Politica

Pd & ricorso sul tesseramento, la Federazione reggina: nessun’anomalia

REGGIO CALABRIA – Replica con toni sostenuti alle accuse cuperliane di anomalie sostanziali nell’avvicinamento alle Primarie del Partito democratico.

Morabito & C.: «Ora 600 iscritti in meno del 2021, tutto regolare»

Intanto c’è la replica della Federazione metropolitana dèm di Reggio Calabria – guidata dal segretario Antonio Morabito – rispetto alla specifica questione del presunto «rigonfiamento» degli iscritti nel Reggino. «La Federazione metropolitana del Pd di Reggio Calabria precisa che nel 2021 gli iscritti al Pd erano 2.100 e che a oggi, di contro, sono circa 1.500; per cui, allo stato, per quanto ci riguarda riteniamo non esistano anomalie».

D’altronde, si aggiunge, la Commissione congressuale provinciale «sta procedendo alla cancellazione di tutte le tessere effettuate con stessa carta di credito o stesso account PayPal o bonifico oltre le prime tre tessere».
Soprattutto, si ribadisce che la Federazione reggina «è impegnata con serietà e rispetto degli iscritti, degli elettori, dei simpatizzanti e delle mozioni congressuali ad agire con la massima trasparenza e rigore».

Mazzuca, Drosi e Panetta: accuse «frettolose e non veritiere»

Altra risposta dai toni altrettanto drastici arriva dai presidenti delle Commissioni di Cosenza (Giuseppe Mazzuca), Catanzaro (Michele Drosi) e Reggio (Giuseppe Panetta): «Le dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa in queste ore dai rappresentanti della mozione Cuperlo in Calabria non corrispondono alla realtà dei fatti e, per come formulate, sembrano avere il solo obiettivo di creare allarmismo e avvelenare il clima prima dell’importante appuntamento congressuale che servirà al Pd per scegliere il nuovo segretario nazionale. Gravissimo – affermano ancora i presidenti delle Commissioni – che siano state diffuse agli organi di stampa ancora prima della presentazione ufficiale del ricorso, ad oggi non pervenutoci, a dimostrazione dei reali intenti di chi, evidentemente, vuole soltanto insinuare dubbi e sottrarsi al confronto democratico in atto», asseriscono i tre presidenti di Commissione provinciale.

Nel merito, poi, vengono censurate «affermazioni frettolose e non veritiere» sul tesseramento, che invece risulta «regolare e alla sua conclusione le operazioni relative sono state approvate, all’unanimità, dalle Commissioni preposte in ogni singola Provincia» con dati in calo rispetto al 2021 («ma in perfetta linea con il dato nazionale e con gli esiti del controllo effettuato dalla piattaforma nazionale»).