Politica

Messina. Tari, scontro in Consiglio: cade il numero legale dopo 3 ore di dibattito

MESSINA – All’Amministrazione non è bastata nemmeno la presenza dell’assessore Carlotta Previti, tanto ricercata lunedì in commissione poiché proponente della delibera in questione, per ricevere il tanto agognato “sì” alle tariffe della Tari 2021. In Consiglio comunale, dopo un dibattito durato oltre tre ore e con l’orientamento collettivo verso un’ulteriore bocciatura (dopo quella dello scorso 8 luglio), cade il numero legale e la seduta riguardante il Pef (Piano economico e finanziario) 2021 e l’ormai celebre aumento del 9% sulla tassa per i rifiuti è stata riaggiornata a 24 ore dalla precedente. Appuntamento, quindi, alle 17.00 di oggi (più il consueto spazio temporale dovuto ai ritardi vari), quando alla scadenza fissata per l’approvazione mancheranno soltanto due giorni.

Dibattito diviso tra differenziata e spazzamento

La Giunta proverà, quindi, a far sì che una volta per tutte si risolva questo braccio di ferro con il Consiglio comunale, che in maniera quasi compatta continua a ribadire il proprio no ad un aumento ritenuto inaccettabile. Non sono bastati ieri pomeriggio gli appelli degli assessori Previti e Musolino, che ancora per l’ennesima volta hanno ripercorso quanto fatto dall’amministrazione De Luca, spiegando i motivi per cui il sacrificio chiesto ai cittadini andrebbe a trasformarsi in un miglioramento dell’operato complessivo di Messina servizi. E sarebbe sempre lo spazzamento il servizio sull’ago della bilancia, in bilico tra i fondi che ci sarebbero in caso di approvazione e quelli mancanti se dovesse arrivare definitivamente la bocciatura. Il vice sindaco Carlotta Previti ha parlato di “delibera che consentirà di migliorare questo percorso intrapreso per Messina e che sta facendo distinguere la città anche a livello nazionale”. Un percorso fatto soprattutto di raccolta differenziata, al centro dell’intervento anche dell’assessore Musolino che ha confrontato i dati con Catania e Palermo, ritenute “così distanti per percentuali di raccolta che è come se noi gareggiassimo in Champions League e loro in Serie C”.

I dati del presidente Lombardo

C’ha provato anche il presidente di Messina Servizi Giuseppe Lombardo, che ha parlato di un incremento nella differenziata del 35% tra 2020 e 2019 sul territorio peloritano contro un centro-sud che si è “fermato” al 4%: “e in più sui focus regionali l’incremento risulta di 4611 tonnellate, di cui il 50% l’ha fatto la sola città di Messina. Abbiamo creduto in una rivoluzione apprezzata da tutti. È vero che abbiamo delle criticità ma non c’è un’emergenza sanitaria”. Ciò nonostante, né le percentuali né i paragoni calcistici sono bastati ad ottenere un sì. Attraverso gli interventi dei consiglieri è stata ribadita la situazione critica di tante parti della città e quanto sia ritenuto inaccettabile chiedere ulteriori sacrifici ai cittadini, che invece si sarebbero aspettati una diminuzione della tassa a fronte degli sforzi fatti per “adeguarsi” in breve tempo alla raccolta differenziata e dei precedenti proclami della stessa amministrazione. Lo scontro si fa ogni giorno più duro e i tempi diventano sempre più serrati. I messinesi continueranno a seguire la saga della Tari a partire da oggi pomeriggio, con il sottofondo del ticchettio insistente dell’orologio e in attesa del gong previsto per il 31 luglio.

La caduta tattica del numero legale

In virtù dell’abbandono in massa di ieri sera del gruppo misto (consiglieri vicini a De Luca che hanno fatto cadere tatticamente il numero legale) e Forza Italia, questa sera basteranno 9 voti per l’approvazione del Piano.