Lavoro

Prevenzione incendi. Anche a Messina la mobilitazione dei lavoratori forestali

Avviare nel più breve tempo le opere di prevenzione degli incendi con i lavori dei viali parafuoco. A chiederlo sono i lavoratori forestali che, insieme a Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, hanno avviato la mobilitazione per sollecitare l’avvio della campagna di prevenzione incendi. Questa mattina anche a Messina, sotto la sede della Prefettura, si è tenuto il sit-in di protesta.

«Nonostante le rassicurazioni sulla possibilità di avviare i lavoratori nella seconda metà del mese di maggio – sottolineano i segretari provinciali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Sabina Barresi, Nuccio Massimino e Antonio Marino – siamo fortemente preoccupati perché ogni possibile ritardo potrebbe pregiudicare la realizzazione delle opere di prevenzione degli incendi, mettendo a serio rischio il patrimonio ambientale dell’isola, già fortemente danneggiato dagli incendi degli anni precedenti».

L’approvazione della Legge di Stabilità regionale ha previsto le risorse finanziarie necessarie, per realizzare le opere di prevenzione degli incendi, per la manutenzione ordinaria e straordinaria dei boschi. Si tratta di 134 milioni di euro di cui 112 milioni a valere sul Programma Operativo Complementare 2014/2020 e 22 milioni di euro a valere sui fondi FSC 2014/2020.

«Questa situazione, senza precedenti, ha modificato la condizione di certezza delle progettazioni e la tempistica degli avviamenti nel settore forestale – sostengono i sindacati – Certezza che fino all’anno scorso avevamo poiché le somme erano ad avvalersi nel bilancio della Regione Siciliana, e quindi immediatamente disponibili. Ad oggi sappiamo che gli uffici stanno lavorando ininterrottamente per realizzare i progetti, ma sappiamo anche che necessitano dei passaggi burocratici di cui non abbiamo contezza dei tempi».

Oltre che per la realizzazione delle opere di prevenzione, la preoccupazione dei sindacati è per l’assunzione in tempi utili a garantire i livelli occupazionali previsti dalla legge, a partire dai lavoratori con garanzia occupazionale di 151 giornate ed a seguire 101 e 78 giornate.

«Riteniamo che vadano accelerate le procedure e vadano avviati al lavoro nel più breve tempo possibile tutti i lavoratori di tutte le fasce, affinché possano realizzarsi i lavori di prevenzione incendi ed i lavoratori possano completare le giornate, recuperando anche eventuali giornate di lavoro perse a causa della pandemia da Covid-19. Si tratta di lavoratori che non hanno nemmeno percepito aiuti o bonus dal Governo nazionale».

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil evidenziano, infine, come non sia più rinviabile una riforma del settore forestale, per disegnare la forestale del futuro e dare maggiori certezze ai lavoratori.