Politica

Coronavirus, l’ordinanza sullo Stretto, la “lupara di Stato”, le reazioni

«Mi vogliono politicamente ammazzare a colpi di lupara di Stato». Nel giorno in cui il Consiglio dei Ministri ha deciso di riunirsi anche per esaminare il caso messinese dell’ordinanza sullo Stretto, De Luca continua la sua guerra. Continua a parlare di Repubblica delle banane, di intimidazioni a suon di omissioni silenzi e avvertimenti burocratici. Deciso, comunque, ad andare avanti contro quello che definisce un “subdolo regime”.

La memoria difensiva

De Luca ha inviato al Consiglio dei Ministri una corposa memoria difensiva per difendere la sua ordinanza. «Nella memoria ho semplicemente evidenziato la straordinaria velocità con la quale, in meno di 12 ore, il Consiglio di Stato si è riunito e si è espresso sulla richiesta di parere avanzata dal Ministro Lamorgese. Ministro che, a sua volta, è componente proprio della Sezione Consultiva del Consiglio di Stato, anche se al momento si trova in aspettativa. In un Paese in cui la Giustizia amministrativa arranca, emettendo pronunce che spesso sono così tardive da essere equiparate alla denegata giustizia, in piena emergenza sanitaria da Coronavirus, il Consiglio di Stato trova il tempo di riunirsi per assecondare la richiesta della collega Lamorgese e dire al Sindaco De Luca che ha fatto un’ordinanza abnorme».

I “corridoi controllati” del M5S

Intanto il nuovo caso esploso sull’asse Messina-Roma ha infuocato anche il dibattito politico in questa emergenza Coronavirus. Intervengono il deputato e la senatrice del Movimento 5Stelle Francesco D’Uva e Grazia D’Angelo. Lo fanno con una proposta che prevede corridoi controllati per tutti i passeggeri, filo diretto tra forze dell’ordine che operano sullo Stretto e dei Comuni di destinazione, accertamenti a tappeto. «Abbiamo fatto al Ministro dell’Interno una proposta che riguarda l’attraversamento dello Stretto di Messina ed è connessa all’ambito applicativo di norme nazionali già emanate e pienamente efficaci. Ci rivolgiamo al Viminale perchè la competenza è del Ministero dell’Interno. Stiamo giocando una partita molto importante contro il Coronavirus. E’ fondamentale che il difensore giochi in difesa e l’attaccante in attacco: questi due ruoli non devono essere invertiti. Se questo avviene, non c’è armonia nella squadra e la partita non si può vincere”.

I consiglieri Pd di Messina

A chiedere invece al sindaco senso di responsabilità istituzionale e ragionevolezza sono i consiglieri comunali del Pd. Gaetano Gennaro, Felice Calabrò, Antonella Russo e Alessandro Russo vogliono spingere il primo cittadino alla riflessione in un momento così delicato per la città. «Tante sono le questioni da affrontare. Sono numerose le segnalazioni di famiglie che non hanno ancora notizia sul sistema di erogazione della “family card”, mentre altri Comuni siciliani procedono a passo spedito. Sembrano esserci molte lacune nel sistema di protezione civile locale, in cui il volontariato, con generosità, sta coprendo le mancanze dei soggetti preposti ad un servizio che si afferma sempre essenziale per il sostegno alla popolazione. Siamo in un momento in cui non si hanno chiare le idee relativamente al campionamento dei tamponi da effettuare, ad una lineare e diffusa distribuzione delle mascherine ai cittadini e, infine, questo è già il tempo in cui – superata la crisi – servirebbe iniziare a programmare la graduale ripartenza della città, stabilendo modi, regole, protocolli e rapporti con le Autorità superiori».

No agli insulti

I consiglieri temono che in questo clima di scontro istituzionale il Comune distolga l’attenzione dalla concretezza delle questioni ancora aperte. Questioni che, invece, hanno ricadute importanti ogni giorno di più sulla pelle dei cittadini.

«Non condividiamo le parole di scherno e di disprezzo per le Istituzioni che sono state proferite in questi giorni e dalle quali prendiamo le distanze. In un momento di crisi, non è con gli insulti o con l’acuirsi del conflitto istituzionale che si risolvono i problemi della comunità. Ecco perché richiamiamo al senso di responsabilità il sindaco De Luca. E lo invitiamo a non proseguire più lungo questa pericolosissima china, invitandolo a rimanere nell’alveo del rispetto di tutte le istituzioni. Ciò al fine di avviare un dialogo franco e costruttivo – se del caso anche duro – che possa garantire alla nostra comunità la dovuta tutela. 

Perpetuare in questo atteggiamento può far rischiare a tutti i cittadini messinesi di pagare un prezzo troppo alto. A chi giova tutto questo? Infine, lo invitiamo ad evitare di invocare ad ogni piè sospinto la sua destituzione. Nessuno in un momento così delicato può sottrarsi all’impegno e alla responsabilità di tutelare la comunità nei modi consentiti dal nostro ordinamento. Soprattutto non possono sottrarsi coloro i quali, nell’ambito delle diverse funzioni, sono stati democraticamente investiti di assolvere al compito più alto: servire la collettività».