Politica

“Che succede al Vittorio Emanuele, mentre la sala Laudamo rimane chiusa?”

Dal critico teatrale Gigi Giacobbe riceviamo e pubblichiamo un commento sul teatro “Vittorio Emanuele” di Messina, in seguito alla nota di Antonella Russo. Ovviamente Tempostretto è aperto ai contributi e alle eventuali repliche del commissario Orazio Miloro, del sovrintendente Gianfranco Scoglio e del componente del Cda Giuseppe Ministeri.

Zitto zitto, Giuseppe Ministeri, direttore artistico dell’Associazione Daf, nonché membro del Cda del Vittorio Emanuele di Messina,  ha fatto sì che lo spettacolo, Confidenze alla luna, scritto e interpretato da Angelo Campolo,  prodotto dal Teatro Vittorio Emanuele sia andato in scena per tre sere (9-10-11 settembre) per il Bellini International Context nella Sala Montorsoli del MuMe – Museo di Messina, con  musiche di Vincenzo Bellini e Michele Amoroso, il soprano Giulia Greco, l’Ensamble Orchestrale dell’E.A.R. del Vittorio Emanuele, videoproiezioni di Giulia Drogo, luci curate da Gaetano La Mela. 

Ciò che  salta subito agli occhi, lo accenna pure la consigliera comunale del Pd Antonella Russo in un intervento sul giornale online tempostretto.it di ieri 11 settembre, è che in tempi di crisi come quelli che attraversa il Vittorio  Emanuele, con i “finanziamenti ministeriali ( lo puntualizza ancora la Russo) che pare siano stati persi per mancata approvazione del bilancio consuntivo (circostanza oggetto anche di una interrogazione parlamentare regionale depositata nei giorni scorsi)”, abbia potuto produrre lo spettacolo di cui accenno all’inizio. Entrando dalla porta principale, lasciando fuori richieste di altre formazioni teatrali che certamente non sfigurerebbero.

La sala Laudamo chiusa

Altra cosa che accenna Antonella Russo nel suo intervento, che condivido, riguarda la Sala Laudamo ristrutturata dall’architetto Nino Principato che si gloria ancora d’aver realizzato chissà quale capolavoro, condiviso solo da quegli sparuti melomani, diventata di fatto una sala chiusa. Una sala mortuaria, lontana da quei fasti teatrali celebrati in quasi un secolo di vita, che fu la sala di tutti i teatranti di Messina e non solo e che ha visto transitare gruppi internazionali come l’Open Theatre o il Living Theater, Susan Strasberg, diventata negli anni sede di convegni, spettacoli della Compagnia stabile di prosa di Massimo Mollica, del Cut universitario, del Teatro Struttura e luogo congeniale  di tanta avanguardia teatrale, compresa quella “romana” dei vari Memè Perlini, Giancarlo Nanni e Manuela Kusterman, Carlo Cecchi, Paolo Graziosi etc… e un’infinità di compagnie teatrali nazionali, regionali e cittadine che hanno dato vita a stagioni irripetibili.

Adesso è lì la Sala, lustrata a nuovo ma chiusa. Che pena che mi fa! Quando alcuni mesi fa fu indetta una conferenza stampa di presentazione della “nuova” Sala Laudamo sono stato il solo ad intervenire contro questa messa a nuovo del luogo, a inveire contro il Cda, il presidente e in particolare contro il sovrintendente sostenuto dall’attuale partito di maggioranza, Fdl, deputato a dirigere un giocattolo a lui completamente sconosciuto, addirittura allestendo, in mancanza d’un vero direttore artistico,  il recente e e per me insoddisfacente cartellone teatrale del Vittorio Emanuele, con le solite agenzie romane a dominare.

Non capisco adesso la nomina di Miloro a commissario straordinario, una sorta di promoveatur ut amoveatur o cos’altro? La riconferma, ahimè!,  del sovrintendente, non gli riconosco meriti, mentre latita un efficiente Cda e non si sa nulla delle nomine dei due direttori artistici di prosa e musica, che negli anni recenti hanno prestato la loro opera solo a titolo gratuito.       

Gigi Giacobbe

Critico teatrale di “Sipario” e di teatro contemporaneo e cinema