Il cluster tecnologico del sud Italia fa dialogare le imprese navali con università e enti di ricerca
servizio di Silvia De Domenico
MESSINA – “Storie di imprese e di idee” è un nuovo progetto di Tempostretto. Nel corso di 10 puntate racconteremo 10 storie imprenditoriali siciliane. Dalla costa ionica ai Nebrodi: continua il viaggio alla scoperta delle aziende del nostro territorio.

Le sfide di Navtec
Navtec è il cluster tecnologico del trasporto marittimo del Sud Italia. Il progetto è nato a Messina nel 2008 con l’ambizioso obiettivo di mettere insieme il mondo delle imprese che operano nel settore navale e marittimo con le università e gli enti di ricerca. Oggi la piattaforma conta circa 40 soci, fra cantieri navali, grandi realtà industriali e aziende di trasporto. A raccontare le sfide del gruppo è la presidente Laura Andaloro. “Il Navtec opera come ponte tra questi due mondi e quindi vuole far si che l’innovazione venga trasformata in soluzioni concrete e sostenibile per le aziende”, spiega.
I progetti più ambiziosi
Il Navtec ha svolto un ruolo pionieristico in diversi progetti, per esempio ha collaborato alla realizzazione del primo peschereccio ibrido del Mediterraneo, il Teseo I, e alla realizzazione del più grande aliscafo del mondo. “All’elaborazione di queste proposte progettuali partecipano grandi aziende come Fincantieri, Caronte & Tourist, Liberty Lines, Intermarine e ovviamente devono essere affiancati da competenze tecniche che derivano nel contesto Navtec dalle maggiori università siciliane”, aggiunge Simone Panfiglio, project manager di Navtec.
“Sicilia che piace”, un progetto cofinanziato dalla Regione
“Sicilia che piace” è un’iniziativa cofinanziata dalla Regione Siciliana, grazie all’assessorato alle Attività Produttive. Tempostretto ha partecipato presentando il progetto “Storie di imprese e di idee”. L’intenzione strategica del progetto è quella di fare da cassa di risonanza e promozione alle eccellenze agro-alimentari, alle aziende operanti nel contesto della nautica e dell’economia del mare, alle imprese artigiane e a quelle della moda e dell’oreficeria, in particolare a quelle che usano materiali ecosostenibili. Visiteremo aziende votate all’innovazione di prodotto e di processo, all’uso di fonti alternative di energia e al rispetto delle compatibilità ambientali, anche eventualmente sostenute da programmi di finanziamento dell’Amministrazione Regionale.

