Palazzo Zanca: casse vuote, nuova anticipazione di tesoreria pari a 20 milioni di euro

Le casse del Comune sono vuote. Letteralmente vuote. L’ente soffre una carenza di liquidità che è diventata ormai cronica e rischia di paralizzare l’attività amministrativa. La mancata approvazione della delibera sulle tariffe tari, ancora ferma in commissione bilancio a casua di "pasticci" vari e di copie che non arrivano ai consiglieri , sta contribuendo a complicare una situazione già emergenziale di per sé.

E’ormai certo, infatti, che per incassare i proventi del tributo sui rifiuti il Comune dovrà attendere sino novembre, rinunciando agli incassi della rata di settembre: l’eccessivo slittamento dei tempi non consentirà agli uffici di emettere i bollettini da inviare ai contribuenti entro questo mese. Palazzo Zanca,quindi, dovrà momentaneamente rinunciare a risorse su cui sperava di potere contare per ridare un po’ di ossigeno al proprio conto corrente. La crisi finanziaria, dunque, si fa sempre più asfissiante e la giunta Accorinti prova a correre ai ripari. Per tamponare la crisi di liquidità, con delibera del 27 agosto scorso, ha disposto un ulteriore incremento di anticipazione di tesoreria, pari ad oltre 20milioni di euro.

La legge consente agli enti locali di usufruire di anticipazioni di tesoreria entro il limite massimo di 5/12 delle entrate accertate nel penultimo anno precedente afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio. Nel caso del Comune di Messina i 5/12 ammontano a 101.911.912,38 euro, già tutti impegnati. Con delibera n. 934 del 9 dicembre 2014, l’esecutivo guidato dal sindaco Renato Accorinti aveva autorizzato un’anticipazione di tesoreria paria a 61.087.148, 38 euro; con delibera n.336 del 19 maggio 2015 è seguita un’anticipazione di 20.362,382,00 euro; uguale importo è stato autorizzato con il provvedimento emanato il 27 agosto (delibera n.565).

Aumentando le anticipazioni, lievitano di conseguenza anche gli interessi che il Comune deve pagare all’Istituto tesoriere, cioè l’Uncredit, che attualmente opera in regime di proroga.

Nell’atto esitato la scorsa settimana, la giunta assicura che «…l’anticipazione sarà usata solo ed esclusivamente per far fronte alle spese indifferibili ed urgenti che possano arrecare gravi danni per l’Ente e per la collettività…» e rispetto al tema degli interessi specifica che «al pagamento delle spese necessarie per interessi si procederà con separato provvedimento, mediante prelievo dall’apposito interevento e Peg, che sarà previsto nel bilancio di prevsione 2015».

La delibera di giunta n.565 del 27 agosto chiarisce, inoltre ,che «quota parte delle somme, provenienti da entrate proprie e/o da trasferimenti dello Stato, che saranno versate nel corso dell’esercizio 2015 nelle casse dell’ente, saranno vincolate a copertura dell’eventuale utilizzo della maggiore anticipazione»

Il continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria – su cui la Corte dei conti ha più volte bacchettato il Comune – instaura di fatto un circolo vizioso, tale per cui da un lato l’ente beneficia di liquidità grazie all’erogazione delle somme richieste, dall’altra si indebita con l’Istituto tesoriere, che gli corre in soccorso ma poi giustamente pretende la restituzione delle somme anticipate e pure gli interessi.

In questo scenario, la gravissima crisi finanziaria di Palazzo Zanca è destinata ad “autoalimentarsi” e a prosciugare sempre di più le asfittiche casse comunali. Per la giunta Accorinti , l’unico appiglio resta il piano di riequilibrio ma il Ministero sta tardando più del previsto a verificarne la sostenibilità, su cui dovrà esprimersi anche la Corte dei conti. Per il momento, quindi, le risorse del fondo di rotazione nazionale – che dovrebbero consentire a Palazzo Zanca di uscire dal guado del dissesto – restano un “miraggio”.

Sintomo inequivocabile della drammatica situazione economico-finanziaria del Comune sono anche i ritardi con cui vengono approvati i bilanci. In extremis, il giorno prima della scedenza, è arrivata la proroga al 30 settembre dei termini per l’approvazione del bilancio di previsione 2015, ma sono stati già abbondamente sforati quelli per l’adozione da parte del Consiglio comunale del consuntivo 2014. Come anticipato nei giorni scorsi, il 25 agosto si è insediato il commissario ad acta Daniela Leonelli, che ha già diffidato il Collegio dei revisori dei conti ad esprimere parere entro il 14 settembre.

Il rendiconto 2014 è infatti ancora all’attemzione di Zaccone, Zingales e Basile, che hanno chiesto agli uffici l’integrazione di alcuni documenti. Oggi i revisori incontreranno il commissario ad acta nominato dalla Regione per approfondire alcuni aspetti procedurali. Ieri, intanto, hanno partecipato ad una riunione con il ragioniere generale Cama ed il segretario/direttore genarale Le Donne per alcune valutazioni sul previsionale 2015. I revisori hanno voluto mettere un paletto: il documento previsionale dovrà essere allineato al piano di riequilibrio.

Danila La Torre