Fa discutere la situazione finanziaria dell'Azienda siciliana trasporti. Le posizioni del deputato di ScN, degli assessori regionali e del presidente Genovese
SICILIA – «Fermare subito la procedura concorsuale. Prima di versare altri 21 milioni di euro si accertino le responsabilità: i siciliani non possono continuare a pagare errori e sprechi». Sul caso Ast e sulla richiesta della somma interviene Giuseppe Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, incalzando il governo Schifani. Si fa riferimento alla nota con cui “Ast, in riscontro alla richiesta dell’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni della Regione siciliana dell’8 settembre, ha rappresentato le condizioni necessarie per la revisione del Piano di risanamento 2025-2029”.
«Prima si faccia piena chiarezza sulle cause e sulle responsabilità che hanno determinato questa situazione, poi si mettano in campo le risorse necessarie e, solo a quel punto, si potrà parlare anche di nuove assunzioni e di un vero piano di rilancio. Ast dovrebbe essere già oggi un fiore all’occhiello del trasporto pubblico siciliano. Noi vogliamo salvarla, risanarla e finalmente rilanciarla, ma non siamo più disponibili a farlo senza verità e responsabilità», spiega Lombardo.
Da qui la richiesta di Sud chiama Nord: sospendere la procedura concorsuale in corso, chiarire l’effettiva situazione economico-finanziaria della società e individuare le responsabilità che hanno prodotto gli scostamenti rispetto al Piano e l’esplosione dei costi connessi ai noli.
Genovese: “Un anno alla guida di Ast, scopriremo insieme la verità dei documenti”
Così il presidente dell’Azienda trasporti siciliana, Luigi Genovese (nella foto durante una riunione sindacale): “Dodici mesi fa, esattamente in questo giorno, è iniziato il mio mandato da presidente dell’Azienda Siciliana Trasporti S.p.A.. Da subito la linea è stata netta: affrontare la realtà dei conti, mettere ordine nella gestione, assumere decisioni concrete anche quando erano scomode. L’obiettivo era, e rimane, dare solidità all’azienda e ai suoi lavoratori e garantire l’efficienza di un servizio che per molti siciliani è vitale. Un anno alla guida di Ast. Da oggi lo racconterò qui (su Facebook, n.d.r..): scopriremo insieme la verità dei documenti, delle cifre, delle decisioni prese e di quelle che verranno”.
Gli assessori Dagnino e Aricò: “Prima delle risorse pubbliche aggiorniamo il piano di risanamento dell’Ast”
Ma qual è la posizione della giunta Schifani? Dichiarano gli assessori regionali dell’Economia e delle Infrastrutture Alessandro Dagnino e Alessandro Aricò, commentando le notizie di stampa relative alle richieste avanzate dalla società.«Il governo regionale ritiene necessario proseguire nell’azione di risanamento e rilancio della Ast, avviata già nel 2024, confermando il carattere strategico della società. L’eventuale allocazione di maggiori risorse pubbliche, tuttavia, dovrà essere accompagnata da un aggiornamento del piano di risanamento, attestato che era stato predisposto dalla società alla fine del 2024 e non potrà che passare da una nuova iniziativa legislativa da sottoporre all’esame dell’Assemblea regionale siciliana. Sarà convocata una riunione urgente con i vertici dell’Ast per valutare con maggior grado di dettaglio il percorso da intraprendere».
Lombardo: “Interrompiamo la procedura concorsuale e accertiamo le responsabilità della situazione finanziaria”
Queste invece le parole di Lombardo, deputato regionale di ScN, che in passato è intervenuto spesso sulla società in house: «La situazione economica e finanziaria di Ast è oggi ancora più grave di quella che avevamo denunciato nei mesi scorsi. Di fronte a un quadro che la stessa azienda mette nero su bianco, non è pensabile continuare come se nulla fosse. La procedura concorsuale in atto va sospesa immediatamente e, prima di destinare un solo ulteriore euro di risorse pubbliche ad Ast, occorre accertare fino in fondo le responsabilità che hanno determinato questa situazione».
E ancora: «Il documento trasmesso da Ast il 15 settembre delinea infatti un quadro profondamente mutato rispetto alle previsioni originarie. La società afferma che gli scostamenti emersi nel 2025 e nel primo semestre del 2026 rendono necessaria non una semplice modifica, ma una «complessiva rielaborazione» delle assunzioni economiche, finanziarie e patrimoniali alla base del Piano. Siamo davanti a un fatto che non può essere minimizzato».
Continua Lombardo: «Il Piano di risanamento sul quale si sarebbe dovuto costruire il futuro di Ast non regge più alle condizioni originarie. È la stessa Azienda a chiedere alla Regione ulteriori 21 milioni di euro, di cui 11 milioni per coprire i maggiori oneri sostenuti e gli scostamenti registrati nel 2025 e nel 2026 e 10 milioni per il rinnovo dell’autoparco. Non si può pensare che la risposta sia semplicemente quella di aprire ancora una volta il portafoglio della Regione».
“Voragine di 16 milioni di euro, salvare l’Ast una priorità ma niente assegni in bianco”
Insiste il deputato regionale di Sud chiama Nord: «Nella propria comunicazione Ast stima infatti per il 2026 un risultato netto negativo di circa 10,11 milioni di euro e indica la necessità di un fondo di almeno 11 milioni di euro per fronteggiare i maggiori oneri. A questi si aggiungono altri 10 milioni di euro richiesti per l’acquisto di autobus usati, per un fabbisogno complessivo aggiuntivo indicato dall’azienda in 21 milioni di euro. A questo punto la domanda è inevitabile: come si è arrivati fin qui e chi ne risponde? Da mesi denunciamo il peso enorme del ricorso ai noli a caldo, resosi necessario anche per l’indisponibilità di decine di autobus Euro 3 rimasti fuori dalla deroga. Non si tratta di una questione emersa oggi: già in un’interrogazione parlamentare veniva ricostruito il caso dei 71 autobus Ast non utilizzabili e dei maggiori oneri derivanti dal ricorso al nolo a caldo. La stessa vicenda è stata affrontata in Aula all’Ars nel marzo scorso. Parliamo di una voragine che, secondo i dati che abbiamo denunciato, ha ormai superato i 16 milioni di euro di noli a caldo dal dicembre 2024, e il conto rischia di crescere ancora nei prossimi mesi. Non possiamo accettare che milioni di euro di denaro pubblico vengano assorbiti per tamponare conseguenze di errori, ritardi o omissioni senza che sia stabilito chi ne abbia la responsabilità».
Lombardo ribadisce che «la salvaguardia di Ast resta un obiettivo imprescindibile, tanto per garantire il diritto alla mobilità dei siciliani quanto per tutelare i lavoratori e assicurare la continuità del servizio pubblico. Salvare Ast, però, non significa firmare assegni in bianco. Non siamo più disponibili ad accettare una gestione nella quale le perdite vengono sistematicamente scaricate sulle casse regionali e, quindi, sui siciliani».

