Scuola

Scuola a Messina, come organizzare aule, mensa e bus. Doppi turni necessari?

Come far ripartire a settembre la scuola a Messina? “Avremmo bisogno di una bacchetta magica”. Così afferma Pietro La Tona, Presidente della commissione consiliare tenutasi alla presenza dei rappresentanti delle diverse circoscrizioni di Messina, per evidenziarne le esigenze specifiche.

L’incontro con i rappresentanti delle circoscrizioni

Dalla scorsa commissione, i passi in avanti sono stati un nuovo documento della Regione con delle leggere modifiche, l’invio da parte di tutte le scuole di un report sulle singole esigenze all’Ufficio Nazionale, l’incontro con i dirigenti scolastici. Ma sono ancora tante le domande e poco il tempo per rispondere, per questo intervengo i rappresentanti delle circoscrizioni, che più hanno chiaro il quadro del proprio territorio.

Le scuole hanno bisogno di 60 metri quadrati per accogliere 25 alunni, ma le classi sono più numerose, gli spazi mancano, e trovare nuovi locali non è così semplice. “Si deve tornare alla normalità, ma la normalità dell’edilizia scolastica messinese era già pessima” dichiara La Tona.

Sono stati finanziati 800 mila euro per il Pon, una cifra apparentemente alta ma non sufficiente. “Vanno svolti singoli interventi in 108 plessi, con tutti i paletti che la normativa prescrive, entro l’inizio della scuola il 14 settembre” spiega l’assessore Trimarchi.

Le esigenze: dalla mensa ai banchi, i trasporti, i doppi turni

“Vorremmo assicurare a tutti anche il diritto alla mensa, con i pasti dichiarati già in azienda. Abbiamo chiesto a 22 presidi di fornire una planimetria aggiornata. Sappiamo che le richieste vertono, principalmente, sui banchi. Le maggiori difficoltà si orientano sulla diminuzione degli alunni presenti negli spazi disponibili. Vorremmo evitare i doppi turni perché didatticamente non sono la soluzione ideale e creerebbero non poche difficoltà alle famiglie. Speriamo con la somma assegnata di individuare locali idonei a spostare le classi, sfruttare le poche scuole dismesse ma utilizzabili e non troppo fuori dal centro; abbiamo per questo bisogno del sostegno di Atm e Messina Social City per gli spostamenti” continua Trimarchi.

Le criticità

Dalla prima ricognizione sono apparse le principali criticità, per esempio per quanto riguarda gli Istituti Comprensivi Mazzini- Gallo e Boer-Verona Trento, i quali condividono gli stessi ambienti e temono di non poter riaprire, ma è stato chiesto alla Sovrintendenza di intervenire. Così come per l’Istituto Pascoli Crispi, o per i grossi problemi in zona sud dell’Enzo Drago e del Principe di Piemonte, che ha bisogno di interventi più strutturali. “Qualche dirigente ci è venuto incontro con soluzioni a bassissimo costo, come una scala antincendio, sufficiente a recuperare gli ambienti” precisa l’assessore.

I Circoscrizione

Andre Merlino consigliere della I circoscrizione elenca le esigenze e possibilità del suo territorio: “le scuole di Molino, di Pezzolo e di Mili San Pietro offrono spazi nel pieno rispetto delle norme. In particolare, portiamo avanti la battaglia per concludere la ristrutturazione della scuola di Mili da anni, da quando, a causa dell’incendio che l’ha irreparabilmente danneggiata, i suoi studenti non hanno più avuto una collocazione stabile. Sono stati spostati nel plesso inferiore che ospita tre classi o nei locali parrocchiali. Il Covid ha, già, colpito fortemente le famiglie, non aggiungiamo ulteriori disagi con i doppi turni”.

III Circoscrizione

A parlare della III circoscrizione è il presidente Natale Cucè: “il quadro è preoccupante, abbiamo perso la direzione didattica dell’Istituto Giovanni XXIII per carenza di iscrizioni. Restano quattro direzioni didattiche. Al Principe di Piemonte, il secondo piano necessita interventi, dalla ristrutturazione dei bagni, degli infissi e delle porte all’impianto elettrico. Se entro il 14 non verranno fatti, il Principe avrà bisogno della rotazione. All’Enzo Drago abbiamo bisogno di aule che non ci sono, probabilmente il Don Bosco ha affittato ad un privato, quindi non è più disponibile, in sostituzione possiamo cercare delle aule dentro le chiese, ma bimbi hanno bisogno di spazi adatti a loro, di bagni piccoli. La scuola primaria Nino Ferraù e quella di Villaggio Aldisio devono ristrutturare il cortile esterno per recuperare le classi. L’Istituto Albino Luciani a Fondo Fucile è molto importante e va messo in sicurezza, è attorniato dalle baracche, gli infissi in legno si sbriciolano. L’Istituto La pira è stato ristrutturato di recente, il distanziamento è controllato dai dirigenti, sono ancora da climatizzare gli ambienti e il secondo piano non è agibile, ma basta una scala antincendio. Vorremo utilizzare nuovi spazi a Villaggio Santo per cui sarebbe opportuno un sopralluogo. Per le scuole pubbliche Ettore Castronovo è stato approvato un progetto di abbattimento e ricostruzione. È importante, per tutti i plessi, verificare le necessità o meno del doppio turno e il servizio di mensa, non possiamo permettere si rinvii”.

VI Circoscrizione

Si conclude con la VI municipalità le cui considerazioni espone il presidente Matteo Mangraviti: “abbiamo bisogno di incentivare il servizio scuolabus, poiché ci sono zone in cui non arriva; sfruttare le aree annesse alle parrocchie e le scuole strutturalmente idonee ma chiuse per carenza di iscrizioni, come quella in contrada Marotta, in cui si svolge il seggio elettorale. Così da aiutare anche gli abitanti dei paesi limitrofi e collinari”.

I bisogni delle famiglie

A mancare, prima di tutto è il tempo, i prossimi incontri delineeranno come agire il più prontamente possibile, ma i consiglieri sottolineano l’importanza di tenere conto non soltanto dei finanziamenti quanto invece delle famiglie, dei loro problemi e delle loro esigenze. “I doppi turni cambiano la vita delle famiglie, così come dei bambini che si trovano separati dai vecchi compagni di classe, o dal compagno di viaggio in pullman. Teniamo conto anche dei legami umani” sottolinea Giuseppe Schepis.

La didattica a distanza?

Una soluzione potrebbe essere quella di incentivare la rete Wi-Fi, una Wi-Fi zone, che permetta di proseguire la didattica, in parte, a distanza. Cucè, per esempio, precisa come le scuole abbiano munito, già, i bambini di tablet. Questa richiesta, commenta il presidente La Tona, è stata fatta presente ma al momento rimane inascoltata.

Resta ancora in via di sviluppo il futuro delle scuole messinesi post Covid.