Società

Ponte sullo Stretto, Siviero e alcuni professori scrivono a Draghi: “Progetto esiste, Giovannini sbaglia”

Enzo Siviero, rettore dell’Università E-Campus e uno dei maggiori docenti d’Italia, impegnato da sempre nella progettazione di ponti, ha inviato una lettera aperta al premier Mario Draghi in cui si torna, ancora una volta, a parlare di Ponte sullo Stretto. Insieme a lui hanno firmato il documento altri professori di tutto il Paese, cioè Giulio Ballio, Claudio Borri, Alberto Castellani, Piero D’Asdia, Giuseppe Muscolino e Alberto Prestininzi. I docenti chiedono chiarezza e intervengono in merito alla fattibilità e alla progettazione della struttura che collegherebbe le due sponde dello Stretto di Messina, a qualche settimana dalle dichiarazioni del ministro Giovannini.

Il messaggio di Siviero

Siviero ricorda che “circa la metà del costo del “progetto ponte” è destinata alla realizzazione di viadotti e gallerie per rendere possibile i collegamenti autostradali e ferroviari con le reti di trasporto esistenti e programmate. In effetti non è stato progettato solo il Ponte, ma tutto il collegamento stabile viario e ferroviario tra Sicilia e Continente, ivi compresa la realizzazione della Metropolitana, lo spostamento della Stazione Ferroviaria di Messina, la riqualificazione dei due Waterfronts Messina-Villa San Giovanni, nonché tutte le opere di mitigazione ambientale. Va da sè che eventuali altre soluzioni comporterebbero ulteriori studi stravolgendo completamente il lavoro fatto e le soluzioni progettate, con conseguenti tempi e costi difficilmente prevedibili”.

Il professore, inoltre, parla dello spopolamento di Calabria e Sicilia, dando all’opera un compito preciso, quello di ridare impiego a tanti operai e cittadini che, invece, sono attualmente “sotto-impiegati e hano necessità di sussidi statali”. Inoltre, Siviero lancia un appello (“Si sono persi 10 anni, non perdiamone altri 10”) e parla di incoerenza “di chi si straccia le vesti per il pericolo rappresentato dal cambiamento climatico e dall’eccessivo inquinamento, mentre, nel contempo, si accetta l’incremento delle emissioni climalteranti intensificando il traghettamento sullo Stretto, al solo scopo di rinviare la realizzazione di un’opera che, trascorso il breve periodo dei lavori, eliminerebbe il problema alla radice”.

La lettera dei docenti indirizzata a Draghi

Il messaggio di Siviero si affianca alla già citata lettera, inviata dai docenti, tutti nel comitato scientifico della concessionaria “Stretto di Messina spa”. Il punto centrale del documento è rappresentato dalle risposte al ministro Giovannini, che solo il mese scorso ha parlato di voler dare il via agli studi di fattibilità, in mancanza di un progetto “attuale”, bocciando quello a singola campata. I professori non ci stanno e analizzano in maniera specifica e dettagliata quanto fatto in precedenza, difendendo il proprio progetto “basato su regole e criteri ben più severi di quelli minimi prescritti delle normative strutturali, criteri rimasti inalterati anche nelle più recenti edizioni delle Norme europee e nazionali”.

Più avanti si legge inoltre: “Nel progetto definitivo in particolare sono stati studiati, verificati e risolti i problemi tecnici connessi all’azione sismica (che nella soluzione a campata unica risulta decisamente meno penalizzante di quella del vento), dove è stato assunto come “sisma di riferimento” il disastroso terremoto di Messina del 1908; all’azione del vento particolarmente condizionante; ad un possibile effetto Tsunami; ai carichi mobili ferroviari e stradali; ai giunti speciali per gli effetti termici; agli urti accidentali da aeromobili; al continuo monitoraggio strutturale e ambientale. Inoltre sono state studiate approfonditamente le ricadute socio-economiche per il territorio ed è stata sviluppata una attenta stima analitica dei costi”. In chiusura, i professori dichiarano di essere a disposizione di Draghi “per ogni approfondimento dei contenuti espressi in modo sintetico in questa lettera e nelle relative note in calce” e confidano “che il Ministro Giovannini possa riconoscere l’esistenza del progetto definitivo depositato nel 2011, la sua qualità e attualità, nonché il suo stato di estremo dettaglio”.