Politica

Messina. Cateno De Luca si dimette da sindaco per ambizione personale. L’ostruzionismo del Consiglio è un pretesto

E’ chiaro come il sole che Cateno De Luca si dimette da sindaco di Messina e si candida alla presidenza della Regione per ambizione personale. E’ una pulsione legittima e anche umanamente comprensibile ma nulla ha a che vedere con le motivazioni che il sindaco di Messina va adducendo per giustificare la sua scelta. De Luca ha la ferma intenzione di capitalizzare la popolarità acquisita in tutta la Sicilia soprattutto attraverso una determinata quanto aggressiva gestione dei social media. Ogni sua eclatante azione, anche quando si poneva in contradddizione con proteste precedenti, aveva ed ha l’obiettivo di accrescere il suo peso specifico come agitatore politico in lotta con il potere sempre descritto come inetto, ingiusto, prepotente e approfittatore. Insomma si è presentato e si presenta come il paladino degli umiliati dal sistema. Nelle diverse situazioni che si sono via via succedute ha esercitato un presenzialismo stressante prendendosela con tutte le autorità, da quelle nazionali a quelle regionali con il risultato finale di isolare politicamente la nostra città.

La candidatura di De Luca alla presidenza della Regione non può attendere

Tutto questo armamentario propagandistico serve a sostenere l’ambizioso progetto personale di Cateno De Luca. Dopo i passaggi realizzati con coraggio ed efficacia sin qui, che da sindaco di Fiumedinisi lo hanno portato alla massima carica amministrativa di Messina, adesso è il momento di spiccare il volo verso Palazzo d’Orléans. da “sindaco della Sicilia”. De Luca è convinto che questo sia il momento giusto e non intende sprecarlo.

Ma, se questo è vero, come ormai risulta chiaro a molti messinesi, assume i contorni del pretesto il tentativo da parte del primo cittadino di giustificare le sue dimissioni con la necessità di rinnovare un consiglio comunale troppo ostruizionistico nei suoi confronti. La realtà dei fatti dimostra in verità il contrario. Semmai c’è da dire che il civico consesso avrebbe potuto e dovuto entrare maggiormente nel merito delle questioni. Su diversi aspetti, infatti, era più che necessario incalzare il sindaco e la sua giunta, naturalmente mantenendo uno spirito costruttivo e agendo nell’interesse della comunità senza strumentalizzazioni.

Il consiglio comunale avrebbe dovuto incalzare di più la giunta De Luca

Per il resto, a parte alcuni episodi, giunti peraltro al culmine di uno scontro esacerbato dai dileggi e dagli insulti continui del sindaco nei confronti dei consiglieri, l’assemblea di Palazzo Zanca ha di fatto approvato quasi tutti i provvedimenti proposti dalla giunta De Luca. E anche quando, come nel caso del piano Tari, li ha respinti, il civico consesso ha democraticamente esercitato la funzione di controllo e di indirizzo che gli è assegnato per le questioni di competenza. Per il resto il consiglio comunale ha dato seguito senza intralci sostanziali al percorso dell’amministrazione De Luca. Ricordiamo, a questo proposito il via libera al nuovo Piano di Riequilibrio, conosciuto come il Salva Messina, attualmente all’attento vaglio della Corte dei Conti. Numerosi e significativi in termini di responsabilità sono stati poi i riconoscimenti di debiti fuori bilancio, passaggio essenziale anche per il successo dello stesso Piano di Riequilibrio. I bilanci comunali, finalmente esitati in tempo, con il giustificato vanto di De Luca, hanno avuto sempre il consenso del consiglio. Anche gran parte delle modifiche regolamentari proposte sono passate, magari con qualche emendamento che non va sempre e necessariamente confinato nell’area della lesa maestà. Perciò dov’è l’ostruzionismo?

Gli elettori sapranno valutare l’operato del sindaco De Luca

Inoltre, le prerogative del sindaco sono tali e tante che il suo margine di manovra è molto ampio e può articolarsi anche a prescindere dal consiglio comunale. Pertanto se non è andato tutto per il verso giusto e qualche situazione ha conosciuto rallentamenti è soprattutto all’azione di De Luca che bisogna guardare. E se la volontà di candidarsi alla presidenza della Regione non dovesse essere smentita dall’ennesimo, stucchevole colpo di scena a beneficio di diretta Facebook, i cittadini messinesi e non solo saranno capaci di valutare l’operato del sindaco. Sgombrato il campo dai fumi della propaganda, gli elettori sapranno riconoscere i risultati ottenuti, quelli che sono ben lontani dal successo e quelli ancora nell’iperuranio delle intenzioni. I cittadini non hanno l’anello al naso e capiscono quello che succede attorno a loro.

L’ennesimo salto nel vuoto di una sfortunata città

Cateno De Luca, da politico navigato e capace, da quando ha deciso di correre per la prestigiosa carica di Presidente della Regione, ha mosso tutte le leve a disposizione per dare sostanza alla sua candidatura. Anche il tour musicale di questa estate in giro per l’isola è servito a stabilire e rafforzare relazioni in vista delle elezioni regionali. Basterà? De Luca è convinto di avere buone possibilità. I successi del passato confortano il suo azzardo. Ciò che non conforta affatto è la prospettiva nebulosa che si apre per la nostra città. In piena pandemia, con una crisi economica che attacca le fondamenta della nostra economia e fa partire tanti, troppo giovani da Messina, un salto nel vuoto non era per nulla necessario.