Tirreno

Coronavirus, ospedale Covid a Sant’Agata Militello. Ma c’è chi è preoccupato

L’ospedale di Sant’Agata Militello sarà convertito in Covid Hospital. Una nota dei giorni scorsi inviata dall’assessorato regionale alla Salute alla direzione sanitaria del presidio, relativa al piano di reperimento di mille posti letto per contrastare la grave emergenza di Coronavirus, aveva annunciato ciò che sta per accadere.

La nota Asp di Messina in data 23 marzo, firmata dal direttore generale Paolo La Paglia e dal direttore sanitario Domenico Sindoni, stabilisce “In considerazione dell’attuale emergenza sanitaria Covid correlata e dovendo reperire il maggior numero di posti letto per la degenza riservata a soggetti positivi paucisintomatici e non, si rende necessario riconvertire l’ospedale di Sant’Agata di Militello in Covid Hospital, così come è avvenuto per l’ospedale di Barcellona”.

Primo step previsto il 30 marzo, fine attività il 10 aprile. Le unità operative e i relativi dirigenti dovranno essere trasferiti negli ospedali più vicini, a Patti e Mistretta. Gli infermieri continueranno a prestare servizio a Sant’Agata a supporto dei medici che verranno reclutati per la gestione dei posti Covid

La decisione di convertire il nosocomio che, nonostante sia stato depauperato nell’erogazione dei servizi, risulta un punto di riferimento imprescindibile per la popolazione di circa 80mila abitanti, ha provocato accese proteste. Iniziando da chi lotta in prima linea contro il virus.

Il comitato medici e infermieri dell’ospedale di Sant’Agata Militello in una nota: “Siamo medici vincolati ad un giuramento d’onore, e quindi tenuti sia da un punto di vista etico, sia professionale, ad assistere chi ha bisogno. Ci chiediamo se i nostri sindaci sono stati avvertiti, i nostri governanti regionali hanno previsto le implicazioni biologiche e assistenziali generali di questa riconversione ai fini della tutela dei pazienti e degli operatori?”.

Il comitato quindi evidenzia forti perplessità sulle fattibilità della conversione in Covid Hospital mancando i requisiti strutturali come le cosiddette “Stanze calde”, ossia camere singole con sistema di ventilazione, l’impianto di climatizzazione e depurazione dell’aria con filtri Hepa.

Il sindaco, Bruno Mancuso, chiedendo dispositivi di protezione, strutture e strumentazioni tecniche, affida il suo disappunto ad una lettera aperta alle autorità preposte: “Siamo in tempo di guerra e tutti dobbiamo essere pronti ad andare in trincea, ma è anche vero che nessuno può essere mandato al macello. Da settimane chiediamo attenzione verso il nostro territorio e ritengo che avere un presidio a nostra disposizione per fronteggiare una situazione così grave potrebbe essere utile a garanzia della popolazione stessa dei Nebrodi. Apprezzo quindi che ci sia, da parte dei colleghi e del personale sanitario dell’ospedale un approccio non pregiudiziale ma propositivo, io per primo da medico sono pronto a candidarmi per l’esecuzione dei tamponi. Il senso di responsabilità umano e la deontologia professionale di ognuno di noi ci dice che nessuno in questo momento può tirarsi indietro, ma appare evidente che un provvedimento come questo deve essere accompagnato dall’adozione di ogni misura atta a salvaguardare la salute degli operatori e dei pazienti. Non consentiremo che il nostro ospedale si trasformi in un lazzaretto né che il personale sia mandato al massacro”.

Anche i consiglieri comunali di Italia Viva, Melinda Recupero, Carmelo Sottile e Nancy Starvaggi, contestano la decisione: “Parola d’ordine: creare posti letto necessari per affrontare l’emergenza Covid 19, che solo Sant’Agata pagherebbe a caro prezzo: sì perché mentre in altri presidi ospedalieri non hanno arrecato riduzione dei servizi per la popolazione, a Sant’Agata si sta pensando bene di smantellare un intero nosocomio, che fino ad oggi ha dato risposte a 360 gradi alle necessità di un intero comprensorio, compreso il distretto di Mistretta, che sicuramente da oggi in avanti non avrà più garantiti i livelli minimi di assistenza (vedi ortopedia, ginecologia, pronto soccorso e chirurgia, cardiologia). Tutto ciò, in perfetta armonia con le scelte politiche del passato che hanno depauperato il nostro territorio, appare più che una soluzione all’emergenza Covid 19, solo l’ennesima azione/pretesto per creare condizioni affinché possa decretarsi definitivamente la dismissione del nostro ospedale, con la conseguenziale disaffezione degli utenti e dei cittadini, una volta finita l’emergenza Coronavirus”.

L’ospedale di Sant’Agata Militello, diventerà quindi un Covid Hospital con una cinquantina di posti letto riservato ai pazienti positivi al virus che non necessitano di terapia intensiva, nella speranza che sia un presidio utile all’emergenza con le garanzie del caso richieste a gran voce.

Marina Romeo