La Cittadella della Cultura all'ex Margherita: i 42 milioni non ci sono più - Tempostretto

La Cittadella della Cultura all’ex Margherita: i 42 milioni non ci sono più

Francesca Stornante

La Cittadella della Cultura all’ex Margherita: i 42 milioni non ci sono più

venerdì 12 Luglio 2019 - 09:05
La Cittadella della Cultura all’ex Margherita: i 42 milioni non ci sono più

Dal lungomare Belfiore di Messina, Tempostretto ha promosso un incontro sul futuro dell'ex ospedale Margherita e della Cittadella della Cultura

MESSINA – I soldi non ci sono. Anzi, non ci sono mai stati realmente. I 42 milioni di euro per realizzare la Cittadella della Cultura nell’ex Ospedale Margherita erano un’opportunità che Messina non ha saputo e voluto cogliere. Però c’è ancora una possibilità. Perché il presidente della Regione Nello Musumeci ci crede fortemente, perchè anche se ad oggi i soldi non ci sono si farà in modo di trovarli, perché Messina merita una rinascita che passi anche da un progetto ambizioso e importante come quello della Cittadella.

L’iniziativa di Tempostretto

In pochissime battute si può riassumere così l’incontro promosso ieri, giovedì pomeriggio, da Tempostretto al Lungomare del Ringo su “La Cittadella della cultura all’ex ospedale Margherita. Opportunità da non perdere”. Lo Stretto come scenografia naturale, un tavolo tecnico metaforico ma concreto, un unico obiettivo: accendere prepotentemente i riflettori sulle sorti dell’ex Ospedale Margherita.

Il parterre di ospiti

Attorno a questo tavolo, coordinato dall’editore di Tempostretto Pippo Trimarchi, il presidente della Regione Nello Musumeci, il dirigente generale dell’assessorato ai Beni Culturali Sergio Alessandro, i deputati regionali Franco De Domenico e Danilo Lo Giudice, l’assessore alla cultura del Comune di Messina Enzo Trimarchi, la soprintendente ai Beni culturali di Messina Mirella Vinci, l’ex soprintendente e oggi direttore del Museo di Messina Orazio Micali. Un parterre ricco, politico e istituzionale, riunito per capire a che punto è oggi questo progetto, cosa manca, cosa c’è e cosa non è mai stato fatto, cosa abbiamo perso, cosa possiamo salvare, quali sono gli impegni e quali sono ancora oggi le opportunità.

L’obiettivo

Ed era questo il vero obiettivo di Tempostretto nel volere fortemente questa iniziativa: «Abbiamo concepito questo incontro in maniera molto concreta, un tavolo tecnico aperto con tecnici e rappresentanti politici. Vogliamo che attorno a questa idea si unisca la città , senza polemiche sterili, senza primazie e con lucida determinazione. La prima pietra del Margherita fu posata nell’aprile del 1930 nel periodo del re Vittorio Emanuele III.  Ci misero appena tre anni per inaugurarlo. Della Cittadella della cultura si parla da 10 anni. Fu l’allora presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone a credere fortemente in questa idea. Ma in 10 anni tante chiacchiere e pochi risultati. Mettiamoci d’accordo una volta per sempre, basta guardare al passato» ha detto Pippo Trimarchi.

I 42 milioni non ci sono più

E infatti l’incontro è stata un’occasione per mettere a confronto idee, assumere impegni concreti, tracciare la strada che tutti sembrano voler percorrere. Una strada che potrebbe essere in salita rispetto a quello che pensavamo. Perché eravamo convinti di avere in qualche cassaforte i famosi 42 milioni che nel 2015 erano stati programmati per la Cittadella della Cultura. Invece ieri sera, grazia alla schiettezza e alla chiarezza del dirigente regionale Alessandro, abbiamo scoperto che quei soldi non ci sono mai stati perché la Soprintendenza di Messina non ha mai portato a termine un progetto per questo grande complesso culturale. E quando circa due anni fa alla Regione si è dovuto scegliere quali progetti finanziare e come dividere le risorse disponibili, la Cittadella della Cultura è stata stralciata. Perché non c’era un progetto ma solo una scheda.

I 5 milioni per la Soprintendenza

Oggi l’unica certezza sono 5 milioni che serviranno per il trasferimento all’ex Margherita degli uffici della Soprintendenza, oggi ancora sul viale Boccetta e sotto sfratto. Quella parte di progetto c’è e sta andando avanti. Il resto invece è tutto da ripensare.

Bisogna azzerare tutto quello che si è detto in questi anni e ripartire da una visione nuova ma concreta. E’ stato questo il messaggio del presidente Musumeci. Un intervento appassionato e soprattutto delle promesse che restituiscono alla città la speranza di non aver perso l’ennesima opportunità.

Foto di Ahmed Abdellah

“Un monumento alla vergogna”

«Stiamo parlando di un monumento alla vergogna perché quando un’opera di notevole interesse monumentale viene abbandonata così non ci sono altre parole. Per vent’anni ci sono stati tavole rotonde, incontri, dibattiti e non si è concluso niente. La responsabilità è politica, imprenditoriale, culturale. Quando una classe dirigente smette di amare la propria città può succedere anche questo. Messina ha smesso di amarsi, ma la storia di Messina è la storia di una piccola capitale. Oggi gli ingredienti ci sono, mettiamoli insieme» ha detto Musumeci.

La promessa di Musumeci

E subito l’impegno chiaro e preciso che ieri sera ha preso di fronte alla città: «Non mi parlate di tavoli permanenti e confronti perché perderemmo ancora chissà quanti anni. Deciderà il governo regionale, il tempo delle chiacchiere è finito. Il governo Musumeci deciderà cosa di dovrà fare, c’è la legge regionale 24 del 2015 che ha previsto la destinazione d’uso, la linea è tracciata, bisogna agire».

Foto di Ahmed Abdellah

Musuemeci guarda a quanto realizzato alle Ciminiere di Catania quando era alla guida della Provincia di Catania e per Messina punta a una Cittadella della Cultura che sia un luogo in cui la gente va a prendere il caffè, citando il compianto assessore Sebastiano Tusa, ma anche un luogo che regali esperienze emotive a chi lo visita, un luogo che raccoglie e racconta anima e identità della città.

Il presidente della Regione punta ad un Museo archeologico, un Museo della memoria dedicato al 1908 e un Museo del viaggiatore. Musei moderni, attrattivi, che portino a Messina un “turismo dal palato fine”.

E i soldi?

E i soldi? «I soldi li troviamo. Facciamo un bando internazionale, affidiamo gli allestimenti museali a professionisti di questo settore. Noi pensiamo adesso a mettere in sicurezza la struttura e iniziamo da qui. Possiamo fare un padiglione per volta, l’importante è iniziare. Entro tre anni inauguriamo almeno il primo padiglione con il Museo archeologico».

Francesca Stornante

FOTO DI AHMED ABDELLAH E SIMONE PIZZI

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Un commento

  1. Antonino Principato 12 Luglio 2019 11:52

    Vedrete che non si farà nulla, fino a quando avremo queste persone che non hanno mai dimostrato amore per Messina. Chiacchiere, solo chiacchiere. Ci vedremo alla prossima chiacchierata

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