Coronavirus

Covid. A Messina niente bonus per imprese turismo. Siracusano: “Criteri di assegnazione sbagliati”

Messina è la porta della Sicilia. Una porta ricca di tesori per il turismo.

Almeno questo credevamo, perché la nostra città, invece, è stata esclusa dai capoluoghi di provincia o Città Metropolitane penalizzate dalla crisi del turismo generata dall’emergenza sanitaria. E per questo è stata tagliata fuori dal contribuito a fondo perduto per i suoi imprenditori.

L’allarme di Vento dello Stretto

A lanciare l’allarme era stato già Vento dello Stretto, ma l’assurdità di questa decisione non può far restare in silenzio; è intervenuta, infatti, anche Matilde Siracusano, deputata messinese di Forza Italia, presentando un’interpellanza al ministro Franceschini.

L’interpellanza di Siracusano

“Il cosiddetto decreto Agosto ha previsto, tra gli altri interventi, l’erogazione di un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei centri storici dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana ad alta presenza di turisti stranieri.

Seguendo i criteri indicati dal governo, sono stati coinvolti 29 Comuni. In Sicilia il bonus per i centri storici che hanno subito il calo di turismo sarà riconosciuto agli imprenditori delle città di Ragusa, Siracusa, Catania, Agrigento e Palermo, ma non a quelli di Messina.

Stiamo parlando della tredicesima città del Paese, con un porto turistico primo in Italia per traffico di passeggeri (quasi 430mila i croceristi secondo i dati del 2019) ed e, pertanto, inaccettabile la sua esclusione dal novero delle città meritevoli del contributo a fondo perduto a favore degli esercenti che hanno subito un drastico calo di fatturato a causa della mancanza di visitatori” con tali ragioni Siracusano ha presentato alla Camera dei deputati un’interpellanza al ministro per i Beni culturali e per il turismo, Dario Franceschini, per chiedere la modifica dei criteri di assegnazione di questi aiuti.

“Allo stato attuale, infatti, questi bonus rischiano di creare disparità tra aziende e aree del Paese. Servono, inoltre, ulteriori stanziamenti a fondo perduto per tutelare l’economia dei territori, con particolare riferimento anche alla città di Messina” ha concluso la deputata.