Cultura

Piove e il Museo si allaga: opere a rischio. Interviene Musumeci

Piove….e la Regione corre ai ripari. Già perché il paradosso è che la pioggia autunnale mette a repentaglio la sicurezza delle opere esposte nel Museo, nonostante i 20 anni di attesa per realizzare la nuova ala.

Le sale allagate

Il governo regionale ha quindi deciso di intervenire per la messa in sicurezza di infissi e coperture al Museo di Messina. Lo ha deciso il presidente Nello Musumeci che ha dato disposizioni in tal senso al dirigente generale dei Beni culturali Sergio Alessandro. Le piogge degli ultimi giorni hanno, infatti, provocato l’allagamento di alcune sale, a causa di infiltrazioni dai lucernari realizzati con struttura metallica e vetro.
La nuova sede del Museo, nel quale si trovano esposte opere del Caravaggio e di Antonello da Messina, successivamente ai lavori di rimodulazione degli spazi interni e della revisione degli impianti e delle dotazioni di sicurezza, è stata riaperta al pubblico nel giugno del 2017. Oggi, però, presenta criticità, probabilmente dovute a errori relativi alla progettazione.

Musumeci: sono indignato

«La notizia – dichiara il presidente Musumeci – mi ha indignato profondamente. Lavori importanti di ristrutturazione hanno mostrato tutta la loro precarietà. Non è concepibile che una struttura museale di primaria importanza come quella di Messina debba presentare problemi così gravi ad appena due anni dall’inaugurazione. Ho dato mandato al dipartimento dei Beni culturali di effettuare accertamenti in ordine agli inconvenienti riscontrati, anche sotto il profilo di eventuali responsabilità. Comunque ho provveduto in via straordinaria per lo stanziamento della somma di 190mila euro per finanziare la perizia e risolvere il problema in tempi brevissimi. Il direttore del Museo è quindi autorizzato a dare corso all’esecuzione dei lavori».

Sulla grave vicenda era intervenuto ieri il deputato regionale Franco De Domenico evidenziando i rischi per le numerose opere d’arte esposte.

De Domenico: errori strutturali

De Domenico si chiede come sia stato possibile riaprire al pubblico il Museo senza aver verificato tutti i controlli sui lavori alla nuova ala. Il direttore del Mu.Me. Orazio Micali ha infatti spiegato che l’edificio, inaugurato da appena 2 anni presenta errori strutturali che, a causa del maltempo, hanno già determinato la gravissima chiusura al pubblico di circa il 25% della struttura.

Criticità già in estate

Già nel luglio scorso con una precedente interrogazione il deputato messinese aveva evidenziato come si fossero registrati ripetuti malfunzionamenti dell’impianto di condizionamento della struttura, che avevano provocato gravi disagi all’utenza, nonché ingenerato crescente preoccupazione per lo stato di conservazione delle opere esposte. Allo stesso modo nel novembre e dicembre dello scorso anno sempre De Domenico aveva protestato per il trasferimento delle opere di Antonello da Messina nell’ambito delle iniziative legate all’evento ‘Palermo capitale della cultura’, sottolineando invece la necessità di valorizzare una delle più ampie aree espositive del Meridione d’Italia, mediante adeguate politiche di rilancio incentrate su manifestazioni espositive, rassegne ed eventi culturali di alto livello.

Ad oggi solo parole

Ad oggi- conclude De Domenico– oltre i buoni propositi, nulla è stato fatto, nonostante il Presidente Musumeci, che è anche assessore ad interim ai Beni Culturali, in un suo intervento a Messina, lo scorso mese di luglio, organizzato da Tempostretto, avesse promesso una mostra di grande richiamo da organizzare nel MU.ME

“Apprezziamo la tempestività con la quale il presidente Musumeci ha disposto la messa in sicurezza del Museo di Messina dopo gli scandalosi allagamenti dei giorni scorsi. La nostra richiesta è stata soddisfatta senza esitazioni e ben venga quindi questo intervento per la salvaguardia del Museo”. Lo dicono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle, Antonio De Luca e Valentina Zafarana. “Ricordiamo a Musumeci – proseguono – che molti altri problemi attendono di essere affrontati e risolti nei siti culturali siciliani ed è quanto mai indispensabile avere un assessore che se ne occupi. Il presidente, con altrettanta solerzia, si appresti a nominare l’assessore regionale dei Beni culturali, assicurando alla Sicilia, così come abbiamo già ripetutamente chiesto, quella figura politica di riferimento di cui non si può più fare a meno”.