Economia

Disoccupazione record nel Messinese, se sei donna non lavori

MESSINA – La provincia di Messina non è terreno fertile per il lavoro. Il rendinconto sociale provinciale 2022 dell’Inps registra un tasso di disoccupazione elevatissimo. Nel Messinese 21,2; in Sicilia 16,6 e in Italia 8,1. Il tasso d’occupazione è, invece, del 37 nel territorio messinese; 36,9 in Sicilia e 52,2 in Italia. E si conferma la disoccupazione femminile, quasi il doppio rispetto a quella nazionale e regionale: nella fascia d’età 25-34 e 35-49 il tasso è rispettivamente del 27 e del 27,4. A questo si aggiungono le pensioni più basse rispetto a quelle degli uomini.

Ieri l’Inps ha presentato il suo bilancio sociale nel Salone degli Specchi della Città metropolitana di Messina. Da qui una valutazione sullo stato delle cose in un territorio che ha bisogno di una scossa imprenditoriale e sociale per riprendersi. Sono intervenuti Gaetano Minutoli, presidente dell’Istituto nazionale previdenza sociale di Messina; Bruno Zecchetto, presidente del Comitato provinciale Inps; Antonello Monoriti, coordinatore legale; Diego Burzomati, coordinatore medico legale; Roberto Ghiselli, presidente del Consiglio d’indirizzo e vigilanza; Maria Cristina Cutaia, segretaria del Comitato provinciale; Domenica Stornante, sempre dell’organizzazione Inps.

“Nel 2022 meno giovani hanno abbandonato il territorio”

Altro dato da ricordare: la prevalenza, con più del 56 per cento, dei contratti a tempo determinato e stagionali. Il lavoro principale è quello precario. Da mettere in evidenza, però, pure un elemento sottolineato dal presidente Minutoli: “Nel 2022, si è verificata una diminuizione del flusso migratorio della fascia d’età 18-39 anni. Da 1230 residenti nel 2021, che hanno abbandonato il territorio, siamo scesi a poco più di 900. Meno giovani sono andati via, insomma. Il motivo? Abbiamo notato un incremento delle aziende”. Sarà interessante, in seguito, analizzare il dato 2023, considerando il recente allarme per la chiusura delle imprese, più di tremila nel 2023.

Tuttavia, sarà banale ma meglio non tralasciare nulla, la piccola inversione di tendenza, nel 2022, dimostra che bisogna spingere l’acceleratore per rendere il Messinese un luogo vitale, aperto all’innovazione, alle aziende e alla crescita imprenditoriale. Solo così, assieme a un’attenzione in campo sociale, si potranno nel tempo ridurre fenomeni che appaiono irreversibili, come la fuga dei giovani e lo spopolamento.

In questo scenario, vanno considerati pure il lavoro nero, figlio di un’economia fragile, e l’emergenza legata alla fine del reddito di cittadinanza, con quindicimila domande per l’assegno d’inclusione. La strada per il cambiamento è davvero lunga e non in discesa.

Foto tratta dalla pagina Fb dell’Inps.