Il club paralimpico di Cantù domani impegnato in una nuova sfida oltre i limiti
MESSINA – Sette atleti e una grande sfida, per scrivere un’altra pagina memorabile della storia di Briantea84, club paralimpico di Cantù (Co). Questa volta non ci saranno corsie, trampolini o tribune. Ci sarà il mare. Quello dello Stretto di Messina: 3.5 chilometri d’acqua che separano la Calabria dalla Sicilia e che diventeranno il luogo di un’esperienza da costruire bracciata dopo bracciata, realizzando ciò che in primavera prometteva il progetto “Oltre la piscina: un mare per crescere”. Mercoledì 16 settembre, il giorno da segnare sul calendario.
La traversata amatoriale dello Stretto è stata preparata in una lunga estate tra prove e allenamenti. Saranno Edoardo Camellini Laguardia, Luca Colombo, Riccardo Magrassi (di rientro dall’Europeo di nuoto paralimpico in Turchia, argento nei 400 stile libero S7), Nicolò Mascheroni (in rappresentanza della squadra di nuoto Finp di Briantea84), Emanuele Meloni (settore nuoto Fisdir) e Adolfo Berdun (atleta della Unipol Briantea84 Cantù di basket in carrozzina). Per guidare questo team nelle acque tra Capo Peloro-Punta Faro in Sicilia fino a Villa San Giovanni, Calabria, ci sarà anche Alessandro Pezzani (responsabile del settore nuoto di Briantea84), mentre la regia esterna sarà affidata a Ilaria Spadaro (tecnico Finp).
Il progetto “Oltre la piscina”
La traversata amatoriale dello Stretto è un progetto nato dentro ad uno più grande. Un’idea nata a inizio 2026 e diventata concreta grazie a chi ha scelto di crederci insieme a Briantea84: l’azienda Gammatom in prima linea, che ne ha sposato pienamente valori e obiettivi, poi donatori privati e società come SafeNext, che hanno contribuito all’iniziativa attraverso il Campionato annuale di raccolta fondi “Dai Como” sulla piattaforma della Fondazione Comasca.
Non sarà un’impresa nel senso più retorico del termine. Atleti con disabilità hanno già attraversato lo Stretto di Messina e continueranno a farlo. Ed è proprio questo uno dei significati più importanti dell’iniziativa: non raccontare qualcosa come straordinario soltanto perché a viverlo sono persone con disabilità, ma rendere sempre più “normale” e accessibile la possibilità di scegliere, allenarsi, partire e provare. Per Briantea84n questa traversata rappresenta qualcosa che va oltre la nuotata stessa. Significa uscire dai luoghi abituali dello sport, dalle vasche, dagli allenamenti e dalle competizioni, per amplificare un’idea che accompagna il club da oltre quarant’anni: lo sport deve poter appartenere a tutti. Non come concessione, non come eccezione, ma come diritto e come possibilità concreta.

