Politica

Messina. Lo Giudice: “E’ l’ora dei fatti, Sicilia Vera unica alternativa alla politica degli ultimi 30 anni”. INTERVISTA

L’intervista audio al deputato regionale Lo Giudice: “Siamo di fronte ad una scelta generazionale e mi permetto di dire anche epocale, diversa rispetto al passato”

di Carmelo Caspanello
MESSINA – Onorevole Lo Giudice, due bagni di folla in appena due giorni, uno a Catania, alle Ciminiere riempito da mille e trecento persone per la convention di Sicilia Vera, l’altro a Santa Teresa di Riva: il primo per la presentazione della candidatura al parlamento regionale, l’altro come candidato sindaco per il secondo mandato a Santa Teresa di Riva, dove ha tenuto il comizio inaugurale. Ha detto che era particolarmente emozionato. Ma dove è stata l’emozione più forte?

“Senza dubbio a Santa Teresa – risponde il deputato regionale e sindaco del centro jonico, Danilo Lo Giudice – perché non solo è la mia comunità ma perché il progetto lo sento più mio. Parlo di un progetto che ci vede protagonisti al 100% con un lavoro iniziato da cinque anni, di cui adesso dobbiamo raccogliere i frutti. Sicuramente Catania è stato un altro momento importante, un momento però di condivisione con gli altri candidati alla Regione della nostra squadra, con Cateno De Luca candidato presidente della Sicilia. Anzi, come ama dire lui, sindaco di Sicilia”.

Cateno De Luca aveva detto che alla Regione non avrebbe candidato, nelle sue liste, deputati uscenti. Ma il primo candidato è Danilo Lo Giudice. E lei è deputato uscente. Cosa sta accadendo?

“In realtà io sono l’unico deputato uscente di Sicilia Vera. Sono stato eletto attraverso un apparentamento con il Movimento. Sicuramente non ci saranno candidati uscenti che fanno parte di altri schieramenti perché questo l’abbiamo detto e così faremo. Spero che Sicilia Vera decida ci sia una sorta di deroga per me. Ne abbiamo parlato, ovviamente, ma essendo io deputato di Sicilia Vera, ritengo sia giusto tenermi in considerazione, anche per quello che ho dato in questi 15 anni al Movimento”.

Restiamo a Palermo. Il centrodestra è in frantumi, il centrosinistra sta cercando di trovare la quadra. In mezzo c’è Sicilia Vera. Lo Giudice e Sicilia Vera dove potranno arrivare?

“E’ chiaro che darò il mio contributo rispetto al mio ruolo, ma siamo di fronte ad una scelta generazionale e mi permetto di dire anche epocale, diversa rispetto al passato. Sia il centrodestra quanto il centrosinistra hanno dimostrato negli ultimi 30 anni, governando in maniera alternata gli uni rispetto agli altri, di non essere nelle condizioni di poter veramente rilanciare la nostra terra di Sicilia. Oggi c’è un’opportunità, ovvero una proposta progettuale politica che da un lato vede Cateno De Luca sì protagonista, ma dall’altro vede la Sicilia e i siciliani protagonisti di un cambiamento ormai necessario ed essenziale. Abbiamo già individuato i cinque punti programmatici sui quali costruiremo il nostro progetto. Ne individueremo sicuramente altri in questi mesi anche attraverso il confronto che abbiamo avviato nelle nove province siciliane e speriamo che effettivamente i siciliani apprezzino la nostra proposta, premiando le battaglie che con Sicilia Vera abbiamo condotto in questi anni”.

Quali sono i cinque punti programmatici a cui fa riferimento?

“Riguardano innanzitutto l’autonomia siciliana e quindi l’indipendentismo. Ed una burocrazia più snella, senza dubbio. Oggi per riuscire ad avere un’autorizzazione bisogna fare il giro di 7-8 palazzi e probabilmente alla fine non si riesce comunque a concretizzare nulla. La gente ha bisogno di risposte anche rispetto all’autonomia siciliana, ahimè tanto decantata e mai concretizzata. Così come l’organizzazione degli uffici, dei servizi e di tutta la macchina amministrativa. Sono elementi fondamentali. Ne ho citato giusto qualcuno per fare un esempio. La Sicilia è una terra meravigliosa, una terra straordinaria che però ha bisogno di essere governata e guidata con serietà, con capacità, anche rispetto ai bilanci. Noi abbiamo denunciato più volte le situazioni che riguardano il bilancio della Regione, spesso ahimè falsato. Sarà necessario avere uno strumento finanziario che tenga conto anche delle situazioni di bilancio delle società partecipate e qualora dovessero emergere criticità devono essere tenute in considerazione. Al contempo bisogna avviare una logica di risanamento da un punto di vista economico-finanziario, quanto mai essenziale e necessario per ripartire”.

Prima ho chiesto Lo Giudice e Sicilia Vera dove possono arrivare riferendomi ai deputati che Sicilia Vera potrà portare alla Regione. Ma a suo avviso Cateno De Luca quante chance ha per arrivare alla presidenza. Ci credete davvero?

“E’ chiaro che quando partecipi ad una competizione elettorale ci credi davvero. Siamo convinti di un fatto: al di là di quelli che sono attualmente i sondaggi (per carità non siamo innamorati dei sondaggi) oggi Cateno De Luca è dato al 15-16% e, diciamo, non abbiamo ancora iniziato se non sabato con la manifestazione alle Ciminiere di Catania. E’ sicuramente una percentuale importante. Al di là di questo, però, mi piace sottolineare come questa proposta politica sia realmente considerava tutt’oggi il terzo polo o in alcuni casi il… terzo incomodo. Abbiamo rifiutato anche delle offerte che ci sono state fatte sia da una parte quanto dall’altra. Oggi credo che siamo nelle condizioni di offrire una proposta politica seria che i siciliani apprezzeranno perché hanno avuto modo di conoscere l’operato di Cateno De Luca, l’operato di Sicilia Vera e anche i risultati che siamo riusciti ad ottenere in tutti i Comuni in cui abbiamo governato, siano essi comuni piccoli, siano esse città metropolitana, comunque sia Comuni importanti”.

A Messina c’è una grande sfida che si chiama Federico Basile. Ancora mancano alcuni tasselli per avere il quadro completo dei candidati a sindaco. Che campagna elettorale vede a Messina?

“Di fatto, attualmente, l’unico che sta facendo campagna elettorale, o meglio che sta incontrando la gente, che sta ascoltando gli umori, i suggerimenti, per carità anche le critiche, è Federico Basile. Per il resto, invece, continuano a susseguirsi riunioni diurne e notturne nel centrodestra e nel centrosinistra per trovare la quadra su una proposta politica che non c’è. Una proposta concreta che non arriva. E mentre gli altri non voglio dire che litigano ma si trovano in una situazione di stallo, noi continuiamo ad andare avanti: abbiamo presentato già cinque liste al consiglio comunale, quelle ai quartieri e, soprattutto, abbiamo illustrato la nostra proposta politica. Questo sicuramente è un dato di fatto inconfutabile”.