Cronaca

Femminicidio Ale Musarra, no alla perizia psichiatrica su Cristian Ioppolo

Deve essere ancora stabilito com’è morta Alessandra Musarra, se è stata strangolata o se ha battuto a terra tanto violentemente da rompersi l’osso del collo. A chiarirlo sarà il dottore Leonardo Grimaldi, il medico legale di Roma che la Corte d’Assise di Messina ha nominato per superare tutti i punti controversi emersi dal lavoro dei diversi consulenti sul corpo della ragazza. Questa è la novità emersa oggi al processo per il femminicidio del 7 marzo 2019 a Messina.

Il presidente Massimiliano Micali ha conferito stamani l’incarico al suo consulente, che avrà il compito di riesaminare tutta la documentazione che riguarda il caso, presente agli atti del fascicolo, per fare luce quanto più possibile sull’esatta causa della fine della giovane. Quindi il dottore rivedrà l’autopsia eseguita dalla dottoressa Patrizia Napoli per conto della Procura, guarderà il referto della tac total body eseguita sul corpo di Alessandra, riesaminerà i dossier stilati dai medici legali di parte – quello dell’imputato e quelli delle parti civili – che erano arrivati a conclusioni pressoché opposte. Poi si tornerà in aula, a febbraio del prossimo anno, per dare la possibilità al dottor Grimaldi di rassegnare le sue conclusioni.

A quel punto il processo a Cristian Ioppolo sarà agli sgoccioli. Questo passaggio è infatti conclusivo del processo all’ex fidanzato di Alessandra, accusato di averla raggiunta la notte prima nella sua abitazione di Santa Lucia sopra Contesse, ed averla aggredita. Non ci sarà infatti la perizia psichiatrica chiesta dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Billè, per stabilire le sue condizioni mentali.

I giudici hanno rigettato la richiesta dopo aver sentito il dottor Chimenz, che lo aveva visitato il 14 gennaio 2019, qualche settimana  prima del delitto di contrada Campolino. Lo psichiatra ha raccontato di aver incontrato il ragazzo su richiesta della sorella, di aver avuto con lui  un breve colloquio di circa una mezz’ora, una prima visita al termine della quale gli aveva prescritto degli psicofarmaci a basso dosaggio, per curare i disturbi del sonno. Avrebbe dovuto rivederlo al massimo un mese e mezzo dopo, aveva prescritto una seconda visita. Ma Cristian non si è più ripresentato.

Allo scadere delle 6 settimane “concesse” dallo psichiatra si è consumata la tragedia di Alessandra e il ragazzo è stato arrestato. Il dottor Chimenz ha precisato di aver ordinato farmaci a basso dosaggio perché la sola prima visita non basta ad individuare esattamente una patologia, quindi aveva optato per una prescrizione “prudenziale”, in attesa di capire meglio cosa agitava Cristian.