Politica

I promossi e i bocciati a Messina, Cateno De Luca sfonda quota 14mila

È Cateno De Luca l’eletto più votato all’Ars nel territorio provinciale con più di 14mila preferenze. Con 771 sezioni su 776, ecco i risultati (quasi definitivi) delle elezioni regionali. In particolare, si registra il doppio primato per il candidato alla presidenza di “Sud chiama Nord”, a cui comunque l’elezione spetta di diritto per essere arrivato secondo dietro Schifani.

Le sue liste, nel territorio provinciale, superano il centrodestra e lui si conferma il “più amato”, e anche a volte detestato secondo gli schemi social della polarizzazione, tra i messinesi. Non è un personaggio da vie di mezzo. E, da abile comunicatore, sa come alimentare il dibattito pro o contro di lui.

Sono in totale dieci gli eletti messinesi, con l’ex sindaco di Messina ed Elvira Amata, presente nel listino del presidente Schifani, già capogruppo all’Assemblea regionale siciliana per Fratelli d’Italia e commissaria provinciale del partito con Ella Bucalo.

Chi sale e chi scende nella corsa all’Ars

Al secondo posto nella classifica dei più votati l’avvocato penalista di Barcellona Pozzo di Gotto Tommaso Calderone, di Forza Italia, con più di undicimila voti. Eletto nel collegio uninominale barcellonese alle politiche, Calderone rinuncerà e a lui subentrerà la coordinatrice provinciale del partito di Berlusconi Bernardette Grasso, con 6.593 voti. Solo terzo un altro big, Beppe Picciolo, con 5.455, segretario di Sicilia Futura e alleato con i forzisti. Una mancata rielezione di una certa rilevanza nel mondo centrista.

Al terzo posto Luigi Genovese, “mister preferenze” nel 2017

Al terzo posto Luigi Genovese, figlio di Francantonio Genovese e candidato per Popolari e Autonomisti, con più di novemila voti. Nel 2017, però, per Forza Italia, sempre alle regionali e rivendicando la storia politica del padre, ebbe quasi 18mila preferenze. Da qui il titolo di “mister preferenze”.

Al quarto posto nella classifica dei più votati Pino Galluzzo, una riconferma per Fratelli d’Italia, con più di ottomila voti. Galluzzo, in un partito che si è visto superare da Forza Italia e che non ha goduto del vento di destra agli stessi livelli di altre zone, batte Elvira Amata. Quest’ultima ritorna, come già scritto, all’Assemblea regionale perché presente nel listino del presidente, e ha avuto 6.977 preferenze.

Per la Lega Prima l’Italia – Salvini premier, torna all’Ars Pippo Laccoto, sindaco di Brolo, con 4.779 preferenze (allo stato attuale quando mancano 5 sezioni). Niente da fare per il deputato uscente Antonio Catalfamo, 3.667 voti, e per l’ex sindaco di Messina ed ex presidente della Provincia Giuseppe Buzzanca, con 2.594 preferenze.

Nella Dc Democrazia cristiana, senza quorum, Federico Mangialino Rainero ottiene più di tremila voti, staccando i suoi colleghi di lista.

Lo Giudice fuori dall’Ars nonostante le seimila preferenze

A loro volta, per “Sud chiama Nord”, il sindaco di Santa Lucia del Mela, Matteo Sciotto, è eletto con quasi settemila voti. Anche il presidente di Sicilia Vera Pippo Lombardo, già alla guida di Messina Servizi e figura di rilievo nello scacchiere politico di De Luca, con poco più di quattromila voti, approda all’Ars. La lista “Sicilia Vera”, invece, non ha raggiunto il quorum e così rimane fuori Danilo Lo Giudice. Un’esclusione eclatante, dato che quello che viene considerato il delfino di De Luca ha ricevuto più di seimila voti.

I consiglieri comunali Serena Giannetto, più di tremila voti con Sicilia Vera, e Alessandro De Leo, attualmente 3.730 con “De Luca Sindaco di Sicilia – Sud chiama Nord”, rimangono pure loro fuori dal Parlamento siciliano.

Sul fronte dell’ammaccatissimo Partito democratico la sorpresa: prevale il giovane Calogero Leanza, figlio dell’ex presidente della Regione Vincenzo Leanza e figura storica della Dc, con più di quattromila voti. Questo comporta due esclusioni eccellenti: quella del segretario provinciale del Pd Nino Bartolotta, che ha ottenuto 3.658 voti, e quella dell’ex segretario della Cgil di Messina Giovanni Mastroeni, con 2.614 voti.

Una riconferma invece nel Movimento Cinquestelle: il seggio è assegnato al deputato uscente Antonio De Luca, con più di duemila voti.