Padre e figlio morirono sulla A20, la Cassazione conferma la condanna del Cas al risarcimento

Padre e figlio morirono sulla A20, la Cassazione conferma la condanna del Cas al risarcimento

Redazione

Padre e figlio morirono sulla A20, la Cassazione conferma la condanna del Cas al risarcimento

venerdì 23 Gennaio 2026 - 08:40

L'incidente 15 anni fa, nella galleria Scafa, a Capo d'Orlando

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso proposto dal Consorzio Autostrade Siciliane avverso la sentenza di condanna al risarcimento dei danni da liquidare nei confronti dei familiari del 53 enne maresciallo dei Carabinieri Sebastiano Zingales e del figlio 18 enne Gaetano, vittime di un terribile incidente stradale avvenuto il 21 gennaio 2011 sulla A20 nei pressi della galleria “Scafa” in territorio di Capo d’Orlando.

Confermata la sentenza con cui la Corte d’Appello di Messina, nel marzo 2025, accogliendo l’appello proposto dal difensore delle parti civili avvocato Massimiliano Fabio, condannò ai soli effetti civili il Consorzio Autostrade Siciliane, in solido con un ex funzionario già responsabile dell’area tecnica, a parziale riforma della sentenza di primo grado emessa nel febbraio 2023 dal Tribunale di Patti che aveva disposto l’assoluzione di due imputati dalle ipotesi di omicidio colposo.

Le ricostruzioni della difesa delle parti civili circa l’irregolarità nel posizionamento sul luogo dell’incidente delle barriere di protezione laterali che, qualora installate correttamente secondo la normativa vigente avrebbero impedito all’autovettura di impattare con il muro in cemento armato, furono quindi confermate dallo stesso consulente tecnico nominato dalla Corte d’Appello, ingegnere Fabio Boscolo.

«Abbiamo sostenuto sin dal principio la tesi della piena responsabilità in capo a chi avrebbe dovuto predisporre, sulla scorta dell’articolo 14 del codice della strada, tutte le misure necessarie a garantire sicurezza e incolumità degli utenti – commenta l’avvocato Massimiliano Fabio -. La cosa assurda e che denunceremo è che dopo 15 anni ed un giorno lo stato dei luoghi ove è avvenuto il fatale impatto è immutato».

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