Milazzo, nasce la “Stanza dei sentimenti” per ascoltare i giovani e intercettare il disagio

Milazzo, nasce la “Stanza dei sentimenti” per ascoltare i giovani e intercettare il disagio

Redazione

Milazzo, nasce la “Stanza dei sentimenti” per ascoltare i giovani e intercettare il disagio

mercoledì 16 Settembre 2026 - 19:00

Si trova all'Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo

Una stanza per ascoltare, prima ancora che per parlare. Uno spazio nel quale i ragazzi possano sentirsi accolti, senza giudizi, e trovare un punto di riferimento nei momenti di difficoltà. È stata inaugurata all’Istituto Comprensivo Terzo di Milazzo la quinta tappa di “La stanza dei sentimenti”, il progetto di arte partecipata e prevenzione delle dipendenze giovanili ideato dal pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri nell’ambito di @Scuola_Laboratorio, il programma dell’Assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione Professionale finanziato con oltre 1,7 milioni di euro per il contrasto alle dipendenze giovanili. Un progetto condiviso dal dirigente scolastico Alessandro Greco.

L’inaugurazione e le istituzioni presenti

Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Pippo Midili, l’assessora alla Pubblica Istruzione Giulia Buono e il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Milazzo Alberto Del Basso, insieme ai docenti, agli studenti e alla comunità scolastica. Presente anche la dottoressa Chiara Schirò, rappresentante dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Un laboratorio collettivo tra arte e prevenzione

La stanza è il risultato di tre giorni di lavoro che hanno coinvolto, a partire dal 14 settembre, studenti, insegnanti, genitori e personale scolastico insieme a Scalisi Palminteri. Pennelli, parole e immagini sono diventati gli strumenti attraverso i quali costruire un luogo destinato a rimanere nella scuola e a svolgere una funzione ben precisa: offrire ascolto ai giovani in difficoltà e favorire il collegamento tra scuola, servizi sociali, Azienda Sanitaria Provinciale e forze dell’ordine nelle attività di prevenzione e intervento.

Milazzo rappresenta la quinta delle nove province siciliane coinvolte nel progetto, tutte appartenenti alla rete Scuole per la salute in Europa, il circuito internazionale delle scuole impegnate nella promozione della salute, del benessere e dei corretti stili di vita.

Uno spazio permanente contro l’isolamento

Il progetto riprende un percorso già avviato nell’Istituto Comprensivo Terzo. Lo scorso anno, infatti, era stato realizzato un dipinto murale dagli alunni che avevano partecipato al laboratorio “Arte, pittura e prevenzione: il potere della creatività contro le dipendenze”, coordinato dallo stesso Scalisi Palminteri. Questa volta, però, l’arte non si ferma all’opera realizzata. La stanza nasce infatti con l’ambizione di diventare uno spazio permanente, un’antenna territoriale capace di intercettare fragilità, disagio e richieste di aiuto prima che possano trasformarsi in situazioni più difficili.

Narrazione digitale ed emozioni nascoste

Parallelamente al laboratorio artistico, il percorso ha coinvolto anche IncontroSenso con un laboratorio di alfabetizzazione ai mezzi di comunicazione. Attraverso la narrazione digitale e strumenti anonimi, i ragazzi hanno potuto far emergere emozioni, pensieri e storie difficili da raccontare direttamente.

Il valore del non giudizio

Al centro del lavoro – come ha sottolineato Palminteri – è stata anche una riflessione sul giudizio che spesso accompagna le situazioni di dipendenza. Quando il problema emerge, infatti, il rischio è quello di passare rapidamente dall’etichetta al giudizio, dal giudizio all’isolamento e dall’isolamento all’emarginazione. Un meccanismo che può coinvolgere non soltanto i ragazzi, ma anche le loro famiglie.

Da qui l’idea di fare del non giudizio uno dei principi fondamentali della nuova stanza. Un luogo nel quale poter parlare senza paura di essere etichettati e nel quale la richiesta di aiuto possa essere considerata non una debolezza, ma un primo passo verso la soluzione del problema.

La metafora delle funi e il lavoro di rete

Significativa anche la metafora utilizzata durante il percorso delle funi intrecciate, scelta per rappresentare il gruppo come nodo, legame e connessione positiva. Un’immagine che sintetizza il messaggio dell’intero progetto: davanti alle fragilità dei più giovani non basta l’intervento del singolo, ma serve una comunità capace di fare rete.

È proprio su questo punto che Scalisi Palminteri ha richiamato l’attenzione della comunità scolastica. La stanza, ha sottolineato, non deve diventare soltanto un simbolo o un intervento estetico. La “scatola” realizzata attraverso il laboratorio deve essere riempita di contenuti, azioni e impegno concreto. Il valore dell’opera, quindi, dipenderà dalla capacità della scuola e del territorio di mantenerla viva attraverso l’ascolto e le relazioni.

Sostegno alle famiglie e prospettive future

L’obiettivo è fare insomma della Stanza dei sentimenti un luogo nel quale studenti, docenti e famiglie possano trovare attenzione e sostegno, rafforzando quella rete di adulti che può essere fondamentale nell’intercettare i primi segnali di disagio. Tra le prospettive emerse anche quella di dedicare il prossimo percorso laboratoriale proprio al tema del non giudizio, trasformandolo in un ulteriore momento di confronto e partecipazione.

La nuova stanza dell’Istituto Comprensivo Terzo non è dunque soltanto uno spazio fisico. È soprattutto una dichiarazione di intenti: di fronte alle fragilità dei giovani, la risposta deve essere l’ascolto e non il giudizio, la comunità e non l’isolamento.

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