tematiche. ‘Lavorare con (dis)Abilità’ è un progetto di inclusione, ma fornisce ai giovani anche l’opportunità di una esperienza lavorativa e quindi di vita e su come affrontarla. L’Amministrazione farà la sua parte, come d’altronde fa nel quotidiano nelle tante attività similiari, con dedizione e passione, perché riteniamo siano fondamentali attività di questo genere, che rappresentano un arricchimento personale anche e soprattutto per noi. Auspico infine che questo progetto possa crescere e coinvolgere tanti altri ragazzi e tante altre realtà pubbliche e private. Comunque, con grande gioia, ci candidiamo ad essere i primi fruitori di questo nuovo punto ristoro che gestiranno i ragazzi”.