Società

Sempre 25 novembre, avere 16 anni e sentirsi ancora chiamare p…. VIDEO

MESSINA – Gli stereotipi di genere stentano a morire. Anzi, tra le giovani generazioni i pregiudizi legati al sesso sono ogni giorno più presenti e prendono forza sulla rete, dove le nuove forme di prevaricazione sulle donne corrono sui social, diventando sempre più sottili e invasivi. L‘allarme sul nostro giornale lo ha lanciato nel giorno del 25 novembre il Cedav Messina, confermando i racconti di operatori del terzo settore e scolastici.

Il viaggio tra i ragazzi dell’istituto nautico Caio Duilio di Messina racconta un aspetto che speravamo di aver superato e che invece offende sempre di più i nostri ragazzi. Gli studenti accolgono la telecamera di Matteo Arrigo proprio nella giornata internazionale per la lotta alla violenza sulle donne, a conclusione di un progetto che li ha coinvolti, guidati dalla professoressa Daniela Mangano di DonnaArchè. Un progetto che ha coinvolto anche i ragazzi, facendo capire loro in maniera molto forte cosa vuol dire essere vittime di violenza, e quali sono le piccole discriminazioni quotidiane che entrano nelle loro menti, formando muri invalicabili.

“Quando ho iniziato a insegnare in questa scuola c’erano solo 4 ragazze – racconta la professoressa Mangano – oggi sono 100 ma malgrado siamo nel 2022 queste ragazzine vengono viste come autrici di una scelta “strana” per le ragazze”. Al microfono, studenti e studentesse raccontano che gli insulti legati all’essere donna sono ancora molto diffusi e che cose semplici come uscire da sole o parlare spesso coi ragazzi sono ancora attività da temere, per alcune, per paura di essere giudicate.