Guerra dei numeri all’Atm, i revisori: «Importante squilibrio finanziario»

Qual è la verità sui conti dell’Atm? E’ questo l’interrogativo emerso con forza dopo il cambio al vertice nell’azienda trasporti di via La Farina, con il passaggio di consegne tra il vecchio presidente Giovanni Foti , scelto dall’ex sindaco Accorinti, e l’attuale presidente Pippo Campagna, chiamato dal sindaco De Luca. In queste settimane si è innescata una guerra di numeri, che ha messo gli uni contro gli altri anche i sindacati, come si è visto nell’ultima seduta di commissione viabilità di Palazzo Zanca (VEDI QUI). Durante l’acceso dibattito in commissione sono stati chiamati in causa anche i revisori dei conti dell’Atm.

Secondo il consigliere di Sicilia Futura Nino Interdonato «l’ultima relazione dei Revisori dei Conti sul bilancio dell’azienda non presentava particolari criticità». Ma è davvero così? Non esattamente, perché la relazione allegata al bilancio consuntivo 2016 dell’Atm , che è l’ultimo bilancio esitato dall’azienda, evidenzia numerose e gravi criticità.

Il presidente del Collegio Felice Genovese e gli altri due componenti, Consuelo Maisano e Claudio Iozzi, nella parte finale della relazione – prima di esprimere comunque parere positivo – scrivono testualmente: «Il Collegio seppur valutando positivamente il notevole sforzo effettuato dagli amministratori per rilanciare l'azienda trasporti, che in effetti si è tradotto in un aumento dell'offerta dei servizi resi con conseguente crescita della domanda e dei relativi introiti, non può non evidenziare l'importante squilibrio finanziario in essere, così come indicato nella relazione di gestione dall'organo amministrativo. Altresì, il preoccupante aumento dei debiti dovuto alla mancanza di liquidità per la mancata copertura delle perdite pregresse da parte dell'ente proprietario, rischia di vanificare ogni sforzo in quanto la gestione è appesantita ogni anno dalle richieste di cospicue somme a titolo di sanzioni e/o interessi da parte dei competenti enti creditori,. Il risultato positivo di esercizio viene raggiunto grazie alla transazione firmata con il Comune di Messina».

Ma vediamo più nel dettaglio alcuni rilievi mossi dai revisori relativamente alle singole voci di bilancio

  • CREDITI

«In merito ai "Crediti", che registrano un incremento di circa il 20% rispetto all'esercizio 2015 – si legge nella relazione – i Revisori esortano l'Organo Amministrativo a monitorare l'esigibilità e le scadenze degli stessi e le eventuali azioni di recupero al fine di non appesantire ulteriormente la situazione finanziaria dell'Azienda Trasporti Messina».

Di seguito i crediti elencati dal Collegio sindacale:

– I "Crediti v/clienti" entro i dodici mesi ammontano ad € 2.839.779 di cui gli importi più rilevanti sono relativi al Comune di Messina per € 391.803, Istituto Servizi Sociali del Comune di Messina per € 526.427, Università degli Studi di Messina per € 505.113, PubliOne per € 146.400. Tale voce comprende anche i "Crediti v/clienti per fatture da emettere" che ammontano ad € 1.316.154 di cui gli importi più rilevanti sono relativi al corrispettivo dovuto dal Comune di Messina per il mese di Dicembre per € 1.189.586 e agli abbonamenti per gli studenti dovuti dall'Università di Messina per € 107.670.

-i "Crediti v/controllanti entro 12 mesi" pari ad € 7.690.077 rappresentano il credito vantato nei confronti del Comune di Messina

– I "Crediti v/altri" ammontano ad 19.572.529 euro di cui entro i 12 mesi 16.373.954 euro ed oltre i 12 mesi 3.198.575 euro. Tra questi ci sono anche le somme che la Regione deve dare come rimborso per i Km percorsi dai bus (2.437.410 euro)

– I "Crediti tributari" entro i dodici mesi ammontano ad € 2.561.611 e sono costituiti da "Erario c/Iva".

– I "Crediti v/istituti previdenziali" entro i dodici mesi ammontano ad € 93.068 e sono costituiti da "Inail c/rimborsi".

– I "Crediti tributari" oltre i dodici mesi, si riferiscono al credito Iva quantificato in euro 1.342.155,30 da rimborsare all'Azienda Trasporti per il quale è in essere un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate di Messina presso la Commissione Tributaria Regionale a seguito di appello proposto dalla stessa Agenzia delle Entrate alla sentenza n 448/01/07 della Commissione Tributaria Provinciale.

  • DEBITI

Come sottolinea il Collegio dei revisori dei conti, c’è il nodo del "Fondo per rischi ed oneri", che per il 2016 risulta utilizzato nell'esercizio per € 149.269 e non registra alcun accantonamento al 31.12.2016.

Nella relazione viene altresì sottolineato che « il saldo contabile dei "Debiti Tributari" al 31.12.2016 ammonta ad € 12.480.245 mentre quello relativo agli "Istituti di Previdenza" ammonta al 31.12.2016 ad € 18.524.275».

Di fonte a questi numeri i revisori hanno fatto suonare il campanello d’allarme: « Il dato che emerge relativamente ai debiti tributari e previdenziali è molto preoccupante a parere di questo Collegio in quanto si incrementa anno dopo anno. I Revisori, COME GIÀ RIPORTATO IN NUMEROSI VERBALI, invitano gli Organi responsabili dell'Azienda Trasporti Messina a porre in essere senza indugio tutti quei rimedi necessari per sanare l'esposizione verso l'Erario e gli Enti di previdenza al fine di non aggravare con ulteriori sanzioni amministrative ed interessi la situazione debitoria in essere, oltre a non incorrere nelle sanzioni penali previste dalla normativa vigente».

E l’elenco dei debiti è molto lungo:

– i "Debiti v/Fornitori" che al 31.12.2016 ammontano ad C 16.278.991 di cui 14.916.698 relativi al conto "Debiti verso Fornitori", € 1.362.293 al conto "Fatture da Ricevere", relativamente a tale voce si registra un incremento di circa il 15% rispetto all'esercizio precedente.

– i "Debiti verso altri finanziatori" oltre i 12 mesi il cui saldo ammonta ad € 444.135 rappresentano il debito contratto per il Progetto SET, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca, che doveva essere utilizzato per l'acquisizione di nuovi strumenti per monitorare le domande di mobilità urbana, la gestione della flotta aziendale e l'informazione collettiva all'utenza. Ad oggi il progetto non è stato ancora portato a compimento. A tal proposito i Revisori invitano, ancora una volta, gli organi Responsabili dell'Azienda Trasporti a definire la situazione in essere in quanto per la realizzazione di tale progetto sono state impiegate parecchie risorse finanziarie di cui l'azienda avrebbe potuto beneficiare per risanare la propria situazione debitoria.

– i "Debiti v/Banche" al 31.12.2016, ammontano ad € 6.610.150 registrando una sensibile diminuzione rispetto ad € 8.312.138 saldo dell'esercizio 2015;

– i "Debiti v/altri" al 31.12.2016 ammontano ad € 11.791.301, così suddivisi: € 9.483.824 a debiti verso la Serit per rateizzazioni 2009-13-14-15-16 in corso; € 662.767 a debiti per ratei 14° mensilità; € 640.549 a debiti Tarsu; € 3.900 a debiti verso ASSTRA; € 8.369 per debiti per ritenute paga ANF/alimenti coniuge; € 34.525 per debiti per ritenute paga CODATAMM/Cassa mutua; € 450,00 per debiti relativi a cauzioni; € 795.520 per debiti verso personale c/retribuzioni; € 9.623 per debiti relativi a ritenute sindacali; € 120.346 per debiti verso Fondi Pensioni; € 9.802 per debiti verso la CCIAA di Messina; € 21.625 per debiti verso il Dipartimento telecomunicazioni.

  • IL PATRIMONIO NETTO

«Il Patrimonio Netto – scrivono i revisori – riporta al 31.12.2016 un saldo negativo pari ad € 31.916.291. Il Collegio dei Revisori fa presente che il Comune di Messina ha l'obbligo non solo di verificare i risultati di gestione, ma di approvare gli atti fondamentali e di provvedere alla eventuale copertura dei costi sociali, in altri termini deve inserire i risultati di gestione dell'Azienda Trasporti Messina nel proprio bilancio. A tal proposito, i Revisori prendono atto che ad oggi, si è ancora in attesa, da parte del competente Ministero, dell'approvazione del piano di riequilibrio del Comune di Messina in cui sono state inserite le somme per il ripianamento delle perdite pregresse dell'Azienda e per la ricostituzione del Capitale.

  • SPESE PER IL PERSONALE

– Le "Spese per il personale" riportano un saldo al 31.12.2016 di € 21.955.889 in aumento rispetto all'esercizio precedente e con un incidenza del 65% circa sul Valore della produzione.

Il Collegio evidenzia che i Ricavi derivanti dall'incasso del ticket nella ZTL pari ad € 2.578.641, considerata la diminuzione degli addetti trasferiti ad altri reparti, è sufficiente a coprire il costo del personale impiegato.

  • ONERI FINANZIARI

– La voce "Oneri Finanziari", il cui saldo al 31.12.2016 è pari ad € 1.615.331 è composta per € 192.417 da interessi passivi verso Istituti di Credito, per € 602.346 da interessi passivi verso fornitori, per € 739.378 da interessi passivi relativi alle rateizzazioni in corso con la Serit e l'Agenzia delie Entrate e per € 81.188 da interessi passivi per Leasing e altri finanziamenti.

  • I BILANCI NON APPROVATI

I revisori dell’Atm evidenziano che «non risultano ancora approvati dal Consiglio Comunale i progetti dei bilanci consuntivi dal 2002 al 2015, senza alcuna motivazione tecnico-contabile, il che, oltre ad essere inspiegabile visto che il medesimo Consiglio Comunale ha invece approvato il citato Piano di riequilibrio contenente la copertura delle perdite accumulate negli anni, non fa rispettare il principio della continuità dei bilanci creando un grave pregiudizio nei confronti dell'Azienda e dei terzi creditori. Pertanto il Collegio invita gli Amministratori di A.T.M. – nelle more che il Consiglio Comunale si determini sui progetti di bilancio pregressi – a pubblicare comunque il progetto di bilancio consuntivo 2016, unitamente alla presente relazione, sia sul sito internet dell'Azienda che depositando il tutto presso la competente Camera di Commercio, al fine di dare opportuna evidenza dell'andamento economico- gestionale ai terzi».

Ovviamente della relazione prodotta dal Collegio dei revisori dei conti erano perfettamente a conoscenza i vertici dell’Atm.

Lo stesso Daniele De Almagro, recentemente sospeso dalla carica di direttore generale perché coinvolto nell’inchiesta “Terzo Livello”, nella sua relazione allegata al bilancio 2016, scriveva non solo che «l’azienda, pur essendo stata risanata sotto il profilo gestionale, non è in equilibrio finanziario e patrimoniale» ma spiegava anche che nel 2016 i debiti erano addirittura aumentati rispetto al 2015 (VEDI QUI). Si sono cioè prodotti nuovi debiti rispetto a quelli ereditati dal passato.

Se negli ultimi 5 anni il servizio di trasporto pubblico è indiscutibilmente migliorato, lo stesso non può dirsi per i conti dell’azienda speciale del Comune.

Danila La Torre