Giunta e Consiglio “chiudono” per ferie… ma problemi e scadenze non vanno in vacanza

La Giunta ed il Consiglio Comunale si apprestano a “chiudere” per ferie. Venerdì 12 sarà l’ultimo giorno di attività a Palazzo Zanca prima della pausa estiva, che per il sindaco e gli assessori si concluderà lunedì 22 agosto mentre per i consiglieri martedì 23 agosto.

Durante i dieci giorni di stop programmati dagli amministratori e dai rappresentanti del Civico Consesso, a non andare in vacanza saranno i problemi e le scadenze che il Comune è obbligato a rispettare nelle prossime settimane.

Negli ultimi dieci giorni è tornata prepotentemente d’attualità l’ipotesi dissesto e a creare maggiore preoccupazione è ovviamente la scadenza 30 settembre: entro quella data il Consiglio comunale dovrà approvare la rimodulazione del piano di riequilibrio (dentro il quale sono stati scaricati tutti debiti del passato di Palazzo Zanca), che presenta già buchi piuttosto evidenti. Dal monitoraggio interno disposto dall’assessore al bilancio e al risanamento finanziario Luca Eller Vainicher è infatti emerso – per sua stessa ammissione – un disequilibrio che oscilla tra i 50 e i 100 milioni di euro causato dalla mancata realizzazione di alcune misure di risanamento contenute nella manovra decennale.

Per far arrivare la rimodulazione in Aula prima del 30 settembre, è evidente che la giunta dovrà predisporre ed esitare la delibera al massimo entro il 10 settembre. A quel punto il provvedimento passerà nelle mani del Collegio dei revisori, che dovrà emettere il parere, e solo dopo potrà arrivare in Aula.

Il Comune è sull’orlo del baratro e il rischio default è una eventualità tutt’altro che remota. Del resto dopo l’operazione verità di Eller in conferenza stampa, la giunta Accorinti si è premurata a negare che sia pronta la delibera sul dissesto ma non ha negato lo squilibrio emerso nel piano né le difficoltà di chiudere il bilancio di previsione 2016, che dovrà agganciarsi perfettamente con la manovra decennale. Per far quadrare i conti, in ballo ci sono i tagli ai servizi sociali, come spiegato da Eller in una delle ultime sedute della commissione bilancio (vedi qui)

A proposito di piano di riequilibrio e di scadenze da rispettare, dopo oltre un anno dall’approvazione dell’ultima versione del piano di riequilibrio (risalente al 28 febbraio 2015), il segretario /direttore generale Antonio Le Donne – che ha partecipato attivamente alla redazione della manovra finanziaria insieme a Guido Signorino –ha capito che non c’è più tempo da perdere e ha dato un ultimatum ai dirigenti affinché istruiscano le delibere sui debiti fuori bilancio da portare in Consiglio Comunale.

Lo scorso 5 agosto – prima di partire per le ferie – Le Donne ha infatti firmato una nota interna indirizzata al ragioniere generale Cama ai dirigenti e per conoscenza a sindaco ed assessori, sollecitando i responsabili dei vari Dipartimenti a predisporre entro giovedì 8 settembre «con riferimento ai debiti censiti e finanziati con il Piano di Riequilibrio…tutte le proposte di deliberazione di consiglio comunale per il riconoscimento dei debiti fori bilancio».

Il super manager di Palazzo Zanca invita i dirigenti ad avviare l’iter amministrativo-contabile secondo le seguenti priorità: delibere relative a creditori che vantano un importo sino a 50mila euro; delibere relative ad accordi già sottoscritti con i creditori (vale a dire le famose transazioni, che secondo le linee guida della Corte dei Conti dovevano essere presentate contestualmente al piano di riequilibrio).

Le Donne dà infine disposizioni precise anche a Cama, invitandolo ad «organizzare il dipartimento in modo tale da istituire un Ufficio dedicato alla espressione del parere sulle proposte di deliberazione…».

La lettera-ultimatum del segretario/direttore generale ha creato malumore tra i dirigenti e i dipendenti, visto che Agosto è un periodo dell’anno in cui gli uffici si svuotano per le ferie ed il lavoro “ordinato” da Le Donne è particolarmente impegnativo, in quanto richiede tempo e in molti casi il recupero di corposa documentazione . Emblematica è la risposta fornita a Le Donne dal dirigente del Dipartimento Lavori Pubblici, Antonio Amato, il quale – con nota inviata il 6 agosto- fa presente che «il termine assegnato non è congruo e difficilmente potrà essere rispettata la scadenza indicata».

Come ricordato poc’anzi, l’ultima versione del piano di riequilibrio è stata approvata il 28 febbraio 2015, ma solo adesso che siamo ad agosto 2016 Le Donne si è ricordato di sollecitare i dirigenti a predisporre le delibere sui debiti fuori bilancio per il riconoscimento da parte del Consiglio Comunale, così come prevede il Testo Unico degli enti Locali e così come più volte indicato dalla Corte dei Conti.

Se fosse una disciplina riconosciuta, il Comune di Messina sarebbe campione olimpionico di corsa contro il tempo. Nonostante le imminenti ferie di sindaco, assessori e consiglieri è già iniziata quella per rimodulare e rendere sostenibile il piano di riequilibrio.

Se la missione fallirà, il dissesto sarà inevitabile.

Danila La Torre