Lombardo a Hyerace: "Sul caso firme siamo noi di Sud chiama Nord i primi a chiedere chiarezza"

Lombardo a Hyerace: “Sul caso firme siamo noi di Sud chiama Nord i primi a chiedere chiarezza”

Redazione

Lombardo a Hyerace: “Sul caso firme siamo noi di Sud chiama Nord i primi a chiedere chiarezza”

martedì 08 Settembre 2026 - 07:31

Il parlamentare regionale risponde al segretario provinciale del Pd sulla vicenda che investe le elezioni di Messina e Barcellona

MESSINA – Ieri la richiesta al presidente Schifani di fare chiarezza sulla gestione della vicenda. Oggi la risposta di Sud chiama Nord in merito al caso firme che investe le elezioni di Messina e Barcellona Pozzo di Gotto. Così il parlamentare regionale di ScN, Giuseppe Lombardo, risponde al segretario provinciale del Partito demoratico Armado Hyerace: “Il Pd cerca zone d’ombra, ma siamo stati noi i primi a chiedere chiarezza. Dal momento che il Pd oggi sembra essere tornato dalle ferie con lo spirito da investigatore la vicenda per l’ennesima volta la ricostruiamo noi riportando tutti i passaggi, anche quelli che lo stesso Hyerace omette”

Ecco la ricostruzione: “11 marzo 2026 – Cateno De Luca, nella qualità di presidente del gruppo parlamentare Sud chiama Nord, formula il quesito sull’interpretazione dell’art. 7, comma 3, della legge regionale n. 7/1992, relativo all’esenzione dalla raccolta delle firme.

13 marzo – Il quesito di De Luca viene acquisito al protocollo del Servizio 5 “Ufficio Elettorale” della Regione, prot. 4421.

13 marzo – Nello stesso giorno anche la Prefettura di Messina pone all’Ufficio Elettorale regionale un analogo quesito, con nota prot. 29518.

16 marzo – L’Ufficio Elettorale regionale risponde al quesito di De Luca con nota prot. 4543, fornendo l’interpretazione secondo la quale la norma non contiene una limitazione espressa al collegamento con più liste.

8 aprile – Anche la Prefettura di Enna pone un analogo quesito alla Regione, prot. 17976.

13 aprile – L’Ufficio Elettorale regionale risponde alla Prefettura di Messina, con nota prot. 6251. Nel pro-memoria dell’11 maggio viene precisato che la risposta rinvia sostanzialmente all’orientamento già espresso nella nota inviata a De Luca il 16 marzo.

14 aprile – Anche la segretaria generale del Comune di Messina interpella l’Ufficio Elettorale regionale, con nota prot. 138883, integrata nello stesso giorno dalla nota prot. 139450.

16 aprile – L’Ufficio Elettorale risponde alla Prefettura di Enna, con nota prot. 6718, mantenendo sostanzialmente l’orientamento già espresso il 16 marzo.

20 aprile – La Prefettura di Palermo interviene con nota prot. 62007.

21 aprile – L’Ufficio Elettorale regionale fornisce un ulteriore riscontro, prot. 6935, sempre rinviando sostanzialmente all’interpretazione già fornita a De Luca.

22 aprile – La Prefettura di Palermo trasmette un’ulteriore nota, prot. 64151, sollevando anche la questione della confondibilità dei contrassegni.

23 aprile – Anche la Prefettura di Messina, con nota prot. 47048, pone un quesito sulla confondibilità dei contrassegni.

23 aprile – L’Ufficio Elettorale regionale risponde con nota prot. 7092. Anche in questa fase, secondo quanto successivamente scritto nel pro-memoria, viene sostanzialmente mantenuto l’orientamento espresso il 16 marzo.

24 aprile – Solo a questo punto il Dipartimento regionale delle Autonomie locali decide di investire della questione l’Ufficio Legislativo e Legale della Presidenza della Regione, chiedendo con nota prot. 7273 un parere sulle eventuali limitazioni applicative dell’art. 7, comma 3.

28 aprile – L’Ufficio Legislativo e Legale risponde, con nota prot. 8004/20.11.2026″.

“Sud chiama Nord è stato il primo a pretendere piena chiarezza sul caso delle firme”

Afferma Lombardo: “La ricostruzione di Hyerace si ferma sostanzialmente al primo e all’ultimo fotogramma: De Luca chiede il parere il 13 marzo, la Regione risponde il 16, poi arriva il parere dell’Ufficio Legislativo e Legale. Ma in mezzo c’è più di un mese di atti: già il 13 marzo interviene la Prefettura di Messina; poi intervengono Prefettura di Enna, Comune di Messina e Prefettura di Palermo; e a questi soggetti istituzionali l’Ufficio Elettorale continua a ribadire sostanzialmente lo stesso orientamento.C’è poi un dato che Hyerace sembra ignorare: Sud chiama Nord è stato il primo a pretendere piena chiarezza su questa vicenda. Abbiamo presentato una formale richiesta di accesso agli atti per acquisire tutta la documentazione e ricostruire ogni passaggio e abbiamo anche presentato un’interrogazione parlamentare al governo regionale, chiedendo risposte precise su quanto accaduto soprattutto alla luce del parere segretato e del diniego di accesso agli atti risposto a sud chiama Nord”.

“Di quali presunte “zone d’ombra” a vantaggio di Sud chiama Nord stiamo parlando, dunque? Se ci sono responsabilità, anomalie o passaggi da chiarire, siamo stati noi per primi a chiedere che emergessero. Proprio per questo non accettiamo ricostruzioni parziali che omettono pezzi fondamentali della vicenda per trasformare una questione che noi stessi abbiamo sollevato in un’insinuazione politica contro Sud chiama Nord”, insiste il parlamentare regionale.

“Per la costituzione del gruppo parlamentare di ScN tutto regolare”

“In merito alla costituzione del gruppo parlamentare Sud chiama Nord all’Assemblea regionale siciliana, quando Hyerace sostiene che esso esisterebbe “grazie a una deroga concessa nel 2024 dal presidente dell’Assemblea” è bene chiarire che non è stata concessa alcuna deroga ad personam né alcun trattamento di favore a Sud chiama Nord. Basterebbe leggere l’articolo 23 del Regolamento interno dell’Ars. Il comma 2 stabilisce che ciascun gruppo deve essere costituito da almeno quattro deputati, mentre il comma 3 prevede espressamente che “l’Ufficio di Presidenza può autorizzare la costituzione di un Gruppo con un numero inferiore di deputati purché questi siano stati eletti in almeno due circoscrizioni, nonché rappresentino partiti o movimenti organizzati nell’intera Regione e/o abbiano rappresentanza, organizzata in Gruppi parlamentari, al Parlamento nazionale”. Sud chiama Nord possedeva tutti i requisiti previsti dal Regolamento per la costituzione del gruppo parlamentare, che è avvenuta proprio sulla base di quella disposizione. La relativa deroga, inoltre, non è stata concessa discrezionalmente, ma è stata approvata dal Consiglio di Presidenza dell’Assemblea regionale siciliana, organo nel quale sono rappresentati tutti i gruppi parlamentari”, mette in evidenza il deputato.

“Non si comprende dunque quali sarebbero le due decisioni istituzionali distinte, entrambe favorevoli allo stesso soggetto politico evocate da Hyerace”, conclude Lombardo.

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2 commenti

  1. Ahahahah 😂
    Una sola cosa è importante: ScN poteva raccogliere le firme, e ha deciso di non farlo.
    Qualunque sia il motivo, ha operato contro di sé, contro gli altri partiti, contro i cittadini, e contro il buon senso.

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  2. Perché non hanno fatto il ricorso appena ne sono venuti a conoscenza?
    Qui il ricorso sarà dichiarato inammissibile?
    Qualcuno mi spieghi il contrario ?

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