Lavoro

Carcere di Barcellona. Fp Cgil: “Gli agenti lavorano in pericolo e nessuno fa niente”

BARCELLONA – «Al carcere di Barcellona si è veramente toccato il fondo e quello che più ci preoccupa è il totale silenzio delle istituzioni a cui più volte, nel corso di questi mesi, abbiamo scritto proprio per denunciare la condizione di pericolo, disagio, inadeguatezza, rischio, in cui sono costretti ad operare gli agenti, insufficienti per numero e soprattutto messi nella situazione di dover lavorare con detenuti affetti da problemi psichiatrici che necessiterebbero, invece, di interventi appropriati».

Il segretario generale della Fp Cgil, Francesco Fucile, e il coordinatore provinciale Giovanni Spanò esprimono profonda preoccupazione per l’ennesimo episodio di pericolo verificatosi presso la struttura di Barcellona.

Secondo la ricostruzione della vicenda, due detenuti che si trovavano all’interno di una delle celle dell’ottava sezione, l’Atms (Articolazione per la Tutela della Salute Mentale), sono riusciti ad allargare le sbarre a mani nude – si tratta delle sbarre presenti nell’allora ex manicomio – e sono fuggiti. Uno è stata ripreso dopo pochi minuti, ma per il secondo è invece stata necessaria una ricerca che si è prolungata fino a tarda notte.

Con tutte le conseguenze che ciò ha determinato nell’immediato: «Al momento dei fatti – spiegano Spanò e Fucile – a causa delle ormai note carenze di organico gli agenti in servizio erano solo 5 e, di fronte alla gravità della gravità delle cose, l’attenzione, da parte del personale, è stata tutta rivolta alla ricerca dei detenuti evasi, con inevitabile scopertura della struttura. Una situazione al limite dell’assurdo».

Ciò che però lascia ancora più interdetti, a detta dei rappresentanti della Fp Cgil, è l’assordante silenzio da parte delle istituzioni a cui, a più riprese, sono state rivolte richieste di intervento. «Evasioni, tentativi di suicidio, materassi dati alle fiamme con conseguente rischio incendio: questi – affermano Fucile e Spanò – sono solo alcuni degli episodi che, ormai con scadenza pressoché quotidiana, si verificano nella casa circondariale e che puntualmente abbiamo denunciato al Dipartimento competente. Ebbene, non abbiamo ricevuto nessuna risposta, nessun cenno di volontà di intervento, nessuna ipotesi di implementazione dell’organico”.

La pianta organica prevede 166 poliziotti, ce ne sono 116, di cui quasi la metà con la legge 104.

“Siamo pronti ad organizzare tutte le legittime e necessarie iniziative – conclude il sindacato – finalizzate ad affrontare i gravissimi problemi della Casa Circondariale di Barcellona, senza aspettare che per ottenere un po’ di attenzione, ci scappa il morto”.