La carenza di sangue nel Paese non ha risparmiato lo Stretto. In VII commissione si è parlato dell'emergenza con le associazioni in prima linea: "Serve combattere questa crisi"
MESSINA – L’Italia è alle prese con una grave carenza di sangue che colpisce chi, come i talassemici, ha nelle trasfusioni continue (ogni 15 giorni) la propria terapia. E Messina, che non ha mai brillato per numeri di donatori di sangue e da tempo combatte per raggiungere l’autosufficienza, non è stata da meno. Dell’emergenza si è parlato in VII commissione consiliare, presieduta da Antonella Feminò, con ospiti Tony Saccà e Basilio Buttà, presidenti di Fasted Messina e Avis Messina. Presente anche il vicepresidente di Fasted Messina Giovanbattista Grillo.
Saccà: “Emergenza nazionale, ma Messina…”
Saccà è stato il primo a parlare e presentarsi al “nuovo” Consiglio comunale. Ha raccontato di essere talassemico “e quindi devo fare continue trasfusioni di sangue e le dovrò fare per tutta la vita. In provincia di Messina siamo circa 140. Per noi le trasfusioni sono la quotidianità. Non abbiamo paura della cura ogni 15 giorni, la nostra paura è non trovare la nostra terapia. Ed è quello che succede quando capita una carenza di sangue grave, come quella che ha colpito l’Italia nell’ultimo mese. Ma a Messina si verifica sempre. La città è da tempo ultima in classifica in tutta Italia per donazioni. Non è una questione di solidarietà, perché la più virtuosa è invece Ragusa. Ma è culturale. Ragusa ha lavorato benissimo sulla comunicazione, ha conquistato i donatori più giovani. Messina invece ha donatori vicini alla pensione, non c’è stato grande rinnovo tra i giovani. Anche se ne gli ultimi anni, grazie alla collaborazione intrapresa con l’Avis e ai progetti portati avanti con le amministrazioni precedenti, c’è stato un incremento importante. Questo ci fa ben sperare e ci fa capire che lavorando bene la comunicazione può funzionare”.
L’appello al Consiglio comunale
Saccà ha spiegato che per combattere questa crisi serve l’aiuto di tutti. E quindi non solo la collaborazione attiva tra le due associazioni, ma anche “rapporti con le istituzioni. E l’appello è anche a voi consiglieri. Non ci dispiacerebbe avere qualche idea da parte nostra. Aspetto di ascoltarvi, per capire cosa ne pensate”. Basilio Buttà, presidente di Avis Messina, ha poi aggiunto: “La nostra mission è sensibilizzare la popolazione per quanto riguarda la necessità e la raccolta di sangue. Come città siamo ancora dietro tante altre, ma voglio sottolineare ciò che c’è di positivo perché la strada intrapresa ha dato risultati. Negli ultimi anni siamo cresciuti di 400-500 sacche l’anno. Circa 3 anni fa ci fermavamo a 3.500 sacche, ora siamo a oltre 5mila. Ma ciò nonostante non è sufficiente perché quando si verificano queste crisi c’è chi risente di questa emergenza.
Buttà: “Continuiamo a lavorare, ma serve l’aiuto di tutti”
“Noi dal canto nostro – ha proseguito Buttà – continuiamo a lavorare. Ma sono poche le persone coinvolte a Messina rispetto alla media nazionale. Vogliamo continuare su questa strada e sensibilizzare la città, ma servono iniziative nuove oltre a quelle che già facciamo noi. Andiamo nelle caserme e nei comandi delle forze dell’ordine, andiamo nelle scuole a sensibilizzare ragazze e ragazzi oltre a coinvolgere i maggiorenni, siamo andati nelle chiese e in altri luoghi. Ma non basta. Oggi siamo qui, come diceva Tony, per capire se ci sono proposte che possiamo fare per andare a sensibilizzare maggiormente la popolazione. Il Consiglio comunale può darci una mano in tal senso”. Giovanbattista Grillo, vicepresidente di Fasted Messina, ha ribadito la necessità di “un appoggio da parte delle istituzioni”.

