Affitti brevi, la stretta dell'Ue: a Messina le case più care in Sicilia

Affitti brevi, la stretta dell’Ue: a Messina le case più care in Sicilia

Marco Ipsale

Affitti brevi, la stretta dell’Ue: a Messina le case più care in Sicilia

giovedì 17 Settembre 2026 - 08:30

Otto anni il limite di stress abitativo per introdurre vincoli alle locazioni turistiche. Messina sfiora la soglia

L’Unione Europea prepara una regolamentazione sul fenomeno degli affitti brevi con l’obiettivo di tutelare il mercato della locazione residenziale. La proposta di regolamento, legata alla Legge sulle case a prezzi accessibili, mira a fornire ai Comuni strumenti trasparenti e certi per introdurre eventuali restrizioni o limiti alle locazioni turistiche nelle aree identificate come sotto stress abitativo.

Il criterio chiave individuato da Bruxelles riguarda il rapporto tra i redditi medi e i prezzi d’acquisto degli immobili: la soglia critica viene fissata a 8 anni di stipendio per l’acquisto di un appartamento da 60 metri quadri in zona semicentrale.

La situazione a Messina e nelle altre città siciliane

A Messina il dato elaborato dalla Qualità della Vita del Sole 24 Ore (su dati Scenari Immobiliari e Istat aggiornati ad ottobre 2025) attesta il valore a 7,87 anni di stipendio. Una quota che posiziona la città dello Stretto appena al di sotto della soglia dei grandi capoluoghi in sofferenza, ma sufficientemente vicina da poter attivare limitazioni a livello micro-territoriale, ad esempio concentrando i vincoli nelle zone del centro storico o nei quartieri a più alta densità turistica.

Nelle altre province della Sicilia il quadro mostra livelli di stress abitativo inferiori rispetto al capoluogo peloritano. Palermo è l’unico altro centro dell’isola ad avvicinarsi alla fascia di attenzione con 7,44 anni di stipendio necessari per acquistare casa. Tutte le altre realtà rimangono invece ampiamente sotto i livelli critici: si passa dai 4,70 anni di Agrigento e dai 4,59 di Ragusa, per arrivare a Siracusa con 4,46 anni e Catania con 4,44. Chiudono la panoramica regionale Trapani a quota 4,38 anni, Enna con 4,18 e infine Caltanissetta, che registra il valore più basso dell’isola con soli 3,43 anni di reddito richiesti.

Il quadro nazionale e i dati della Calabria

Sul fronte nazionale, la classifica evidenzia una netta spaccatura. Città a forte vocazione turistica come Roma (15,16 anni), Venezia (14,61), Firenze (13,66) e Milano (11,83) superano ampiamente il parametro dei 8 anni, collocandosi in cima alla lista delle realtà pronte ad applicare restrizioni diffuse.

In Calabria la situazione appare decisamente più contenuta rispetto alle principali piazze italiane. Cosenza si attesta a 4,83 anni di stipendio per l’acquisto di un’abitazione, seguita da Reggio Calabria a 4,75 e Vibo Valentia a 4,61. Ancora più staccate risultano Catanzaro (4,27) e Crotone (4,15), confermando come nei capoluoghi calabresi il rapporto tra stipendi e costo degli immobili mantenga livelli di accessibilità lontani dalle soglie di stress abitativo definite dalle istituzioni europee.

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