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Messina, ex Teatro in Fiera. Mega: “Progetto può essere aggiustato ma va concluso”

“Anche io sono rimasto particolarmente colpito dalle foto che ritraggono quello scorcio dello Stretto che, dopo la demolizione del vecchio fabbricato, è direttamente visibile da viale della Libertà”. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto di Messina, Mario Mega, condivide i sentimenti di tanti messinesi, che vorrebbero che lì non si ricostruisse nulla e venisse lasciata libera la visione del mare.

Peccato che, di questo, ce ne si accorga solo a lavori in corso, come se prima non si sapesse che dietro l’ex Teatro in Fiera c’era lo Stretto di Messina. Erano in tanti i cittadini, a dire il vero, a ripetere che avrebbero voluto vedere demoliti tutti (o quasi) i fabbricati della vecchia Fiera, per creare un prolungamento della Passeggiata a mare. Voci rimaste sempre inascoltate e condivise solo ora. La nuova struttura potrebbe essere ricostruita altrove (ma dove?) e vorrebbe dire stravolgere un progetto affidato a un’impresa che sta già lavorando, quasi impossibile.

“Ok ad aggiustamenti per limitare gli impatti ma la ricostruzione va portata velocemente a termine”

Ecco perché Mega ritiene “che occorra non farsi guidare, per certe scelte, solo dalle emozioni bensì trarre da esse spunti per giungere a riflessioni più ampie che tengano conto anche delle funzioni che quelle aree devono e possono svolgere” e pensa “che gli interventi in corso sia bene che vengano portati velocemente a termine per così come sono stati pensati, magari con qualche aggiustamento che ne limiti gli impatti anche perché – pur con la nuova struttura, dice – oltre a rendere nuovamente disponibili in quelle aree dei luoghi di aggregazione e di esposizione al coperto consentiranno di restituire alla libera fruizione dei cittadini già una prima parte dell’affaccio sullo Stretto prolungando l’attuale passeggiata a mare ed assicurando, senza recinzioni e cancellate, che tutti possano beneficiarne”.

Concorso di progettazione per il fronte mare Boccetta – Annunziata

La Fiera, Mega l’ha ribadito più volte ai nostri microfoni, rientra in un progetto di riqualificazione del fronte mare da Boccetta ad Annunziata, compresa la rada San Francesco, che sarà liberata dal traffico navale una volta completato il nuovo porto di Tremestieri. E infatti nel Piano operativo triennale approvato nello scorso agosto, “l’idea che si vuole perseguire è quella di dotarsi, attraverso un concorso di progettazione a livello internazionale, di un masterplan unitario di tutta l’area demaniale che va dalla fine del porto operativo al torrente Annunziata in cui individuare come consentire l’utilizzo dei vari tratti di costa ma anche quelle specifiche dei singoli corpi edilizi presenti in quel compendio non escludendo anche la possibilità che alcuni, se non vincolati dalla Soprintendenza, possano essere anche demoliti”. Come data limite per la pubblicazione del concorso di progettazione era stata indicata la fine del 2021.

Piano regolatore portuale. “Scopo principale è la fruizione urbana, non il diporto”

E, a proposito di quanto contenuto nel Piano regolatore portuale per l’area da Boccetta ad Annunziata, Mega fa un’importante precisazione proprio sulla restituzione dell’affaccio a mare alla città. “Alcune soluzioni proposte non mi sembra che aiutino a “restituire” il mare ai messinesi o, quantomeno, a tutti”. Il presidente non vuole “eliminare la possibilità che vi siano parti destinabili a diporto” ma vuole evitare “che finiscano per costituire lo scopo principale dell’intervento”, che deve essere invece la fruizione urbana.

“Credo debba essere inteso soprattutto come la possibilità che ciascun messinese, oltre che turista di transito, possa godere della vista dello Stretto, quasi a toccarlo, per poterci trascorrere in assoluta tranquillità momenti spensierati di socializzazione, di attività fisica ovvero anche solo per una passeggiata rigenerante. Questo approccio accomuna certamente i più ma poi sono differenti le modalità con cui tutto questo può essere consentito oltre che percepito. Per godere di certe suggestioni occorre comunque che le aree siano dotate di servizi, siano facilmente accessibili, siano sempre manutenute, siano presidiate e sicure perché il loro utilizzo non divenga presto una esperienza negativa. In sostanza la loro trasformazione dovrà essere nei fatti sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale”.

“Fruizione per tutti, non solo per circoli, associazioni o operatori”

Un altro aspetto importante. “La fruizione dovrebbe essere veramente possibile per chiunque e non solo per alcuni privilegiati come spesso accade in tutte le circostanze dove porzioni di fronte mare urbano vengono concesse a circoli, associazioni o operatori che li valorizzano certamente ma a beneficio non di tutti ma di quelli che si possono permettere di partecipare a questi club esclusivi. Ecco allora che le emozioni devono guidarci al meglio per fare scelte razionali che evitino, ancora una volta, di cambiare l’aspetto della città a vantaggio di pochi”. E’ esattamente ciò che avevamo scritto pochi giorni fa.

“Funzione non solo portuale, accettiamo consigli”

“Siamo disponibili ad accettare consigli e suggestioni sul futuro di tutte le aree restanti – conclude  – convinti come siamo che la loro funzione non sia esclusivamente portuale e che quindi occorra aprirsi alle contaminazioni positive per assicurare che le scelte siano fatte nell’interesse vero della collettività”.