Gettonopoli a Messina, tutti condannati. Nessuna sospensione

Quattro anni e 10 mesi per Giovanna Crifò; 4 anni e 8 mesi per Pietro Adamo e Nicola Cucinotta, 4 anni e mezzo per Carlo Abbate, Benedetto Vaccarino, Santi Daniele Zuccarello; 4 anni e 3 mesi per Paolo David e Fabrizio Sottile; 4 anni per Santi Sorrenti, Andrea Consolo, Pio Amadeo, Angelo Burrascano, Antonino Carreri, Nicola Salvatore Crisafi, Carmela David. Infine 3 mesi per Nora Scuderi e Libero Gioveni, per i quali era stata chiesta l'assoluzione totale.

Tutti sono sospesi per 5 anni dai pubblici uffici – a verdetto definitivo- Sì al risarcimento in sede civile per il Comune, al quale gli imputati dovranno pagare immediatamente 3500 euro di spese processuali e 10 mila euro a testa di provvisionale immediatamente esecutiva. Tante le assoluzioni parziali, in particolare dal reato di abuso d'ufficio e, per qualcuno, da singole imputazioni di truffa e falso, per alcune sedute di commissione.

Qui si apre forse il passaggio più importante della sentenza, che è articolata, di non immediata lettura e va quindi confrontata attentamente con i reati contestati, ma ad una prima lettura sembrano escludersi tutti i profili della legge Severino. Tutti gli 8 consiglieri accusati di abuso d'ufficio vengono assolti per questo reato, che prevedrebbe la sospesione anche in primo grado ( e la decadenza a verdetto definitivo), in caso di condanna. La decadenza per la condanna oltre i 2 anni riguarda l'appello, e non sembrano esserci neppure casi di incandidabilità.

Il processo di primo grado della Gettonopoli si chiude così, alle22.30 del tre luglio. Dopo oltre 8 ore di camera di consiglio – cominciata poco dopo le 14, la presidente Silvana Grasso ha letto il verdetto, atteso dall'intera città per via delle sue implicazioni politiche e dei riflessi sulla vita del Comune.

Accolte in parte quindi le richieste dell'Accusa – il PM Francesco Massara che ha ereditato il processo dal collega Diego Capece Minutolo, nel frattempo trasferito, e dall'aggiunto Vincenzo Barbaro, proposto alla quasi unanimità per la poltrona di Procuratore generale, ancora vacante. In particolare il Pm aveva chiesto l'assoluzione di tutti i casi di falso contestati, per i quali invece la Corte ha comminato pesanti pene, mentre aveva chiesto la condanna per abuso, che avrebbe determinato la decadenza, per il quale invece i giudici hanno disposto le assoluzioni.

LE RICHIESTE DELL'ACCUSA – Massara lo scorso 24 aprile aveva sollecitato l'assoluzione per tutti i falsi contestati e condanne pesanti per i reati di truffa e abuso d'ufficio: Carreri 3 anni e 6 mesi (multa di 1500 euro), Sorrenti 3 anni e 7 mesi (multa di 1600 euro), Consolo 3 anni e 8 mesi (multa di 1700 euro), Adamo 4 anni (multa di 2000 euro), Cucinotta 4 anni (multa di 2000 euro), Carmelina David 4 anni e 1 mese (multa di 2100 euro), Burrascano 4 anni e 3 mesi (multa di 2300 euro), Crifò 4 anni e mezzo (multa di 2600 euro), Amedeo 4 anni e 7 mesi (multa di 2800 euro), Sottile 4 anni e 8 mesi (multa di 2900 euro), Abbate 4 anni e 9 mesi (multa di 3000 euro), Paolo David 4 anni e 9 mesi (multa di 3000 euro), Crisafi 4 anni e 10 mesi – tranne che per quanto riguarda l'episodio del 12 gennaio 2015 (multa di 3100 euro), Zuccarello 4 anni e 11 mesi (3200 euro), Vaccarino 5 anni (multa 3500 euro). Richiesta di assoluzione piena, invece, per i consiglieri Libero Gioveni e Nora Scuderi.

LA GETTONOPOLI BIS – Il 26 gennaio scorso il Gip Salvatore Mastroeni aveva disposto l'archiviazione dei restanti 21 consiglieri comunali inizialmente indagati, per i quali era stata la stessa Procura a concludere, alla fine dell'inchiesta, che non vi erano gli estremi per contestare loro reati penali.

L'INCHIESTA – Il primo atto visibile dell'inchiesta, invece, è del 12 novembre del 2015: la Digos svela di aver tenuto d'occhio per tre mesi i lavori di Palazzo Zanca, filmando le sedute delle commissioni consiliari e registrando le conversazioni telefoniche ed ambientali di alcuni consiglieri. Così la Procura chiede ed ottiene l'obbligo di firma per 12 consiglieri comunali: Carlo Abbate, 56enne del PDR,Piero Adamo, 32enne del Movimento Siamo Messina, Pio Amadeo, 44enne del Movimento Articolo 4, Angelo Burrascano, 56enne del Movimento Il Megafono, Giovanna Crifò, 55enne del Partito Forza Italia, Nicola Crisafi, 38enne del Nuovo Centro Destra, Nicola Cucinotta, 44enne del Partito Democratico, Carmela David, 50enne del Partito Udc, Paolo David, 48enne del Pd, Fabrizio Sottile, 32enne capogruppo del Movimento Siamo Messina,Benedetto Vaccarino, 44enne del Pd, Santi Zuccarello, 35enne del Movimento Progressisti Democratici.

La contestazione in sostanza è quella di aver fatto passare per effettivi lavori di commissione, quindi presenza effettiva, intascando il gettone di presenza, sedute che in realtà erano "lampo", quando non fissate in numero pretestuoso.

ECCO COME FUNZIONAVA Leggi qui i particolari

L'indagine era seguita ad un fitto dibattito d'aula ed agli strali del presidente della Regione, Rosario Crocettta

TEMPOSTRETTO SVELA LA CONDOTTA DEI CONSIGLIERI – Leggi qui

I CASI ANALOGHI – A Catania l'analoga vicenda è ora al vaglio del Giudice per le indagini preliminari. L'Accusa ha chiesto per tutti e 34 i consiglieri comunali indagati il non luogo a procedere. Nella vicina Aci Catena, invece, sono sotto processo 7 consiglieri comunali.

IL RUOLO DEI SEGRETARI – Intanto a Messina c'è una terzo filone di inchiesta ancora aperto, la così detta Gettonopoli Ter, che riguarda il ruolo del segretario generale del Comune Le Donne e i cinque segretari di commissione. A mettere sotto la lente l'operato degli "amministrativi" è stato lo stesso Massara, dopo aver sentito i segretari come testimoni nel corso del processo principale.

Il processo ha visto impegnati nelle difese gli avvocati Salvatore Versaci, Nino Favazzo, Francesco Rizzo, Danilo Santoro, Nunzio Rosso, Alberto Gullino, Daniela Chillè, Aurora Notarianni, Marco Vonnella, Tommaso Autru, Tommaso Calderone, Fabrizio Formica, Giuseppe Freni, Massimo Marchese, Vincenzo Grosso, Emilio Fragale. Il Comune è parte civile con l'avvocato Carmelo Picciotto, la sigla dei consumatori Codici Onlus è stata assistita dall'avvocato Melita Cafarelli

"E' una decisione severa– commenta l'avvocato Francesco Rizzo, difensore di Adamo, sostenuto in aula da un affollato drappello – in particolare perché ritiene sussistente il falso, mentre l'Accusa ne aveva chiesto l'assoluzione". Dello stesso avviso il legale di Consolo, l'avvocato Aurora Notarianni: "Sono condanne pesanti; invece c'erano gli estremi, a mio avviso, per arrivare ad un verdetto diverso".

Adesso la parola passa alla politica. Perché dalla sentenza di stasera non arrivano ostacoli immediati al proseguimento dei lavori del consiglio, così come adesso composto. Ma precise indicazioni sulle condotte di tutti i consiglieri.

Alessandra Serio