In calo i dati sulle violenze di genere. Si accende la speranza? - Tempostretto

In calo i dati sulle violenze di genere. Si accende la speranza?

Alessandra Serio

In calo i dati sulle violenze di genere. Si accende la speranza?

venerdì 25 Novembre 2022 - 07:25

Meno casi di maltrattamenti in famiglia anche a Messina ma le violenze sessuali continuano ad essere troppe. Il codice rosso funziona, ecco perché

MESSINA – Calano i così detti reati spia: meno casi di stalking e maltrattamenti cioè. Anche a Messina e provincia i dati sui reati legati alle violenze e maltrattamenti, tra la metà del 2021 e la metà del 2022, confermano il trend nazionale e accendono una speranza. Quella che il “codice rosso” funziona e la consapevolezza tra le vittime di abusi è in aumento.

La realtà dietro i numeri

Tra il luglio 2021 e il giugno 2022 gli episodi legati alla violenza di genere sono diminuiti del 7,42% rispetto ai 12 mesi precedenti (1286 contro i 1389 precedenti). Meno casi di abusi e maltrattamenti, il 12% in meno (389 contro 444), il 16% in meno di lesioni gravi (401 contro 479). Aumentano invece i casi di stalking (da 402 a 423, il 5% in più) e quelli di violenza sessuale (il 14%, 73 casi contro i 64 dell’anno precedente).

L’andamento dei reati nel messinese segue quello nazionale, presentato nei giorni scorsi dalla Direzione centrale della Polizia Criminale, che riporta in calo anche lo stalking. Ma il periodo di riferimento del dossier nazionale è lievemente sfalsato rispetto al monitoraggio locale, dove l’aumento degli episodi di persecuzione potrebbe essere dovuto alla fine del lockdown, quindi alla ripresa della libera circolazione (che incide meno sul dato nazionale dove il confronto è effettuato su periodi più lontani alla fine delle restrizioni).

A Messina nei 12 mesi scorsi non ci sono stati femminicidi. Purtroppo a livello nazionale l’elenco è lunghissimo (quasi 20 vittime) e le violenze sessuali in senso proprio continuano ad aumentare. La diminuzione dei casi, quindi, è ancora troppo lieve per non parlare di una sostanziale continuità nella piaga della violenza: botte, lesioni, sopraffazioni, tormenti e violenze continuano ad essere troppe.

L’efficacia del codice rosso

Ma il dossier testimonia certamente l’efficacia delle misure messe in campo per la lotta alla violenza, soprattutto nel caso del così detto Codice Rosso. Se i reati calano, cioè, è perché chi picchia, abusa, violenta, mostra i primi segni di prevaricazione, viene fermato subito, immediatamente allontanato, arrestato in fretta. Nei 12 mesi di monitoraggio sono state 531 le misure cautelari richieste contro chi ha commesso reati contro soggetti deboli. Di queste ne sono scattate 259, e quasi il 50%, 134 casi, sono per autori di violenza di genere e domestiche.

Forze dell’ordine più competenti, maggiore coordinamento con gli operatori sanitari e sociali, immediatezza delle risposte alle denunce, ma anche un pool di magistrati appositamente dedicati al contrasto di questi fenomeni.

A Messina il gruppo è coordinato dal procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, che ha emesso ben 52 provvedimenti di divieto di avvicinamento e allontanamento dalla casa familiare, la misura più immediata per mettere al sicuro le vittime. Un pool che funziona: rispetto al 2020-2021, nei 12 mesi successivi i casi giudiziari aperti sono calati del -15% in totale (tra casi pendenti, nuove denunce e casi chiusi). Indagini chiuse in fretta, in media in sei mesi massimo, e bene vuol dire violenti assicurati alla giustizia prima, vittime più protette e messe in condizione di cominciare il loro cammino verso una nuova vita.

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