Dalle condizioni del tunnel di Cardiochirurgia alle cause delle morti sospette, tutti i buchi dell'indagine
Messina – Si sgonfia l’indagine sulle condizioni delle sale operatorie all’ospedale Papardo sfociata, a novembre 2024, nel sequestro delle sale operatorie di Cardiochirurgia. La Procura di Messina, alla fine dello screening condotto dai Nas dei Carabinieri e dal pool di consulenti medico legali, ha deciso di accantonare le ipotesi di reato che collegano le condizioni della struttura nei mesi precedenti, in particolare tra la fine della primavera e l’estate di quell’anno, alle morti avvenute in corsia, di pazienti tutti operati da quelle sale operatorie.
Indagine su sale operatorie, Procura di Messina vuole archiviare
Il sospetto di contaminazione non sarebbe correlato in maniera determinante con i decessi, secondo i pubblici ministeri Alice Parialò e Maria Teresa Arena, così le accuse ipotizzate in concorso tra medici, primari e responsabili della struttura negli anni precedenti, non reggerebbe al vaglio processuale. Da qui la richiesta di archiviazione, che va ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari Tiziana Leanza.
Sigilli al Papardo, il focus sulle morti sospette
Non è ancora la chiusura definitiva del capitolo. I familiari dei pazienti deceduti che avevano sporto denuncia, infatti, possono ancora opporsi all’archiviazione e chiedere un approfondimento degli accertamenti. Cinque i casi sui quali si è concentrata la magistratura, ma il numero di morti “anomale” segnalate dagli stessi investigatori superava la trentina. Intanto, però, ci sono sul tavolo la conclusione degli investigatori, che indebolisce l’impianto penale della vicenda.
Indagine sull’ospedale, cosa succede adesso
Le sale operatorie del Papardo restarono sigillate a lungo dopo i rilievi dei Nas, che evidenziarono livelli di sopra soglia. Soltanto dopo le operazioni di “bonifica” vennero tolti i sigilli e si tornò ad operare. I periti della Procura lavorarono a lungo sui risultati delle analisi scientifiche e su quel che era stato possibile acquisire, delle cartelle cliniche dei pazienti deceduti. La conclusione fu che, se da un lato la prassi seguita dai sanitari era stata ineccepibile, dall’altro alcuni valori batteriologici rilevati all’interno di Chirurgia, in particolare nel “tunnel” tra le sale operatorie, erano criticabili. Adesso arriva la conclusione della Procura per tutti gli indagati.

