Meteo. Attenzione sul basso Tirreno, fra le coste tirreniche della Calabria e della Sicilia
Guardando l’ultimo radiosondaggio (la “radiografia” verticale della nostra atmosfera) effettuato a Trapani Birgi, saltano subito all’occhio due dati che spiegano perfettamente la dinamica della forte ondata di calore che stiamo vivendo. Una Tropopausa altissima: arrivata a quota 16.477 metri!
La tropopausa è il tetto della troposfera, quel pezzo di atmosfera dove avvengono i fenomeni atmosferici e la temperatura smette di scendere man mano che si sale di quota. Nel radiosondaggio si trova alla quota altissima di 16.477 metri (con una pressione di 105 hPa e una temperatura minima di -68.5 °C).

Perché è così in alto?
L’altezza della tropopausa dipende direttamente dalla temperatura media della colonna d’aria sottostante. L’aria calda è meno densa presente nei primi 5 km si espande verso l’alto, “gonfiando” l’atmosfera e sollevando questo limite. Una tropopausa a quasi 16,5 km è tipica delle latitudini tropicali: in pratica, la struttura della nostra atmosfera si è momentaneamente tropicalizzata.
Se analizziamo i dati dal suolo fino a circa 5.000 metri, notiamo temperature elevatissime, segno del soffio rovente del Sahara. A circa 900 metri di quota (942 hPa) il termometro segna quasi +35 °C. Questa è la firma inconfondibile della massa d’aria subtropicale continentale, proveniente direttamente dai deserti dell’Algeria e della Libia. Ma la sua vera origine è più meridionale del solito, parliamo di Niger e Ciad.
Perché fa così caldo in quota?
Questo flusso d’aria non solo nasce caldissimo all’origine, ma subisce un ulteriore surriscaldamento dovuto alla subsidenza atmosferica (l’aria viene schiacciata verso il basso dall’alta pressione, comprimendosi e riscaldandosi ulteriormente). Questo enorme cuscino caldo nei primi 5 km agisce come una vera e propria “cupola”, che intrappola il calore al suolo e impedisce all’aria di rinfrescarsi, nemmeno di notte.
Per fortuna la cupola di aria rovente inizierà a battere in ritirata già dalle prossime ore, anche se negli strati più bassi il vero ricambio della massa d’aria lo percepiremo fra giovedì e venerdì. Nella giornata di venerdì il veloce passaggio di un’ondulazione ciclonica in quota (disturbo in quota), sopra un ambiente carico di energia, potrà favorire lo sviluppo di temporali, sul basso Tirreno, fra le coste tirreniche della Calabria e della Sicilia. Ci sara’ un bel nucleo di vorticità in quota seguito da una aria piu’ secca e fresca.
Sappiamo bene cosa sono i temporali estivi, ma questi saranno piu’ da instabilità per questo disturbo in quota. Avranno tanta aria umida e calda da aspirare dai bassi strati e spingerla nell’alta troposfera, creando torri di acqua e ghiaccio alte 10-12 km di altezza (cumulonembi). Da queste torri cadranno secchiate di acqua e vento, ma la loro distribuzioni sarà molto localizzata (tipico di questi fenomeni convettivi). In questo modo verrà accentuato il ricambio della massa d’aria nei bassi strati, e tutta l’aria calda e umida presente al suolo verra’ spazzata via. Venerdi sera, dopo il loro passaggio, l’aria sarà limpida e tersa, come non si vedeva da settimane.

